La revisione della normativa sulle aree idonee potrebbe essere discussa a breve in Consiglio dei ministri, insieme al Dl Energia con le misure per azzerare il differenziale sul gas tra gli indici Psv (Punto di scambio virtuale) e Ttf (Title Transfer Facility).
Lo ha affermato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, rispondendo alle domande dei giornalisti durante la fiera Gastech in corso oggi a Milano.
Sul Dl Energia “dovrebbe andare, a giorni, in Consiglio dei ministri. Sto solo valutando di aggiungere ancora un altro articolo”, ha detto.
Il provvedimento dovrebbe contenere norme su saturazione virtuale delle reti, data center e cattura della CO2. Sul sostegno ai consumi ci si aspetta anche un intervento in campo idroelettrico, assegnando una quota della produzione alla copertura della domanda proveniente dagli energivori.
Per quanto riguarda il tema principale del decreto, l’azzeramento del differenziale sul gas tra Psv e Ttf (oggi di 2 €/MWh) “la formula scelta è azzerare i due euro in negativo sui 6 miliardi di metri cubi in entrata da Passo Gries”, ossia il valico con la Svizzera da cui proviene il gas del Nord Europa. La soluzione prevede di “rimborsare i due euro di differenza, ribaltandoli sugli altri 58 miliardi (di metri cubi, ndr) importati a livello nazionale”.
Il governo intende correggere quindi questa anomalia regolatoria e di mercato eliminando lo spread negativo; i 2 €/MWh di spread verrebbero “neutralizzati”, cioè restituiti al sistema (operatori e consumatori).
A questo, Pichetto non esclude di poter aggiungere anche l’aggiornamento del decreto aree idonee, se la “questione” verrà chiusa in tempi brevi.
Sul rinnovo del collegio di Arera, altro importante tema rimasto sospeso e con una scadenza incombente (8 ottobre), Pichetto ha detto: “Spero di riuscire ad arrivare a fare la proposta di nomine nei termini”.
Sul gas release invece, in particolare su chi fornirà la materia prima, il titolare del Mase ha affermato che ci sono “alcune manifestazioni di disponibilità”. “Non abbiamo quantitativi enormi – ha aggiunto – siamo attorno al mezzo miliardo di metri cubi, il prezzo lo vedremo poi”.
Il rapporto con gli Usa
Il ministro ha parlato anche dei rapporti con gli Stati Uniti, alla luce dell’accordo di cooperazione in materia di sicurezza energetica firmato ieri con il Segretario all’Interno americano e presidente del Consiglio nazionale per il dominio energetico della Casa Bianca, Doug Burgum.
Un memorandum che ricalca la “comune priorità di Italia e Stati Uniti di accrescere la sicurezza energetica attraverso la diversificazione di fonti e vie di trasporto dell’energia”, recita il Mase in una nota. In merito, parlando con i giornalisti, Pichetto ha specificato che non è previsto un calendario di consegne di gas dagli Usa all’Italia.
“Il gas lo comprano le compagnie”, ha specificato il ministro, che definisce l’accordo soltanto “un impegno politico di rapporto tra due governi”.
Il gas dagli Usa attrae l’Italia perché “costa poco”, e contestualmente Washington si sta attrezzando al meglio per gestire le esportazioni: “Stanno costruendo liquefattori”. Edison e Eni si stanno già attivando per sottoscrivere accordi ventennali “per svariati miliardi di metri cubi l’anno”.
Oltre al gas, ha specificato Pichetto, nell’incontro con Burgum si è parlato di nucleare, intelligenza artificiale e data center.


























