Il “ragionamento” del Mase sui consumi energetici delle Pmi

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Pichetto all’assemblea di Confindustria Energia ipotizza un intervento. Sull’Energy Release si discute con la Corte dei Conti, mentre il Dl Energia è chiuso: “Eventuali modifiche in Parlamento”. Nuovo presidente commissione Pnrr-Pniec “a giorni”.

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Il Mase potrebbe introdurre strumenti che possano ridurre i costi energetici delle imprese allacciate sulla media e bassa tensione, sopra i 16 kW di potenza

Al momento, sottolinea il ministro Gilberto Pichetto Fratin, si tratta solo di “un ragionamento”, nulla di definito o prossimo all’approvazione, ma l’idea generale è di andare incontro alle Pmi, favorendo ad esempio l’aspetto dei contratti di lungo periodo.

L’indicazione è arrivata ieri, 8 ottobre, dal palco dell’assemblea annuale di Confindustria Energia a Roma.

Il bacino di aziende interessate è di oltre 100.000 realtà produttive, a fronte delle circa 4.000 che sono invece coperte dall’Energy Release rivolta a consumatori industriali di peso maggiore.

Su quest’ultimo strumento il titolare del Mase ammette “un po’ di discussione sulle modalità” in corso con la Corte dei Conti.

Il giorno prima, in occasione dell’assemblea di Elettricità Futura, il direttore generale del dicastero Alessandro Noce aveva confermato che per l’Energy Release è in corso “l’attuazione delle modifiche richieste da Bruxelles”, con l’obiettivo di chiudere entro l’anno.

Dl Energia e commissione Pnrr-Pnec

Per quanto riguarda il Dl Energia, “sono arrivate proposte” per inserire ulteriori capitoli al provvedimento, che già dovrebbe intervenire sulle aree idonee, ma il ministro ha dato lo stop: “Se c’è da aggiungere qualcosa si farà nell’iter parlamentare”. Il testo dovrebbe essere approvato entro la fine di ottobre in Consiglio dei ministri.

Sullo specifico delle aree idonee Pichetto aveva già spiegato il 7 ottobre come resti da “definire con chiarezza il periodo transitorio e le distanze”.

L’intervento in assemblea di Confindustria Energia ha poi riguardato i tempi lunghi delle autorizzazioni ambientali alle rinnovabili, che in alcuni casi sono “non giustificabili”.

Se la commissione Via-Vas “è abbastanza sul passo”, la Pnrr-Pniec “ha avuto tante difficoltà a funzionare, forse abbiamo fatto troppi interventi normativi di primo grado”, ma “a giorni nominerò il nuovo presidente”.

Si ricorda che il report di attività della commissione è stato da poco pubblicato con un invito esplicito a rinforzare la dotazione organica (Il grido d’allarme della commissione tecnica Pnrr-Pniec)

I tempi del permitting, d’altro canto, sono stati il punto dolente su cui ha battuto di più la relazione introduttiva all’assemblea di Guido Brusco, presidente Confindustria Energia. “Oggi la durata media di un iter autorizzativo supera i mille giorni, un freno che il Paese non può più permettersi”.

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