Bandi locali più Conto Termico per la sostituzione di vecchi impianti a biomassa. Il caso della provincia di Mantova

Il "bando rottamazione" della Provincia di Mantova ha consentito di regolarizzare e accatastare il 79% degli impianti domestici sostituiti, tagliare i consumi di biomassa legnosa del 10% e ridurre le emissioni di polveri del 70%.

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Attivare bandi di finanziamento locali a sostegno del turn-over tecnologico per il riscaldamento domestico a legna e pellet, abbinati con l’incentivo nazionale “Conto Termico” nelle aree geografiche più colpite dal superamento dei valori limite delle concentrazioni di PM10 nell’aria, non solo consente di ridurre drasticamente le emissioni di polveri sottili, ma favorisce anche la messa in sicurezza e l’accatastamento degli impianti termici e la riduzione dei consumi complessivi di biomassa legnosa.

Lo testimonia l’analisi di Valter Francescato e Diego Rossi di AIEL, Associazione italiana energie agroforestali, svolta in collaborazione con Francesco Dugoni e Deborah Bettoni di AGIRE, Agenzia per la Gestione Intelligente delle Risorse Energetiche della Provincia di Mantova, relativa al “Bando per il cofinanziamento finalizzato alla sostituzione di generatori a biomassa di potenza uguale o inferiore a 35 kWt” promosso dalla Provincia di Mantova e AGIRE nell’ambito dell’accordo Foragri con Regione Lombardia (vedi Un incentivo sperimentale per caldaie e stufe a legna e a pellet).

Il contributo locale, cumulabile con il “Conto Termico”, era destinato ai cittadini che intendessero rinnovare il proprio sistema di climatizzazione invernale con apparecchi più performanti sia in termini energetici che di riduzione delle emissioni in atmosfera, con particolare riferimento alle emissioni di polveri sottili.

Il bando richiedeva la Certificazione Ambientale (ex DM 186/2017) del generatore sostitutivo pari almeno a 4 Stelle, valori di emissione di Particolato Primario (PP) uguali o inferiori a 20 mg/Nm3 ed era rivolto esclusivamente a privati residenti nel territorio della provincia di Mantova che avessero ottenuto attestazione di contributo da “Conto termico” a partire dalla data di pubblicazione del bando.

Il generatore per cui veniva richiesto il contributo, doveva essere installato presso una abitazione nella provincia di Mantova utilizzata quale prima casa. Il contributo aggiuntivo al Conto termico è stato determinato in funzione del valore delle emissioni di PP del nuovo generatore, come certificato da ente notificato di parte terza nella Certificazione Ambientale.

La maggioranza dei contributi è stata destinata ad impianti contraddistinti per concentrazioni di PP comprese tra 10 e 15 mg/Nm3: nel complesso il 90% dei generatori apparteneva alla classe 4 Stelle e il 10% alla classe 5 Stelle.

I risultati raggiunti sono stati molto positivi sia sotto il profilo energetico-ambientale che per quanto riguarda la messa in sicurezza degli impianti termici. Attraverso questa misura sono stati infatti regolarizzati nel Catasto Regionale Impianti Termici (CURIT) ben 204 impianti (il 79% dei totali co-finanziati) che, fino ad oggi, erano privi di libretto d’impianto, Dichiarazione di Conformità, Certificazione Ambientale e Autocertificazione di avvenuta manutenzione, a scapito della sicurezza e della efficienza energetica e ambientale.

Il bando ha portato inoltre una riduzione dei consumi di biomassa legnosa del 10% e ad una riduzione annua delle emissioni di polveri primarie del 70%. Le emissioni di PP evitate in 15 anni sono pari a 14,2 t, per un costo di riduzione di 45.400 €/t.

“Il bando costruito dalla Provincia di Mantova ha avuto il merito di premiare l’eccellenza tecnologica disponibile oggi sul mercato e di rilanciare l’incentivo Conto termico, ancora poco utilizzato e conosciuto dai cittadini – commenta Valter Francescato, Direttore tecnico di AIEL – Questo sforzo ha portato non solo a ridurre le emissioni di polveri, ma anche a regolamentare meglio un settore, quello del riscaldamento domestico a legna e pellet, che ancora troppo spesso è relegato al fai da te”.

“Il bando – secondo l’AU di AGIRE, ing. Alberto Ghidorzi – rappresenta senza dubbio un successo sia dal punto di vista ambientale che economico, visto che l’operazione ha comportato, nel suo complesso, un flusso di risorse finanziarie a sostegno dell’economia locale per circa 1 milione di € . A conferma che ecologia ed economia possono coesistere in modo sinergico”.

Secondo le stime contenute nell’analisi di AIEL e AGIRE, per dimezzare in cinque anni l’attuale contributo annuale delle emissioni di polveri primarie prodotte dalla combustione domestica delle biomasse legnose a scala regionale (6 kt/a), sarebbe necessario investire 408 milioni di €/anno.

Un obiettivo sfidante, ma raggiungibile nel breve periodo, attraverso azioni che stimolino con continuità l’uso del Conto Termico e la sensibilizzazione dei cittadini con campagne di informazione sul corretto uso e le buone pratiche del riscaldamento a biomassa.

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