Il periodo della Manovra di fine anno è più vicino di quanto si possa pensare e le misure sul caro energia saranno tra i principali protagonisti.
Un primo accenno lo ha dato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, in un’intervista pubblicata dal Corriere della Sera oggi, 29 settembre.
“Sicuramente tornerà il Conto Termico”, ha spiegato il ministro, senza però dare dettagli ulteriori.
Va ricordato che da quando l’Italia ha deciso di attivare con l’Europa la “national escape clause” (Nec) che pone fuori dai calcoli deficit/Pil gli investimenti nella transizione energetica, il Partito democratico e molte associazioni del settore efficienza hanno chiesto di rifinanziare il Conto Termico 3.0 con parte dei 14 miliardi di euro sbloccati dalla clausola (si veda Energia, il piano del Pd per i 14 miliardi di flessibilità concessi all’Italia).
A loro si aggiungono (nota pubblicata il 24 settembre) Aipe, Angaisa, Anpe, Anit, Anfit, Assotermica, EdilegnoArredo/FederlegnoArredo e Assovetro. Queste associazioni hanno scritto al ministro Pichetto Fratin, alla viceministra Gava e al presidente della Conferenza delle Regioni Fedriga esortando a utilizzare la flessibilità di bilancio concessa dall’Ue con la Nec per rafforzare il Conto Termico 3.0.
L’obiettivo è estendere agli immobili residenziali gli incentivi del Titolo II della misura e portare al 65% l’intensità del sostegno.
Queste proposte si inseriscono nel processo di riforma del Conto Termico che il Mase ha avviato già prima dell’estate, nell’ambito del quale si chiede anche una proroga di trenta giorni sui termini per la presentazione di osservazioni al ministero.
Le associazioni vogliono così attivare un tavolo di confronto che permetta di discutere più nel dettaglio la nuova versione dello strumento. “La richiesta nasce dalla complessità tecnica, economica e normativa delle disposizioni in discussione e dalla necessità di consentire alle Regioni e alle rappresentanze del settore di valutarne compiutamente gli effetti”, come si legge nella nota.
Del tema “Conto Termico” QualEnergia.it ha parlato la scorsa settimana con Tommaso Ferrari, assessore alla Transizione ecologica di Verona e presidente della commissione Politiche energetiche di Anci, Associazione nazionale Comuni italiani, raggiunto durante la prima edizione di SSEC-Storage & Solar Expo Conference.
La commissione si occupa di raccogliere una serie di istanze delle Amministrazioni locali e di riportarle al Mase. Tra le questioni aperte c’è appunto anche il Conto Termico 3.0, alla luce delle molte richieste dei Comuni che in una prima fase hanno assorbito la maggior parte delle risorse disponibili, bloccando il sistema.
Si sta ragionando su meccanismi che evitino concentrazioni eccessive delle domande da uno specifico settore e, per questo, Ferrari suggerisce anche la possibilità di premiare gli enti che hanno già censito edifici pubblici e fabbisogni energetici.
Chi mette i soldi per l’energia nella legge di Bilancio?
Ma non c’è solo il Conto Termico, visto che le misure più strutturali per far fronte alla crisi energetica saranno inevitabilmente un tema per la prossima Manovra.
È utile premettere che Mimit e Mase sono al lavoro sul decreto Imprese/Rinnovabili di cui si parla da prima dell’estate e che dovrebbe essere presentato a ottobre.
Al suo interno sono previste semplificazioni per l’installazione di impianti Fer e accumuli, ma eventuali misure a sostegno diretto degli investimenti potrebbero trovare coperture proprio nella legge di Bilancio.
Il ministro Adolfo Urso, inoltre, a inizio mese è intervenuto al Forum Ambrosetti di Cernobbio parlando anche di Transizione 5.0, che spera di prorogare con la prossima Manovra, così da rendere continuativa la misura oltre il periodo 2026-2028.
Intanto Aurelio Regina, vice presidente di Confindustria per l’Energia, si è fatto carico di fare sintesi e rilanciare tutti gli allarmi sulle bollette che negli ultimi mesi sono stati dati da moltissime associazioni che rappresentano specifiche attività manifatturiere.
Regina ha parlato di una legge di Bilancio che si annuncia “complessa”, ma per la quale “dobbiamo trovare insieme la strada e identificare delle misure che concilino il bilancio pubblico e la situazione del mondo industriale e del Paese”.
L’invito principale è a non rallentare il contrasto alla crisi dei prezzi energetici a causa delle strategie elettorali già in corso.
E poi c’è il tema delle coperture economiche, su cui si registra una convergenza tra il leader della Lega, Matteo Salvini, e il presidente della commissione Finanze della Camera ed esponente FdI, Marco Osnato. Entrambi vedono un possibile contributo delle società petrolifere, al pari delle banche, senza però tornare nel dibattito sugli extraprofitti.
I due, però, divergono sull’ipotesi di uno scostamento di bilancio per intervenire sul caro energia e carburanti: plausibile per Salvini, non necessario per Osnato.





























