Cooperative energetiche e solidarietà: l’esempio transalpino

Una rete solidale per mettere a sistema le tante iniziative “dal basso” sul territorio. Ecco come in Francia i cittadini uniscono le forze per combattere la povertà energetica realizzando una transizione giusta e inclusiva.

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Il 2026 si è aperto con un’ottima notizia per il mondo delle cooperative energetiche francesi: la società ForestEner si è unita all’iniziativa Énergie Solidaire, che si prefigge l’obiettivo di contrastare la povertà energetica.

La peculiarità sta nel fatto che ForestEner non si occupa di elettricità da rinnovabili ma si focalizza, invece, su reti di teleriscaldamento alimentate al 100% da fonti rinnovabili ed è caratterizzata da una governance condivisa tra cittadini, comunità e aziende, che si riunisce attorno a progetti locali.

Rinnovabili e solidali

ForestEner ha scelto di effettuare una donazione a Énergie Solidaire dimostrando che non solo è possibile, ma anche profondamente virtuoso, combinare la produzione di energia rinnovabile da parte dei cittadini e la solidarietà verso i più bisognosi.

Sostenendo Énergie Solidaire nella misura dei propri mezzi, quindi, questa cooperativa di cittadini sta intraprendendo azioni concrete per una transizione energetica più equa, più inclusiva e più solidale.

Questa donazione, infatti, sosterrà le famiglie a basso e bassissimo reddito nella ristrutturazione delle loro abitazioni contenendo, perciò, anche il consumo termico necessario al riscaldamento degli ambienti.

Aiutare 12 milioni di cittadini

ForestEner non è la sola ad aver fatto questa scelta ma si unisce alle tre cooperative energetiche cittadine che hanno già contribuito con questo atto solidale, cioè Enercitif, SOLIS METROPOLE e Thau Énergies Citoyennes.

Énergie Solidaire, quindi, sta mettendo insieme le forze di diversi soggetti che operano a livello locale per realizzare il suo obiettivo, cioè implementare una transizione energetica che vada davvero a vantaggio di tutti.

In Francia, il rischio di una transizione con un basso livello di giustizia sociale è purtroppo una realtà, con ben 12 milioni di persone che oggi soffrono di precarietà energetica.

Un’energia davvero speciale

Per mettere a sistema le piccole ma numerose iniziative di cooperazione energetica che si moltiplicano sul territorio, Énergie Solidaire si è costituita come fondo di dotazione.

Questa struttura permette di raccogliere donazioni e anche micro-donazioni sul consumo energetico, donazioni una tantum o regolari, o anche donazioni realizzate in termini di energia e non di denaro, ridistribuendole poi alle associazioni che supportano direttamente le famiglie in condizioni di precarietà energetica.

La solidarietà, quindi, come una (e forse tra le più importanti) forme di energia: ecco il vero fulcro dell’iniziativa francese.

Anche un centesimo conta

Le modalità di donazione possono essere molto diverse: si va dal contributo una tantum a un importo fisso mensile, arrivando ai veri e proprio “mecenati”, cioè società private che contribuiscono in maniera più sostanziosa alla lotta alla povertà energetica e, contemporaneamente, implementano la loro politica relativa alla responsabilità sociale d’impresa.

In questo quadro, infine, non devono essere dimenticati le micro-donazioni che possono essere eseguite dai singoli cittadini e che, in termini pratici, si traducono un risparmio di un centesimo di euro per ogni kWh consumato da un’utenza in povertà energetica. Sembra poco ma, centesimo dopo centesimo, le bollette riescono ad abbassarsi davvero.

Solidarietà al lavoro

Per raccontare un esempio concreto, ci spostiamo nella regione dell’Alvernia-Rodano-Alpi, proprio al confine con l’Italia.

Qui, tra il 2021 e il 2024, un contributo superiore a 10.000 € ha permesso di attivare il fondo di aiutoTravaux Solidaire” (lavoro solidale), in grado di contenere le spese a carico delle famiglie in condizioni di precarietà energetica che intraprendono lavori di ristrutturazione energetica.

Si tratta di un fondo complementare ai sistemi di supporto già esistenti e che permette di finanziare il tempo di accompagnamento nei cantieri, i materiali e, se necessario, le esigenze di ingegneria complementare per portare a termine il progetto di fronte a difficoltà incontrate nella realizzazione.

Il progetto è stato realizzato seguendo il principio della “Auto-Réhabilitation Accompagnée” (auto-ristrutturazione assistita), che consiste nel ristrutturare un alloggio coinvolgendo l’abitante dell’alloggio stesso.

Cantieri e consapevolezza

Mettendo la lente d’ingrandimento sulla regione meridionale dell’Occitania, invece, si scopre un’altra iniziativa davvero interessante, che ha messo sul piatto quasi 30.000 € per implementare un progetto che dovrebbe essere concluso entro il 2026.

L’iniziativa sta accompagnando 100 famiglie in condizioni di precarietà energetica in un percorso di miglioramento delle loro condizioni abitative, realizzando anche 8 cantieri per implementare queste misure.

Il progetto, inoltre, include la disponibilità di 100 incontri presso la struttura dell’ERH (Espace Ressource Habitat) per accogliere le famiglie che hanno problemi legati all’alloggio e al comfort energetico e l’organizzazione di 8 workshop sul tema della precarietà energetica per incrementare il livello medio di conoscenza e consapevolezza presso i consumatori finali.

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