Con il FER X la partita si gioca prima della gara

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Con "FERnanda X", il Project Scoring Evaluator di Ananda per gli impianti realizzati nell'ambito del FER X, si può valutare ogni iniziativa secondo sei variabili, per poi scegliere preliminarmente i progetti da candidare.

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Con il DM 18 giugno 2026 n. 194, il decreto direttoriale Mase del 7 agosto e le regole operative pubblicate dal Gse il 10 agosto, il FER X definitivo è operativo.

Il contingente complessivo è di 37,15 GW fino al 31 dicembre 2030: 10 GW riservati agli impianti fino a 1 MW in accesso diretto, i restanti 27,15 GW assegnati tramite procedure competitive agli impianti di taglia maggiore.

Il calendario prevede sette procedure ordinarie con cadenza trimestrale, da dicembre 2026 a giugno 2028, affiancate da quattro procedure dedicate agli impianti NZIA (Net-Zero Industry Act).

La qualifica preliminare è una scelta, non un adempimento

È qui che si concentra il problema decisionale. I dati dichiarati in qualifica – potenza, criteri di priorità, criteri di aggiudicazione – non sono modificabili nelle fasi successive.

Per cambiarli occorre annullare la pratica, presentarne una nuova e versare di nuovo gli oneri istruttori. La qualifica ha validità improrogabile di due anni e presuppone requisiti già maturi: titolo autorizzativo valido, efficace e nella titolarità del richiedente, preventivo di connessione accettato in via definitiva, registrazione su GAUDÌ validata dal gestore di rete.

Il perimetro delle decisioni irreversibili è ampio e il trasferimento di titolarità dell’impianto dopo il rilascio della qualifica ne determina la decadenza. Decadenza che scatta anche se la connessione avviene con una soluzione tecnica che cambia la zona di mercato rispetto a quella dichiarata, perché su quella zona si applicano i coefficienti che formano la graduatoria.

Inoltre, l’avvio dei lavori non può precedere l’istanza di partecipazione; in determinate condizioni anche la sottoscrizione di un contratto EPC può configurare il primo fermo impegno che rende irreversibile l’investimento.

Anche la definizione di potenza rilevante merita attenzione: per il fotovoltaico è la somma delle potenze dei singoli moduli in condizioni standard, non la potenza in immissione. Una previsione che ha già generato diverse criticità e che, in alcuni casi, sposta un’iniziativa dall’accesso diretto alle procedure competitive.

Cosa distingue davvero un progetto dall’altro

Nelle procedure competitive non conta soltanto essere ammissibili. I criteri di priorità – localizzazione in aree idonee o zone di accelerazione, PPA di durata almeno decennale registrati sulla piattaforma GME, interventi su fotovoltaico agricolo esistente senza nuovo consumo di suolo – vanno attestati in sede di qualifica preliminare.

Lo stesso vale, per gli impianti NZIA, per i criteri di aggiudicazione. La flessibilità temporale richiede un accumulo pari ad almeno il 25% della potenza dell’intervento e una capacità specifica di 4 kWh/kW nel fotovoltaico, mentre l’impatto dell’ubicazione entra in graduatoria attraverso i coefficienti zonali.

Chi non porta questi elementi in qualifica non li recupera dopo ed è la ragione per cui la scelta dei progetti da candidare va fatta ora, con criteri omogenei, su tutta la pipeline.

Confrontare i progetti, non solo valutarli

Per chi analizza una singola iniziativa il tempo di ricostruzione del quadro è già significativo, ma per chi gestisce dieci o più progetti il problema cambia natura.

Come confrontarli con lo stesso metro, quando uno è più avanti nell’iter autorizzativo, un altro ha una connessione più favorevole e altro ancora ha un potenziale economico maggiore?

È da questa esigenza che nasce FERnandaX, la piattaforma di scoring sviluppata da ANANDA.

Non richiede il dossier completo di progetto, ma bastano poche informazioni chiave per ottenere una prima lettura strutturata.

Il motore di scoring valuta ogni iniziativa su sei dimensioni: valore economico, prontezza autorizzativa, connessione e disponibilità, impatto e sostenibilità, realizzabilità e rischi, qualità progettuale. Poi restituisce un punteggio su scala 0-100, il dettaglio per dimensione, punti di forza e criticità.

L’esito non è un verdetto sulla gara, che dipende anche dalla platea dei partecipanti e dai contingenti di ciascuna procedura.

Si tratta di un’indicazione operativa sul progetto: evidenzia il livello di competitività, le eventuali criticità e gli elementi su cui intervenire per migliorarne il posizionamento in gara. Il valore dello scoring non sta nel numero, ma nell’applicare gli stessi criteri a iniziative diverse, rendendole confrontabili.

FERnandaX non sostituisce il progettista, il consulente o il management, e non decide quale progetto portare in gara, ma fornisce la base strutturata su cui il professionista decide.

La partita del FER X non comincia con l’asta, ma molto prima, nella progettazione, nell’autorizzazione e nelle decisioni che determinano la competitività del progetto.

Per informazioni: FERnandaX

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