La domanda elettrica nei primi sei mesi del 2021 in Europa è quasi tornata ai numeri di prima della pandemia, con il continuo declino del carbone e un boom delle rinnovabili che ora, anche in Italia, producono energia alla metà del costo degli impianti esistenti alimentati da combustibili fossili.

Queste le tendenze più rilevanti che emergono dalle ultime analisi del think-tank Ember sul mix elettrico europeo, European Electricity Review (link in basso).

Da gennaio a giugno 2021, scrive Ember, la domanda elettrica complessiva dei 27 Stati membri Ue è cresciuta del 6% (+74 TWh) in confronto allo stesso periodo del 2020, attestandosi appena sotto il livello registrato nei sei mesi iniziali del 2019 (-0,6%).

Come mostra il grafico seguente, tratto dal rapporto, la domanda di elettricità da gennaio a giugno 2021 ha già sostanzialmente superato la parentesi di declino dovuta al lockdown.

Il prossimo grafico evidenzia i cambiamenti della generazione di elettricità a livello Ue-27 tra la prima metà del 2019 e il primo semestre 2021.

Vediamo che le rinnovabili hanno generato 53 TWh in più mentre le fonti fossili hanno perso 48 TWh e il nucleare ha segnato -29 TWh.

In particolare, spiega Ember, il carbone è crollato del 16% a gennaio-giugno 2021 rispetto allo stesso periodo del 2019 (36 TWh in meno).

Nel complesso, la produzione elettrica da fonti fossili nei sei mesi iniziali del 2021 è stata del 10% inferiore rispetto al primo semestre 2019; al contrario, le rinnovabili sono cresciute complessivamente del 10% in termini di produzione, grazie soprattutto a eolico e fotovoltaico (+22 TWh in totale) e al maggiore contributo degli impianti idroelettrici (+29 TWh).

Di conseguenza, le emissioni di CO2 del settore elettrico sono diminuite del 12% nella prima metà del 2021 in confronto allo stesso periodo del 2019.

Un altro punto sottolineato da Ember è che a inizio 2021 produrre elettricità con i combustibili fossili è diventato sempre più costoso, perché sono aumentati i prezzi delle materie prime e i prezzi della Co2 sul mercato europeo Ets (Emissions Trading Scheme).

Pertanto, in diversi paesi europei, ad esempio in Germania (grafico sotto), le centrali fossili esistenti producono energia a un costo che può arrivare a circa il doppio in confronto ai nuovi impianti eolici e fotovoltaici.

Lo stesso vale per il nostro paese, afferma Ember: in Italia i nuovi parchi eolici a terra possono produrre elettricità con un valore Lcoe (Levelized cost of electricity) pari a 46,3 euro per MWh, metà dei costi attribuiti agli impianti a gas e carbone esistenti.

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