Contro il silenzio dei media mainstream sulla transizione energetica

CATEGORIE:

Mentre su Tv e giornali domina il racconto dell’emergenza energetica da risolvere con nuovo gas e nuove fonti fossili, restano ai margini le soluzioni strutturali già disponibili: rinnovabili, efficienza, accumuli ed elettrificazione dei consumi. Un appello per bucare il muro della disinformazione energetica.

ADV
image_pdfimage_print

Non passa giorno che sui principali network televisivi, da Mediaset alla Rai passando per La7, fioriscano dibattiti su cosa fare per rimediare alla carenza di combustibili provenienti dal Golfo Persico.

A questi dibattiti partecipano regolarmente esperti energetici che però disquisiscono esclusivamente su come e dove reperire nuove risorse fossili, come introdurre normative e/o leggi che alleggeriscano le bollette energetiche, rilanciando proposte sull’urgenza di un ipotetico ritorno al nucleare. Questo è il taglio delle idee e degli interventi di gran parte della nostra stampa.

Mai vengono invitati esperti o esponenti che propongano soluzioni veramente alternative, quali il ricorso massiccio a fonti rinnovabili, pompe di calore, risparmio energetico, elettrificazione dei consumi.

Le energie rinnovabili sono presentate ancora come inaffidabili perché intermittenti, nonostante la diffusione crescente e con costi in forte discesa dei sistemi di accumulo.

Eppure, secondo il think-thank ECCO, nell’arco di dodici mesi, l’Italia potrebbe sostituire in modo strutturale oltre l’85% del fabbisogno di gas qatarino attraverso rinnovabili, interventi di efficienza energetica ed elettrificazione dei consumi. Per il restante 15%, l’Italia potrebbe far ricorso alle infrastrutture di importazione esistenti, sfruttando la capacità rimanente e la cattura delle perdite di gas, senza ricorrere a nuovi contratti né a ulteriori investimenti in nuove infrastrutture o nuovi giacimenti.

L’esempio della Spagna è rivelatore: nel paese iberico recentemente il gas ha influenzato i prezzi dell’elettricità solo nel 15% delle ore, contro il 90% in Italia, proprio grazie ai massicci investimenti in fonti rinnovabili.

Evidentemente da noi c’è un colossale problema di comunicazione dominato da una “propaganda di regime” che soffoca ogni voce alternativa alle fonti fossili, non solo sui media televisivi, ma anche sulla maggioranza dei giornali (Rinnovabili senza clima, transizione come costo: il racconto distorto dei media italiani).

Credo che sia giunto il momento di strutturare e lanciare una grande offensiva finalizzata a rafforzare una sovranità energetica del nostro paese basata sull’efficienza energetica, sulle fonti rinnovabili, sull’elettrificazione dei consumi, sui sistemi di accumulo; in ultime parole su una vera transizione energetica.

Per questo motivo lancerei una richiesta, quasi una sorta di appello rivolto a QualEnergia, online e rivista, e a tutte le testate dei settori delle rinnovabili e dell’efficienza energetica, nonché alle associazioni di categoria e ambientaliste, affinché ciascuno si attivi, nel modo ritenuto più congeniale, per bucare” questo muro di omertà e disinformazione che esiste tuttora contro la transizione energetica.

L’obiettivo è riuscire a dare voce, nelle trasmissioni televisive e sulla stampa in generale, a proposte operative mirate ad una vera conversione energetica strutturale, duratura e sostenibile.

ADV
×
Privacy Policy Cookie Policy