A giugno cresce il consumo elettrico. Fotovoltaico record

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Il fabbisogno di elettricità è aumentato del 7,4% rispetto allo stesso mese del 2024, a causa delle temperature elevate. Le rinnovabili hanno coperto il 48,5% della domanda. I dati Terna.

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Con 27,6 miliardi di kWh, il fabbisogno elettrico in Italia a giugno è cresciuto del 7,4% rispetto allo stesso mese del 2024, spinto dalle elevate temperature e dal conseguente utilizzo dei climatizzatori, mentre il fotovoltaico ha raggiunto nuovi picchi di produzione.

Lo scrive Terna nel suo rapporto mensile, di cui riportiamo di seguito la nota di sintesi diffusa dal Tso, in attesa di pubblicare sulle nostre pagine il consueto approfondimento con i dati statistici elaborati da Qualenergia.it (i dati di maggio).

La crescita di giugno, osserva Terna (qui sotto il grafico riassuntivo), è stata determinata da una temperatura eccezionalmente alta: oltre 2 °C in più rispetto a giugno 2024 e alla temperatura media decennale. In particolare, nell’ultima settimana di giugno sono state registrate temperature medie giornaliere fino a 4°C superiori all’anno precedente.

Depurando il dato del fabbisogno dall’effetto temperatura, a parità di giorni lavorativi rispetto allo stesso mese dello scorso anno, la variazione resta comunque positiva, ma più contenuta (+1%).

A livello territoriale, la variazione tendenziale di giugno è stata ovunque positiva: +8,9% al Nord, +6,3% al Centro e +4,9% al Sud e nelle Isole.

Nel primo semestre dell’anno, il dato della domanda di energia è stazionario (+0,3%) rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno.

Gli indici Imcei e Imser

Passando agli indici elaborati dal gestore del sistema di trasmissione elettrica nazionale, l’indice Imcei sui consumi elettrici industriali delle imprese cosiddette “energivore”, ha fatto registrare una flessione del 2,2% rispetto a giugno 2024.

In particolare, positivi i comparti degli alimentari, meccanica, mezzi di trasporto, ceramiche e vetrarie; in flessione metalli non ferrosi, chimica, cemento calce e gesso, siderurgia e cartaria.

L’indice Imser sui consumi elettrici mensili, con dati forniti da alcuni gestori di rete di distribuzione (E-Distribuzione, Unareti, A-Reti, Edyna e Deval, presentato in differita di due mesi rispetto ai dati dei consumi elettrici e industriali), ha fatto registrare nel mese di aprile 2025 una variazione negativa dell’1,7% rispetto allo stesso mese del 2024.

Come sono andate le rinnovabili: record FV

Tornando al bilancio mensile di Terna, a giugno la domanda di energia elettrica italiana è stata soddisfatta per l’84,5% dalla produzione nazionale e per la quota restante (15,5%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero.

Il valore del saldo estero mensile è pari a 4,3 TWh, il 44,5% in più rispetto a giugno 2024, per via di un dato dell’import in crescita del 31,9% rispetto all’anno precedente e, allo stesso tempo, di un significativo decremento dell’export.

La produzione nazionale netta a giugno è ammontata a 23,6 miliardi di kWh. Le fonti rinnovabili hanno coperto il 48,5% della domanda elettrica (52,4% a giugno 2024), con un record per il fotovoltaico che ha prodotto 5,7 TWh, il 36,7% in più grazie all’aumento della capacità in esercizio e alle condizioni di irraggiamento.

In crescita anche la fonte termica (+6,3%), in diminuzione invece l’idroelettrico (-22,8%) e l’eolico (-7,9%).

Guardando al primo semestre del 2025, la produzione da fotovoltaico ha registrato il record di oltre 22 TWh (+23,1%), rappresentando così il 34,5% delle fonti rinnovabili e raggiungendo i livelli della produzione idrica. In totale le fonti rinnovabili hanno coperto il 42% della richiesta di energia elettrica.

Da gennaio a giugno, la capacità rinnovabile in esercizio è aumentata di 3.099 MW, di cui 2.809 MW di fotovoltaico.

Negli ultimi dodici mesi, la capacità installata di fotovoltaico ed eolico è aumentata di 6.859 MW (+14,8%), raggiungendo 53.180 MW complessivi.

Al 30 giugno 2025, evidenzia infine Terna, si registrano in Italia 16.411 MWh di capacità di accumulo (valore in aumento del 69,3% rispetto allo stesso mese del 2024), che corrispondono a 6.750 MW di potenza nominale, per circa 815.000 impianti.

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