Dall’edilizia ai trasporti, cosa c’è nel Fondo sociale per il clima

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Avviata l'ultima fase della consultazione sulle misure per sostenere famiglie e micro-imprese vulnerabili. Il budget totale ammonta a 8,7 miliardi. Focus sulla riqualificazione energetica degli immobili e sull'ecobonus sociale per veicoli elettrici.

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Aiutare famiglie e micro-imprese vulnerabili, che non hanno mezzi economici sufficienti per ristrutturare gli edifici che occupano, o per acquistare veicoli “puliti” (a zero e a basse emissioni di CO2) o per utilizzare modi di trasporto alternativi.

Questi gli obiettivi del Piano sociale per il clima su cui il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha avviato ieri, 29 maggio, la terza e ultima fase di consultazione pubblica, fino al 15 giugno (tutti i documenti e il format per partecipare sul sito del Gse).

Questa fase, spiega il Mase in una nota, intende “raccogliere contributi e osservazioni da parte di cittadini, istituzioni, imprese, associazioni e altri portatori di interesse sulle misure e gli investimenti nazionali proposti, finalizzati ad accompagnare in modo equo e inclusivo la transizione ecologica, in particolare nel contesto del nuovo sistema Ets 2”.

Il Piano, infatti, da trasmettere a Bruxelles entro il 30 giugno 2025, è necessario per accedere ai contributi del Fondo sociale per il clima previsto dal regolamento Ue 2023/955: per l’Italia ci sono 7 miliardi di euro, che salgono alla cifra complessiva di 8,7 miliardi contando il cofinanziamento aggiuntivo del 25% da parte di ciascuno Stato membro.

Le risorse, come detto, saranno impiegate per sostenere famiglie e micro-imprese vulnerabili, in condizioni di povertà energetica e con redditi medi-bassi, particolarmente esposte ai possibili rincari dei costi per l’energia e i carburanti negli edifici e nei trasporti, i due settori coinvolti dall’Ets 2.

Il nuovo sistema per lo scambio di quote di emissioni, ricordiamo, entrerà in vigore nella sua fase di mercato, con vendita all’asta delle quote, a partire dal 2027. Secondo le previsioni di BloomberNEF, i prezzi della CO2 sull’Ets 2 potranno sfiorare 150 euro per tonnellata nel 2030, con potenziali impatti sulle bollette degli utenti finali.

Le misure

Nell’edilizia, la misura con più fondi a disposizione – 1,8 miliardi dal 2027 al 2032 – è quella per finanziare fino al 100% gli interventi di riqualificazione energetica degli immobili privati di famiglie con Isee fino a 20mila euro. Su oltre 2 milioni di famiglie potenzialmente coinvolte, il budget proposto potrebbe interessare fino al 14% di tali nuclei familiari.

Quasi un miliardo e mezzo sarà invece dedicato alla riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica, focalizzando gli interventi sugli edifici nelle classi energetiche peggiori (F e G) dotati di impianti centralizzati o autonomi.

Tra le altre misure, da citare anche il reddito energetico per installare impianti fotovoltaici associati a pompe di calore a uso domestico (2-6 kW), destinato alle persone fisiche con Isee inferiore a 15mila euro, oppure inferiore a 30mila euro per nuclei familiari con almeno quattro figli a carico.

Il budget complessivo ammonta a 450 milioni di euro; l’agevolazione prevista è un finanziamento in conto capitale a copertura del 100% delle spese ammissibili.

Nei trasporti, le misure più consistenti sono l’ecobonus sociale per l’acquisto/leasing di veicoli nuovi oppure usati a basse emissioni di CO2 (circa 2 miliardi di euro totali a disposizione).

Da segnalare anche la misura “il mio conto di mobilità”, pensato per individui e famiglie in condizione di povertà nei trasporti: un portafoglio di vari importi, tra 100-400 euro/anno, da utilizzare per diversi servizi tra cui trasporto pubblico locale, taxi, mobilità condivisa.

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