La transizione energetica italiana passa anche dalle aule, e soprattutto dai laboratori, degli Istituti Tecnologici Superiori (ITS).
I dati del Monitoraggio nazionale INDIRE 2025 (allegato in fondo) dedicato agli ITS sull’area “Efficienza Energetica” raccontano un sistema formativo in espansione, sempre più connesso alle imprese e capace di garantire occupazione stabile già a pochi mesi dal diploma.
Accanto ai risultati positivi, però, emergono due nodi strutturali: un tasso di abbandono ancora elevato e una partecipazione femminile ferma intorno al 10%.
Cosa sono gli ITS Academy
Gli ITS Academy, riformati dalla Legge 99/2022, rappresentano il segmento terziario professionalizzante del sistema italiano.
Sono percorsi biennali o triennali a numero chiuso, finanziati con risorse nazionali e regionali, monitorati da INDIRE su incarico del Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Il loro obiettivo è chiaro: allineare domanda e offerta di lavoro, costruendo percorsi formativi progettati insieme alle imprese e centrati sulle competenze richieste dalle filiere produttive. Una formazione alternativa all’università, orientata alla pratica, con un’integrazione strutturale tra aula e azienda.
Sono 19 gli ITS su Efficienza Energetica
Nel 2025 sono 19 le Fondazioni ITS Academy attive nell’area tecnologica dell’Efficienza Energetica, distribuite su tutto il territorio nazionale: 6 al Nord, 4 al Centro e 9 tra Sud e Isole.
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- Piemonte: ITS Green Tech – Istituto Tecnologico Superiore per lo sviluppo professionalità nei sistemi energia, casa e ambiente costruito, servizi alle imprese e agli enti senza fine di lucro
- Lombardia: ITS Green Academy – Istituto Tecnologico Superiore per energia, ambiente ed edilizia sostenibile
- Veneto: ITS Red Academy – Istituto Tecnico Superiore Area tecnologica dell’Efficienza energetica – Risparmio energetico e nuove tecnologie in bioedilizia
- Friuli-Venezia Giulia: ITS Academy Udine
- Liguria: ITS Savona – Istituto Tecnico Superiore per l’Efficienza Energetica
- Emilia-Romagna: ITS Tec Academy – Istituto Tecnico Superiore Territorio Energia Costruire Academy
- Toscana: ITS Energia Ambiente Sostenibilità
- Umbria: ITS Umbria Academy
- Marche: ITS Fabriano Academy – Istituto Tecnico Superiore per l’Efficienza energetica Fabriano
- Lazio: ITSEL – Istituto Tecnologico Superiore per l’Energia del Lazio
- Abruzzo: ITS Green Academy ITSEE l’Aquila – Istituto Tecnico Superiore Efficienza energetica dell’Aquila
- Campania: ITS Academy Ermete
- Campania: ITS Energy-lab
- Puglia: ITS Green Energy Puglia
- Basilicata: ITS Academy di Basilicata – Efficienza energetica e Meccatronica
- Calabria: ITS Reggio Calabria
- Sicilia: ITS per la mobilita sostenibile – Trasporti
- Sicilia: ITS Academy Energia & Tecnologia
- Sardegna: ITS Academy Energia Sardegna
Nel complesso i corsi coprono vari ambiti che vanno dal risparmio energetico in edilizia alla gestione di impianti, dalla sostenibilità industriale alla smart mobility, fino alle tecnologie 4.0 applicate ai sistemi energetici.
Chi si iscrive: più liceali che tecnici
Il Monitoraggio nazionale 2025 analizza i percorsi ITS conclusi nel 2023 e, per l’area dell’Efficienza Energetica, rileva un totale di 885 iscritti.
La componente anagrafica evidenzia una prevalenza di giovani tra i 20 e i 24 anni (41,2%), ma si segnala anche una presenza non marginale di over 30 (11,5%), a conferma dell’attrattività del percorso anche per chi è già inserito, o vuole reinserirsi, nel mercato del lavoro.
Quanto alla provenienza scolastica, emerge con chiarezza la predominanza dei diplomati liceali, che sono il 65,4% degli iscritti. Seguono i diplomati professionali (18,4%) e i diplomati tecnici (10,4%). La quota dei laureati è contenuta, attorno al 3%.
La forte incidenza dei liceali indica che l’ITS non si configura più esclusivamente come lo sbocco naturale per diplomati tecnici e professionali, ma come un’alternativa anche al percorso universitario.
Parallelamente, la presenza di laureati suggerisce che una parte, seppur limitata, di studenti scelga l’ITS come opportunità di specializzazione o riqualificazione post-universitaria.
172 imprese partner e quasi il 40% delle ore in stage
Il modello ITS si caratterizza per essere fondato su un partenariato pubblico-privato strutturato. Nell’area Efficienza Energetica il monitoraggio 2025 rileva il coinvolgimento di 441 soggetti partner.
Tra questi, figurano 172 imprese (39% del totale), 79 istituti secondari di II grado (17,9%), 56 agenzie formative (12,7%), 18 dipartimenti universitari (4,1%), 15 associazioni di imprese (3,4%), oltre ad altri enti pubblici e privati. La presenza così significativa del tessuto produttivo dimostra come le imprese non siano semplici destinatarie finali dei diplomati, ma co-protagoniste nella progettazione e realizzazione dei percorsi.
Le aziende coinvolte coprono tutte le dimensioni: microimprese (27,9%), piccole (36%), medie (16,3%) e grandi imprese (13,4%). Questo dato segnala una diffusione capillare del modello ITS lungo l’intera filiera energetica, dalle realtà locali alle grandi aziende strutturate, favorendo una pluralità di sbocchi occupazionali.
Sul piano didattico, i percorsi prevedono in media 1.870 ore di formazione, di cui 720 ore di stage, pari al 38,5% del monte ore complessivo. Si tratta di una quota particolarmente elevata, che integra in modo sostanziale l’esperienza in azienda nel percorso formativo.
Inoltre, oltre il 73% delle ore è affidato a docenti provenienti dal mondo del lavoro: professionisti, tecnici ed esperti che trasferiscono competenze operative aggiornate e direttamente spendibili.
Rapporto tra iscritti, diplomati e occupati
Dei 885 iscritti ai percorsi ITS dell’area Efficienza Energetica, il 68,4% ha conseguito il diploma. A dodici mesi dal titolo risultano occupati 500 diplomati, con un tasso di occupazione dell’82,6%, in linea con la media nazionale degli ITS (84%).
Tradotto in termini concreti, su 100 studenti che iniziano il percorso, circa 68 arrivano al diploma e 56 trovano lavoro entro un anno. Si tratta di un risultato significativo per un segmento formativo che nasce con l’obiettivo esplicito di facilitare un inserimento rapido e qualificato nel mercato del lavoro.
Un ulteriore elemento di rilievo riguarda la coerenza tra formazione e occupazione: a livello nazionale, il 93% dei diplomati ITS lavora in un ambito coerente con il percorso svolto. Questo indicatore evidenzia la capacità del sistema di intercettare i fabbisogni professionali delle imprese e di formare figure tecniche effettivamente richieste dal mercato, rafforzando il legame tra istruzione terziaria professionalizzante e sviluppo delle filiere energetiche.
Secondo i dati di monitoraggio, tra i 500 occupati entro 12 mesi:
- 34% ha un contratto a tempo indeterminato o lavoro autonomo ordinario;
- 31,6% un tempo determinato o autonomo a regime agevolato;
- 34,4% un contratto di apprendistato.
L’equilibrio tra le tipologie contrattuali mostra come l’ITS sia spesso un canale di ingresso diretto in azienda, anche attraverso formule di apprendistato di alta formazione.
Crescita costante negli ultimi dieci anni
L’evoluzione dell’area Energia nel sistema ITS appare importante se osservata in prospettiva decennale. Nel 2013 i percorsi attivati erano 6; nel 2023 sono diventati 35, con un incremento quasi sestuplicato dell’offerta formativa. Parallelamente, gli iscritti sono passati da 161 a 885 nello stesso arco temporale, registrando una crescita di circa il 450%.
È un’espansione che non riguarda soltanto la quantità dei percorsi, ma riflette una domanda crescente di competenze tecniche legate all’efficienza energetica, alla gestione degli impianti, alle fonti rinnovabili e, più in generale, alla transizione ecologica.
L’aumento costante degli occupati a un anno dal diploma — da 76 nel 2013 a 500 nel 2023 — conferma che l’incremento dell’offerta si è accompagnato a una reale capacità di assorbimento da parte del mercato del lavoro.
Nel complesso, la formazione ITS in ambito energetico si sta consolidando come uno dei principali canali professionalizzanti per la formazione di tecnici specializzati, in un contesto in cui le politiche di decarbonizzazione e di efficientamento energetico stanno generando un fabbisogno strutturale di nuove competenze (I mismatch della transizione energetica e la creazione di professioni “ibride”).
Le criticità: abbandoni e divario di genere
Accanto ai risultati positivi, tuttavia, emergono due criticità: il tasso di abbandono e le poche iscrizioni femminili.
Sul fronte della dispersione, nei percorsi monitorati si registrano 242 ritirati, pari a un tasso di abbandono del 27,3%, superiore alla media complessiva delle aree tecnologiche (24,3%). La differenza non è ampia, ma è costante e segnala la necessità di un’attenzione specifica, soprattutto nelle fasi di orientamento in ingresso e di accompagnamento durante il percorso.
L’analisi per età evidenzia dinamiche differenziate. Nella fascia 18-19 anni l’abbandono raggiunge il 24%, un valore più elevato rispetto al 17,9% del totale delle aree tecnologiche. Tra i 20 e i 24 anni il tasso scende al 20,5%, in linea con la media nazionale (21,8%).
Le criticità più marcate emergono però nelle fasce adulte: tra i 25 e i 29 anni l’abbandono sale al 43% (contro il 37,5% della media complessiva) e tra gli over 30 raggiunge il 48% (a fronte del 43,1% nazionale). Il dato potrebbe suggerire che, con l’aumentare dell’età, crescano le difficoltà di conciliazione tra studio, lavoro e impegni familiari. Per questa platea potrebbe essere utile rafforzare strumenti di flessibilità organizzativa, tutoraggio personalizzato e riconoscimento di competenze pregresse.
L’altra criticità riguarda il forte divario di genere. Su 885 iscritti, 794 sono uomini e soltanto 91 donne, pari a circa il 10%: uno squilibrio ancora molto marcato, che riflette la persistente sottorappresentazione femminile nei percorsi tecnico-scientifici e nelle professioni STEM, in particolare nei settori legati all’energia e all’impiantistica.
Questo dato non è solo un tema di equità, ma anche di potenziale non pienamente valorizzato: ampliare la partecipazione femminile significherebbe allargare la base di competenze disponibili in un ambito strategico per la transizione energetica e lo sviluppo sostenibile.
Iscrizioni ITS 2026-2028: l’uscita dei bandi
Per accedere ai percorsi ITS è necessario attendere la pubblicazione dei bandi di ammissione da parte delle singole Fondazioni. Le tempistiche possono variare leggermente da territorio a territorio, ma indicativamente il calendario è il seguente:
- pubblicazione dei bandi tra fine giugno e inizio luglio 2026;
- svolgimento delle selezioni nelle prime settimane di settembre;
- avvio dei corsi nel mese di ottobre 2026.
Si tratta quindi di un iter concentrato nei mesi estivi, che richiede attenzione alle scadenze e una preparazione tempestiva della candidatura.
Nella rubrica “La Formazione energetica in Italia” di QualEnergia.it saranno progressivamente pubblicati e aggiornati i corsi attivati per il biennio 2026-2028, con informazioni utili su sedi, profili professionali e modalità di accesso.
- Monitoraggio 2025 – ITS Efficienza Energetica (pdf)



























