Batterie: la Cina resta leader, ma c’è fermento tra i paesi inseguitori

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Il Canada sale al secondo posto, grazie soprattutto agli investimenti in materie prime, terzi gli Usa. La nuova edizione della classifica BNEF.

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La Cina resta leader mondiale nella produzione di batterie, nonché nell’estrazione, raffinazione e lavorazione delle relative materie prime, ma il gruppo degli inseguitori è meno distante.

Questo quanto emerge dalla nuova edizione della classifica annuale dei paesi più attivi nella filiera degli accumuli elettrochimici stilata da BloombergNEF.

Della capacità mondiale di produzione di celle per batterie il 75% è in Cina e la superpotenza controlla anche il 90% della produzione di anodi ed elettroliti.

Il mercato cinese ha risposto rapidamente ai prezzi elevati del litio, con nuovi investimenti in impianti di raffinazione del carbonato di litio e dell’idrossido di litio.

Già nella prima edizione della classifica BNEF, nel 2020, il gigante asiatico era al primo posto, seguito dal Giappone e poi dalla Corea del Sud. L’anno scorso, la Cina è rimasta al primo posto, ma gli Stati Uniti sono passati dal sesto al secondo posto e la Germania al terzo.

In questa ultima edizione, gli Usa sono al terzo posto e il Canada è salito al secondo, grazie agli ingenti investimenti per capitalizzare le sue abbondanti risorse di materie prime, anche se la capacità canadese di produzione di celle per batterie e altri componenti rimane limitata.

La classifica fa anche una previsione sui cinque anni, per le classifiche previste per il 2027. Grazie ai suoi continui investimenti in materie prime e al supporto per i veicoli elettrici, comunque, la Cina manterrà la sua posizione di leader fino a quell’anno.

Cinque i criteri in base ai quali sono stati classificati i 30 paesi più attivi nella supply chain dello storage elettrochimico (l’Italia è assente): materie prime, produzione di batterie, ESG cioè obiettivi di sostenibilità, industria, innovazione e infrastrutture e, infine, domanda:

Dal 2021 a quest’anno, a salire nel ranking sono stati i paesi che hanno migliorato l’accesso alle materie prime e alle capacità produttive, ha affermato Allan Ray Restauro, analista minerario e dei metalli di BNEF, principale autore del rapporto.

“I paesi che non sono necessariamente i maggiori produttori, ma hanno una presenza significativa in diverse aree nell’estrazione di metalli per batterie e minerali, nonché nella produzione, sono andati meglio rispetto ai paesi che eccellono principalmente in un singolo prodotto o componente. Il successo nella catena di approvvigionamento delle batterie è determinato da più di una categoria o metrica”, ha affermato Restauro.

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