Un aumento del 29,8% per la bolletta dell’elettricità e del 14,4% per quella del gas.

Sono questi gli attesi aggiornamenti tariffari per il quarto trimestre 2021 comunicati da Arera (e riferiti alla “famiglia tipo”: per l’elettrico 2.700 kWh all’anno di consumi e potenza impegnata di 3 kW e per il gas consumi di 1.400 metri cubi annui).

Aumenti, sottolinea la nota dell’Autorità, contenuti solo grazie alle misure straordinarie varate dal Governo.

“I prezzi delle materie prime verso i massimi storici – ancora in forte crescita per la ripresa delle economie dopo i ribassi dovuti alla pandemia e le difficoltà nelle filiere di approvvigionamento – e le alte quotazioni dei permessi di emissione di CO2, avrebbero portato ad un aumento superiore al 45% della bolletta dell’elettricità e di oltre il 30% di quella del gas”, si spiega nel comunicato con l’aggiornamento tariffario (nota tecnica in basso).

Il presidente dell’Arera, Stefano Besseghini, parlando di un “ulteriore incremento del costo delle materie prime, più ampio e imprevedibile del precedente”, sostiene che “è a maggior ragione necessario un continuo lavoro per sfruttare tutte le opportunità per una riduzione strutturale dei costi energetici”, mentre il comunicato Arera fa notare che “a gennaio l’Autorità, in assenza di ulteriori interventi straordinari, dovrà avviare un percorso di riallineamento del gettito delle componenti Asos e Arim e degli oneri gas, nell’ambito della flessibilità consentita dalla prudenza di gestione dei conti.”

Gli impatti in bolletta

Come noto, a tamponare gli aumenti per questo trimestre sono arrivati gli oltre 3 miliardi di euro stanziati dal Governo con il Decreto-Legge 27 settembre 2021, n. 130 (“Misure urgenti per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico e del gas naturale”, si vedano qui le misure nel dettaglio).

In termini di effetti finali, per l’elettricità nel 2021 la spesa annuale per la famiglia-tipo sarà di circa 631 euro, con una variazione del +30% rispetto al 2020 (corrispondente ad un aumento di circa 145 euro su base annua).

La spesa annuale della famiglia-tipo per la bolletta gas nel 2021 sarà di circa 1.130 euro, con una variazione del +15% circa rispetto al 2020 (corrispondente ad un aumento di circa 155 euro su base annua).

Nei confronti con il 2020 si deve tener conto dei prezzi particolarmente bassi riscontrati nel periodo della pandemia. Per l’elettricità, infatti, la spesa annua del 2021 è superiore di circa il 13% rispetto a quella pre-Covid del 2019, mentre per il gas si è sostanzialmente tornati ai livelli del 2019.

Le misure del Governo – sottolinea l’Autorità – consentono di mantenere invariate le tariffe per oltre 3 milioni di famiglie che percepiscono i bonus sociali elettricità e gas. Per queste famiglie, peraltro, da luglio è definitivamente attivo l’automatismo che consente a chi ne ha diritto (nuclei con Isee non superiore a 8.265 euro, 20.000 se con più di 3 figli) di trovarsi il bonus di sconto direttamente accreditato in bolletta (resta invece necessaria la compilazione della domanda per le riduzioni da disagio fisico con utilizzo di apparecchiature elettromedicali salvavita).

Cause e previsioni

Gli aumenti a livello internazionale, sono legati al trend di forte crescita delle quotazioni delle principali materie prime energetiche.

In particolare, i prezzi europei del gas sono cresciuti di oltre l’80% nel terzo trimestre del 2021 rispetto al secondo, con picchi nei mercati all’ingrosso di oltre 70 €/MWh nella seconda metà di settembre (contro i circa 20 €/MWh di inizio anno).

Prezzi correlati anche al prezzo della CO2 che, dalla fine del mese di agosto di quest’anno, si è attestato oltre i 60 €/tCO2 (dai circa 28 €/tCO2 di settembre 2020). Nel confronto con il secondo trimestre del 2021, il prezzo medio rilevato nel terzo trimestre è risultato in aumento del 13% circa.

Aumenti delle materie prime e della CO2 che confermano forti ripercussioni sui prezzi finali dei consumatori anche in altri Paesi europei, come la Spagna e la Francia.

Per il prezzo del gas naturale – spiega la nota Arera – non si intravedono segnali di inversione di tendenza dai massimi storici raggiunti negli hub europei, nonostante qualche tentativo di correzione al ribasso (di breve durata) sulla scia di notizie riguardanti il potenziale aumento dell’offerta (con l’entrata in operatività del gasdotto Nord Stream 2) e il rischio di riduzione della domanda (con la chiusura di importanti stabilimenti industriali).

La domanda europea continua ad essere sostenuta sia dall’esigenza di completare la fase di iniezione negli stoccaggi, in vista della prossima stagione invernale, sia dal maggior ricorso alla generazione termoelettrica in alcuni Paesi (come Germania, Regno Unito e Spagna) a compensazione della minore produzione da fonti rinnovabili (eolico, in particolare) rispetto allo scorso anno.

Sul versante internazionale, alla concorrenza della domanda asiatica di GNL si è aggiunta più recentemente anche quella brasiliana a causa di un inverno particolarmente secco che ha ridotto la produzione idroelettrica.

Sul fronte dei prezzi della CO2, lo scorso 14 luglio la Commissione europea ha presentato il pacchetto climatico “Fit for 55”, per raggiungere entro il 2030 la riduzione delle emissioni di gas serra di almeno il 55% rispetto al 1990, per poi arrivare alla “carbon neutrality” entro il 2050. Nel corso del terzo trimestre, in attesa dei prossimi sviluppi normativi, i permessi di emissione di CO2 hanno evidenziato rialzi di prezzo molto più contenuti rispetto al gas naturale.

Il prezzo dell’energia elettrica all’ingrosso – prosegue l’analisi dell’Autorità – ha recepito gli andamenti dei prezzi del gas e della CO2. In base ai dati di preconsuntivo relativi al terzo trimestre 2021, il Prezzo Unico Nazionale per l’elettricità risulta in aumento di circa il 65% rispetto al secondo trimestre 2021 e di circa il 195% rispetto al livello medio del corrispondente trimestre del 2020 (124 €/MWh contro – rispettivamente – 75 €/MWh e 42 €/MWh).

Le componenti della bolletta

Nel dettaglio delle singole componenti in bolletta, per l’energia elettrica l’aumento è legato principalmente al rialzo della componente materia prima, con un impatto del +41,5% sul prezzo della famiglia tipo.

Questo rincaro è scomponibile in +41,1% per effetto della voce energia PE, +0,4% legato alla voce di dispacciamento PD, ma è controbilanciato dalla forte riduzione/azzeramento degli oneri generali di sistema, -11,7% tra Asos e Arim, arrivando così al +29,8% finale per la famiglia tipo che non percepisce i bonus di sconto. Invariate complessivamente le tariffe regolate di rete (trasmissione, distribuzione e misura).

Per il gas l’andamento è determinato da un aumento della componente materia prima, basato sulle quotazioni a termine relative al prossimo trimestre, con un impatto del +30,3% sul prezzo finale della famiglia tipo.

A questo si somma un leggero incremento delle tariffe di rete (trasmissione, distribuzione e misura) pari a +1,8%. Incrementi parzialmente controbilanciati dalla riduzione/azzeramento degli oneri generali di sistema, -3,7%, e dalla diminuzione dell’IVA che pesa per un -14%. Si arriva così al +14,4% per l’utente tipo in tutela che non percepisce i bonus di sconto.