La Direttiva europea “Energy Performance of Buildings” (EPBD), nota come direttiva “Case green”, è un’occasione cruciale per il settore edilizio, per il sistema energetico nel suo complesso e per modernizzare il paese. Eppure, oggi è al centro di polemiche, strumentalizzazioni e fake news, non solo in Italia.
Se ne è discusso ieri, 21 ottobre, a Roma nel convegno “Idee per lo sviluppo e il finanziamento di un’edilizia sostenibile, efficiente e accessibile a tutti”, organizzato da Kyoto Club, Knauf Insulation Italia ed ECCO, il think tank italiano per il clima.
Sul tavolo anche la prossima Legge di Bilancio, chiamata a definire le prime misure in vista del recepimento della direttiva entro maggio 2026.
In Italia, il dibattito sulla EPBD è ancora poco vivace, ma destinato ad accelerare: nei prossimi mesi dovrà infatti prendere forma il Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici (PNRE), strumento centrale per attuare gli obiettivi europei.
Trivella (Rete Irene): “EPBD e PNRE non sono adempimenti, ma un’occasione strategica”
Come ha sottolineato Virginio Trivella, coordinatore del Comitato tecnico-scientifico di Rete IRENE, del PNRE “si sa ancora poco”: mancano informazioni, una bozza pubblica e una consultazione aperta che coinvolga enti locali e parti sociali.
Trivella ha ricordato che EPBD e PNRE non sono meri adempimenti burocratici, ma “un’occasione strategica per modernizzare il Paese, ridurre strutturalmente le emissioni, valorizzare il patrimonio edilizio, contrastare la povertà energetica e rafforzare l’autonomia energetica nazionale”.
A Bruxelles il tema abitativo è al centro dell’agenda
Sul fronte europeo si muove molto di più e Alessandro Coloccia, della Housing Task Force della Commissione europea, ha illustrato alcune iniziative in corso:
- un Piano europeo per la casa da presentare entro fine 2025, con una strategia per le costruzioni;
- la revisione degli aiuti di Stato per il social housing e per il mercato degli affitti brevi;
- una riflessione all’interno del Consiglio europeo e di una Commissione dell’Europarlamento dedicata alle politiche abitative (atteso un report a breve).
Tra le proposte, anche una revisione dei Fondi di Coesione per riorientare gli investimenti verso la casa e raddoppiare le risorse dedicate, oggi pari a circa 7,5 miliardi di euro.
In parallelo, è previsto un confronto sul ruolo degli istituti di credito nel finanziamento dei progetti di riqualificazione.
Riqualificare per la sicurezza economica del Paese e delle famiglie
La relazione di Francesca Andreolli (ECCO) ha messo in luce il forte legame tra efficienza energetica e stabilità economica di famiglie e sistema-Paese.
Negli ultimi anni, la spesa energetica è cresciuta del 30-40%, con un aggravio di 500-810 euro l’anno per famiglia e un costo complessivo di circa 20 miliardi di euro.
A ciò si aggiungono 56 miliardi di misure pubbliche di sostegno al reddito, soprattutto nel periodo Covid, dovuti in gran parte all’aumento del prezzo del gas. Le famiglie più povere, ha ricordato Andreolli, sono quelle che hanno beneficiato meno degli incentivi.
Grazie alle detrazioni fiscali, che hanno contribuito per circa il 55% al risparmio energetico complessivo, le emissioni del settore civile si sono ridotte di quasi il 13% rispetto al 1990 (dato 2024). Il consumo di gas è sceso del 18% tra il 2021 e il 2024, ma il PNIEC fissa un obiettivo più ambizioso: -40% di emissioni al 2030 rispetto al 2005.
ECCO: un nuovo modello di incentivi post-superbonus
Lo studio del think tank ECCO propone di ripensare gli incentivi in chiave coerente con la direttiva EPBD, evidenziando alcune criticità.
In particolare, l’energia elettrica sconta un’imposizione fiscale tre volte superiore al gas, cosa che riduce fortemente il beneficio economico del passaggio alle soluzioni elettriche (es. pompe di calore, piani a induzione per la cottura, ecc.), sicuramente più efficienti e pulite rispetto all’uso del gas.
Anche dopo l’introduzione dell’ETS2, i costi per un’utenza elettrica restano da 1 a 1,5 volte superiori rispetto al gas.
Insomma, uno squilibrio fiscale e parafiscale che rende le politiche per la decarbonizzazione più costose e meno efficaci.
Anche dopo l’introduzione di ETS2, che potrebbe rivedere la fiscalità dei costi elettrici sulle bollette, un’utenza elettrica avrebbe costi da 1 a 1,5 volte superiori rispetto al gas.
ECCO propone una strategia integrata che unisca efficienza energetica, giustizia sociale e programmazione finanziaria di lungo periodo, individuando alcune priorità:
- stabilità delle detrazioni fino al 2030;
- proporzionalità dei benefici rispetto a performance e impatti ambientali;
- priorità agli edifici con prestazioni peggiori;
- monitoraggio dell’efficacia degli incentivi;
- copertura totale dei costi per le famiglie in povertà energetica;
- riduzione progressiva dell’IMU sulle seconde case se si raggiunge una classe energetica elevata.
Riqualificare 15 milioni di abitazioni entro il 2050: serve industrializzare il processo
Un altro punto chiave emerso dal convegno riguarda l’industrializzazione della riqualificazione edilizia.
Thomas Miorin, CEO di Edera, ha ricordato che in Italia servirà riqualificare circa 15 milioni di abitazioni entro il 2050 — una ogni minuto.
Dal 2030, il ritmo dovrà salire al 2,7% annuo, contro lo 0,8% pre-superbonus (e il 2,1% durante il suo picco).
Con una filiera caratterizzata da bassa produttività e invecchiamento del personale (il 30% degli addetti avrà tra 55 e 64 anni nel 2030), la chiave è innovare.
Le tecniche offsite – costruzioni modulari e prefabbricate – permettono di ridurre tempi e costi e aumentare la qualità e sostenibilità degli interventi.
Edera partecipa al programma internazionale Energiesprong (“salto energetico”), che promuove retrofit a energia zero su larga scala: interventi replicabili e digitalizzati, con una riduzione dei costi fino al 40%, tempi dimezzati, prestazioni NZEB garantite per 30 anni, oltre al miglioramento anche in chiave antisismica.
Progetti pilota in partenza sono già previsti a Milano, Roma e Vicenza.
“Per rendere possibile questa strategia – ha spiegato Miorin – servono politiche pubbliche capaci di generare una domanda stabile e quindi economie di scala”.
Dal bonus episodico a un processo strutturale
Il convegno ha ribadito la necessità di superare le politiche episodiche in favore di un processo strutturale e irreversibile di riqualificazione e decarbonizzazione del parco edilizio. Va tenuto a mente che riqualificare le abitazioni significa anche proteggere il valore del patrimonio immobiliare di tutti, evitando distorsioni e perdite in un mercato sempre più sensibile alla qualità dell’abitare.
E soprattutto va ormai superata la classica detrazione fiscale valida per qualsiasi intervento, prestazione e abitazione.
A questo proposito Virginio Trivella ha presentato un piano di riordino degli incentivi che sarà illustrato in dettaglio nell’articolo “Riqualificazione energetica in edilizia: idee per un piano di riordino degli incentivi pubblici“.
Infine, Ferdinando Cattaneo (Knauf Insulation Italia) ha analizzato le esperienze e le criticità delle agevolazioni in Spagna e Francia, mentre Cecilia Hugony (Teicos Group, Assimpredil-Ance) ha presentato casi concreti di riqualificazione profonda con riduzioni significative dei consumi e dei costi per gli utenti.
Le altre presentazioni sono disponibili sul sito del Kyoto Club



























