Raffrescare casa consumando meno: la guida Enea per l’estate

Schermature, ventilazione, piante, deumidificazione e corretta manutenzione degli impianti: le mosse consigliate per contenere bollette e fabbisogni energetici.

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Per tagliare i consumi energetici legati al caldo e mantenere fresche le abitazioni è opportuno andare “per gradi”, privilegiando soluzioni più economiche (ed ecologiche) prima di accendere i condizionatori.

È il messaggio centrale dell’ultima guida Enea sulla climatizzazione, secondo la quale il comfort domestico nei mesi più caldi dipende dall’equilibrio tra tre fattori: temperatura, umidità e qualità dell’aria. Intervenire solo sulla temperatura può quindi non essere la scelta più efficiente. Spesso il problema nasce prima, dall’ingresso del calore solare, dall’accumulo di umidità interna e da una ventilazione non corretta degli ambienti.

La prima misura indicata dagli esperti è il raffrescamento passivo, cioè l’insieme degli accorgimenti che riducono il fabbisogno di raffrescamento prima ancora di accendere un apparecchio elettrico. Concretamente significa schermare le aperture verso l’esterno, soprattutto le finestre più esposte al sole, usando tapparelle, persiane o altri sistemi di ombreggiamento. La guida ricorda che abbassare completamente le tapparelle o chiudere le persiane nelle ore diurne può ridurre l’ingresso dell’energia solare fino all’80%, limitando così il ricorso al condizionatore.

Va poi gestita l’umidità. Le attività quotidiane, come cucinare o fare la doccia, producono vapore che, se non eliminato subito, si diffonde nelle stanze e aumenta la sensazione di caldo. Enea consiglia quindi di aprire la finestra prima di iniziare queste attività, sfruttando le correnti naturali, oppure di azionare l’aspiratore elettrico, lasciandolo in funzione per almeno dieci minuti dopo aver terminato. Il ricambio d’aria serve anche a migliorare la qualità dell’aria dentro casa, riducendo la concentrazione di inquinanti domestici e l’umidità in eccesso.

Tra gli alleati del comfort estivo la guida inserisce anche il verde indoor. Le piante, attraverso ombreggiamento ed evapotraspirazione, possono contribuire a mitigare temperatura e umidità negli ambienti interni, riducendo i carichi termici che l’impianto deve smaltire. Il consiglio è di creare piccoli gruppi di piante nelle zone più vissute della casa, così da favorire un microclima più stabile. Collocate davanti alle finestre, inoltre, possono funzionare come una barriera naturale contro l’irraggiamento solare.

Se questi accorgimenti non bastano, il passaggio successivo è il ventilatore. Il dispositivo non abbassa la temperatura dell’ambiente, ma muove l’aria e produce un effetto refrigerante sulla pelle, con una percezione fino a 3 °C in meno e consumi elettrici molto contenuti. Solo quando anche questa soluzione non è sufficiente entra in gioco il climatizzatore, che però va scelto, installato e utilizzato correttamente.

Climatizzatori: consumi e incentivi

Il primo tema è la manutenzione, visto che un climatizzatore non pulito o non controllato lavora sotto sforzo e può consumare fino al 30% in più rispetto ai parametri di fabbrica. La manutenzione riguarda sia l’unità interna, con filtri e ventole, sia quella esterna, dove griglie e ventole possono riempirsi di polveri, foglie, polline e smog.

Oltre al consumo energetico, c’è anche un tema sanitario: nei componenti non manutenuti possono annidarsi muffe e batteri, compresa la legionella. La guida ricorda inoltre l’obbligo del libretto d’impianto e dei controlli periodici per gli impianti sopra i 12 kW in raffrescamento e sopra i 10 kW in riscaldamento.

Per tenere bassi i consumi, la guida raccomanda di preferire modelli in classe energetica superiore alla A. Per gli split, l’etichetta energetica riporta anche il SEER, cioè l’indice di efficienza stagionale in raffrescamento, e lo SCOP, il coefficiente di prestazione stagionale in riscaldamento: più sono elevati, più la macchina è efficiente.

Un modello in classe A+++ può consumare fino al 40% in meno rispetto a uno in classe B. Nei casi in cui l’aria condizionata resti accesa per molte ore, i climatizzatori inverter risultano più adatti dei modelli on-off, perché modulano il funzionamento, riducono i consumi, migliorano il comfort e sono meno rumorosi.

Approfondiremo questi e altri aspetti tecnici nella prossima puntata del nostro podcast Cambia Energia (episodio n. 8 sui climatizzatori) con il contributo dell’ingegner Nicolandrea Calabrese, responsabile del Laboratorio Efficienza Energetica negli Edifici e Sviluppo Urbano di Enea, e della dottoressa Ilaria Bertini, direttrice del Dipartimento Unità per l’Efficienza Energetica dell’Enea.

La guida richiama anche il quadro degli incentivi. Per gli acquisti effettuati entro il 31 dicembre 2026, il cosiddetto “bonus condizionatore” consente una detrazione fino al 50%. Nel dettaglio, il Bonus casa arriva al 50% per l’acquisto nell’ambito di opere edilizie di ristrutturazione o manutenzione straordinaria sull’abitazione principale, mentre scende al 36% per la seconda casa.

L’Ecobonus prevede invece il 50% per condizionatori a pompa di calore ad alta efficienza in sostituzione di un apparecchio di classe inferiore sull’abitazione principale e il 36% per lo stesso intervento su seconda casa.

Consigli per l’installazione e l’uso

Anche l’installazione fa la differenza: l’unità interna va collocata nella parte alta della parete, perché l’aria fredda tende a scendere e si mescola più facilmente con quella calda. Vanno evitati divani, tende o altri ostacoli davanti allo split, che impedirebbero la corretta diffusione dell’aria.

L’unità esterna non dovrebbe essere esposta direttamente al sole o alle intemperie e deve avere uno spazio libero sufficiente (almeno 30-50 centimetri) per garantire la circolazione dell’aria. Coperture improvvisate, piante troppo vicine o oggetti davanti alle griglie possono compromettere il funzionamento e aumentare i consumi.

Sul fronte dell’uso quotidiano, tecnici Enea ricordano che durante la stagione estiva la temperatura interna non deve scendere sotto i 26 °C e che spesso il comfort può essere raggiunto anche con due o tre gradi in meno rispetto alla temperatura esterna. In molte situazioni è sufficiente la funzione di deumidificazione, perché l’umidità fa percepire una temperatura più alta di quella reale.

È inoltre sconsigliato installare un climatizzatore potente in corridoio pensando di raffrescare tutta la casa: il risultato sarà un ambiente molto freddo nel punto in cui si trova lo split e scarso beneficio nelle altre stanze. Meglio usare solo gli split necessari e tenere chiuse le porte degli ambienti climatizzati.

Per limitare gli apporti termici interni, nelle ore più calde conviene ridurre l’uso di apparecchiature che producono calore, come computer, televisori, elettrodomestici e luci. Le funzioni di programmazione, la modalità notte, le app e i termostati smart possono aiutare a contenere le ore di funzionamento, monitorare i consumi giornalieri e mensili e individuare eventuali anomalie.

Infine, la guida sposta l’attenzione dall’impianto all’edificio. Il SIAPE raccoglie ormai oltre 7,3 milioni di Attestati di prestazione energetica per il residenziale e l’APE contiene anche una valutazione semplificata della prestazione estiva del fabbricato, utile per capire quanto l’involucro protegga dal caldo.

Per un’analisi più approfondita, Enea suggerisce una diagnosi energetica da parte di un professionista abilitato, in grado di valutare isolamento, impianti e interventi più convenienti. Gli interventi strutturali, se ben progettati, possono ridurre i costi della climatizzazione estiva anche fino al 40%, soprattutto se abbinati alle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici.

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