Una strada per la maggiore diffusione delle fonti rinnovabili è quella delle comunità energetiche locali: gruppi di cittadini ed enti che partecipano direttamente alla progettazione e al finanziamento di nuovi impianti a fonti rinnovabili per condividere l’energia auto-prodotta, consumandola localmente e immettendo in rete quella in eccesso.

Un progetto europeo sta valutando quale possa essere il modo migliore per strutturare le comunità energetiche.

Si chiama Renaissance ed è stato lanciato lo scorso maggio. È un progetto di ricerca e sviluppo finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del Programma Horizon 2020 con l’obiettivo di progettare e implementare nuove tecnologie e modelli di business per la produzione e distribuzione condivisa di energia da fonti rinnovabili.

Il nucleo centrale del progetto è la creazione di comunità energetiche locali per produrre e scambiare energia (Local Energy Communities – LEC): aderire alle reti integrate di energie rinnovabili prodotte localmente abbassa i costi del trasporto e le dispersioni di energia lungo la rete, consentendo ai consumatori di ridurre le proprie spese energetiche del 10-15%.

Gli utenti desiderano disporre di energia rinnovabile a basso costo, in modo semplice e trasparente e gli strumenti esistenti non bastano. La sfida è sostenere il passaggio da approcci alla vendita di energia basati sulla tecnologia ad approcci centrati sull’utente: servono reti di distribuzione più efficienti, e modelli di business centrati sulle reali esigenze dei consumatori/prosumer, i nuovi produttori-consumatori del mercato energetico, figure a cavallo tra due ruoli finora ben distinti. Una novità resa possibile dalle tecnologie per l’autoproduzione locale di energia, ma ostacolata dalla normativa sulla sua re-immissione nella rete nazionale.

Il contesto normativo per il mercato dell’energia

Finora il tasso di adesione ad iniziative simili in ambito europeo è stato piuttosto basso, probabilmente per lo scarso coinvolgimento delle comunità locali e per l’esistenza di rigide barriere normative.

In Italia come nel resto d’Europa, al  momento non è consentito il commercio diretto di energia tra produttori e consumatori, senza intermediari. Nonostante la liberalizzazione del mercato energetico, è ancora poco chiaro come una cooperativa energetica possa contattare direttamente i potenziali consumatori. L’infrastruttura stessa della rete di distribuzione dell’energia, pensata per la distribuzione centralizzata, richiederà interventi di adeguamento per sostenere il nuovo mercato dell’energia e il ruolo dei prosumer.

L’articolo 22 della nuova Direttiva (UE) n.2001 dell’11 dicembre 2018 sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili prevede il diritto di cittadini ed enti locali di partecipare alle comunità energetiche, a condizione che la loro partecipazione non costituisca attività commerciale o professionale principale.

Tuttavia, per realizzare davvero la transizione energetica e avvicinarsi agli obiettivi ambiziosi di taglio delle emissioni di CO2, le politiche pubbliche sulla distribuzione di energia, sia nazionali sia europee, dovranno cambiare per rispecchiare meglio le esigenze dei futuri consumatori/produttori di energia.

Renaissance: al centro ci sono gli utenti

Esistono già diversi modelli per integrare fonti distribuite di produzione di energia nella rete nazionale.

Si tratta di soluzioni come le centrali elettriche virtuali, i gruppi di comunità e gli hub energetici, pensati per ottimizzare la distribuzione dell’energia. Tuttavia, queste soluzioni si concentrano soprattutto sugli aspetti tecnici della condivisione energetica, e molto poco sul coinvolgimento degli utenti finali.

Il progetto Renaissance, invece, metterà gli utenti al centro del proprio processo di ricerca e sviluppo. Uno degli obiettivi del progetto è identificare diversi business case e specifiche soluzioni operative, in contesti molto diversi tra loro, per massimizzare l’acquisizione di valore ed un’efficiente fornitura di energia rinnovabile. Per questo, combinerà nuovi strumenti di progettazione, monitoraggio e gestione della micro-rete elettrica con tecnologie di generazione e stoccaggio dell’energia già esistenti.

Le tecnologie adottate da Renaissance, tutte già presenti singolarmente sul mercato, saranno integrate in una piattaforma incentrata sull’interoperabilità. Ciò consentirà di interconnettere diversi vettori di energia in un unico sistema, dinamico e decentralizzato.

Inoltre, raccogliendo in tempo reale i dati di consumo e produzione, la piattaforma potrà migliorare le previsioni di domanda e offerta. Potrà quindi proporre all’utente finale le formule migliori di smart-contracts, ossia contratti di servizio in continuo aggiornamento, tagliati sulle esigenze specifiche di ciascun utente. La trasparenza e la sicurezza delle transazioni saranno garantite da una solida struttura blockchain, mentre algoritmi sempre più accurati ne ottimizzeranno l’efficienza complessiva.

Questo approccio contribuirà a creare opportunità di mercato per hardware, software e servizi modulabili e potenzialmente replicabili anche in condizioni del mercato energetico completamente differenti.

I siti pilota

Per dimostrare l’efficienza e i benefici di un mercato energetico aperto ai piccoli produttori di energia e al trading peer-to-peer, Renaissance ha avviato sperimentazioni in 4 siti pilota in Europa: in Belgio, Grecia, Paesi Bassi e Spagna (immagine a destra, clicca per ingrandire).

Ognuno presenta le proprie specificità, sia per tipologia di energia rinnovabile prodotta che per categorie di utenti. Il confronto tra contesti così diversi permetterà di individuare i requisiti preliminari per la costruzione dei modelli di sviluppo delle future smart-grids.

I siti pilota consentiranno di applicare e validare in condizioni reali le tecnologie e i modelli di business proposti dal progetto. Per stimolare la partecipazione diretta degli utenti, Renaissance applicherà metodologie di analisi multicriterio, già validate in altri contesti.

Il progetto costruirà con i diversi soggetti coinvolti il più ampio consenso possibile su soluzioni condivise di produzione e distribuzione di energie rinnovabili.

Qui un video di presentazione del progetto (in inglese, durata circa 13 min):


Sulle iniziative e i risultati del progetto “Renaissance” (disponibile anche una newsletter): www.renaissance-h2020.eu/