È pronto il trasporto e l’installazione di un sistema offshore di stoccaggio di energia per conto della startup Sizable Energy.
Si tratta di un prototipo installato presso il Natural Ocean Engineering Laboratory (NOEL), uno dei principali siti offshore italiani per la sperimentazione di tecnologie innovative nel campo dell’energia marina, situato nel Mar Mediterraneo al largo delle coste di Reggio Calabria.
Ne avevamo parlato intervistando l’ingegner Simone Biondi di Sizable Energy, società milanese fondata da ingegneri dei settori energetici, che preannunciava proprio per il 2026 l’avvio del progetto nei nostri mari (“I pompaggi idroelettrici? Mettiamoli in mare“), considerandolo a basso impatto visivo e con costi molto competitivi.
Il sistema è progettato per immagazzinare l’elettricità prodotta da turbine eoliche offshore o da altre fonti di energia rinnovabile, come il solare FV, e per reimmetterla successivamente nella rete quando la domanda aumenta, contribuendo a rafforzare la stabilità della rete elettrica e offrendo al contempo un’alternativa ai sistemi convenzionali di accumulo di energia a batteria (BESS).
Nella pratica, funziona come una batteria marina basata sulla gravità che sfrutta la profondità del mare per accumulare energia rinnovabile in eccesso. È un po’ simile al principio del pompaggio idroelettrico, ma qui si sfrutta la profondità del mare e la gravità.
Il sistema utilizza la salamoia marina satura (soluzione di acqua e sale non raffinato), che è circa il 20% più densa e pesante della normale acqua di mare e quando c’è un eccesso di energia elettrica sulla rete la salamoia viene pompata da un serbatoio ancorato sul fondale (anche a profondità superiori ai 500 metri) fino a un serbatoio galleggiante in superficie. Poi, quando la rete richiede energia, la salamoia densa scende per gravità verso il fondale attraverso tubi dotati di turbine reversibili, la cui rotazione genera nuovamente elettricità.
Questo sistema di accumulo di lunga durata (LDES) ha già superato una serie di test condotti presso il centro di ricerca del Maritime Research Institute Netherlands (MARIN), in Olanda.
Per questo progetto, GEODIS, uno dei principali operatori logistici a livello globale, ha affiancato Sizable Energy mettendo a disposizione le proprie competenze ingegneristiche per sviluppare e perfezionare la soluzione ideata dal cliente per lancio, rimorchio e installazione del prototipo (vedi foto).
Il team di GEODIS ha sviluppato i calcoli e gli elaborati tecnici per le operazioni di sollevamento, ha definito il posizionamento delle gru, ha progettato i piani di sollevamento, le imbracature e i sistemi di fissaggio, ha elaborato le procedure di installazione, nonché la progettazione tecnica delle operazioni di traino e di aggancio per l’ormeggio. Ha inoltre fornito assistenza tecnica e supervisione in loco durante tutte le operazioni, al fine di garantire un’esecuzione sicura e corretta.
Il serbatoio offshore ha un diametro di 50 metri, pari alla superficie di una piscina olimpionica, e pesa circa 11 tonnellate. Per il suo lancio è stato necessario ricorrere a una gru da 350 tonnellate in grado di effettuare un sollevamento con uno sbraccio di circa 50 metri, al fine di rispettare i vincoli del sito e i requisiti ambientali.
Questo primo intervento nel settore dello stoccaggio offshore di energia apre la strada a futuri progetti di rinnovabili offshore (si veda anche “Esempi di storage energetico in mare”).






























