La cogenerazione di Centrica per un’industria alimentare

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Con la soluzione finanziata direttamente da Centrica Business Solutions, l’azienda alimentare Zini ha risparmiato il 20% dei costi energetici.

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I mercati sempre più incerti stanno esercitando un’intensa pressione sui produttori del settore alimentare. I costi delle materie prime, dell’energia e della manodopera sono in aumento, mentre la diminuzione del potere d’acquisto dei consumatori e la spinta dei retailer rendono le opzioni di prezzo sempre più limitate.

Oggi, nel settore Food & Beverage, ottenere margini soddisfacenti è un’impresa sempre più ardua e l’energia può svolgere un ruolo essenziale nell’aiutare il comparto a superare queste sfide. L’ampio utilizzo di refrigerazione, riscaldamento, compressori d’aria e altre attrezzature che richiedono una grande quantità di energia nei diversi processi di produzione, hanno un impatto considerevole sui costi energetici.

Zini Prodotti Alimentari è un esempio di azienda del settore Food che ha intrapreso con successo un percorso di efficientamento energetico e di sostenibilità ambientale, con l’adozione di soluzioni che stanno generando un risparmio nei costi energetici e una riduzione delle emissioni di CO2.

Zini è un pastificio che porta avanti la tradizione emiliana, rispettando le ricette di una volta e rifiutando di usare ingredienti non naturali come coloranti e additivi. Per la conservazione dei suoi prodotti ricorre a un solo elemento naturale: il freddo.

Nel moderno pastificio di Milano, i prodotti appena realizzati vengono cotti e surgelati in tempi rapidissimi, in modo da preservarne a lungo il gusto e la naturalità. Con un fatturato di oltre 20 milioni di euro, di cui il 60% all’estero, l’azienda ha come mercato principale quello della ristorazione, ma una quota importante è rappresentata anche dal settore industriale, che a sua volta serve il mercato retail.

Da sempre l’azienda cerca di ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente in ogni fase del processo produttivo: a partire dalla ricerca delle materie prime fino alla realizzazione degli imballi.

Con l’obiettivo di avvicinarsi all’autoproduzione dell’energia, Pasta Zini ha installato un impianto di cogenerazione da 375 kWe, affidandosi totalmente a Centrica Business Solutions tramite una soluzione finanziata (la formula DEP, Discount Energy Purchase), con un contratto della durata di 12 anni. Sviluppo e gestione dell’impianto sono a carico di Centrica che ha realizzato anche tutti i lavori strutturali, allestendo un container silenziato per ospitare il cogeneratore e tutti gli impianti di servizio, il tutto finanziato e gestito da Centrica Business Solutions, comprese le fasi di ingegneria e “permitting”.

Zini utilizza il calore in due differenti modalità: recuperando i fumi attraverso uno scambiatore è in grado di pre-riscaldare l’olio diatermico che viene utilizzato in varie fasi della produzione della pasta, mentre recuperando l’acqua di raffreddamento del cogeneratore riscalda l’acqua sanitaria dello stabilimento utilizzata di notte per i lavaggi e di giorno nei cuocitori.

La cottura avviene a 90 gradi e l’azienda riesce a utilizzare l’acqua di raffreddamento che esce già a 70 gradi, risparmiando così notevoli quantità di energia. Come molte imprese del settore alimentare, è un’azienda molto energivora, in quanto, oltre alla realizzazione della pasta, effettua anche la fase di surgelamento dei prodotti.

I vantaggi della cogenerazione, quindi, sono stati particolarmente significativi: una riduzione di circa il 20% sul costo del kilowattora, un fabbisogno della quantità di energia coperto circa al 50% dall’impianto e un taglio alle emissioni di 300 tonnellate di CO2 all’anno.

Il percorso di Zini verso la sostenibilità non è finito. Dopo aver rinnovato anche gli impianti frigoriferi (riducendo la quantità di gas freon, che è climalterante), l’azienda ha in progetto di affiancare alla cogenerazione anche il fotovoltaico. In questo modo, avrà la possibilità di ridurre ulteriormente l’impatto ambientale e di avvicinarsi all’obiettivo di copertura del 100% del fabbisogno con energia autoprodotta, che già oggi si attesta al 60%.

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