Mase: contributi agli enti pubblici per progetti “esemplari” di energia rinnovabile

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Il decreto ministeriale 9 giugno 2025 definisce la procedura per assegnare i contributi destinati alle buone pratiche di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile.

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Il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (Mase) ha pubblicato il decreto con i criteri che le Regioni dovranno adottare per assegnare contributi agli enti pubblici che presentano progetti “esemplari” per la produzione di energia rinnovabile.

Il decreto del 9 giugno 2025 (allegato in fondo) spiega che sono disponibili 38.032.031 euro per realizzare progetti realizzati da Enti pubblici, finalizzati all’installazione di impianti per la produzione di energia da fonte rinnovabile, anche abbinati a sistemi di accumulo che rappresentino delle buone pratiche.

Possono beneficiare delle agevolazioni gli enti pubblici: istituti pubblici di assistenza e beneficenza (Ipab), consorzi di bonifica, enti e organismi di ricerca e formazione, enti religiosi, enti del terzo settore e associazioni di protezione ambientale nonché le amministrazioni locali.

Per essere ammissibili, i progetti esemplari dovranno essere finalizzati alla realizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile, in modalità autoconsumo singolo o collettivo, incluse le comunità energetiche, su aree e superfici di proprietà dei soggetti proponenti, o nella loro disponibilità, eventualmente abbinati a:

  • sistemi di accumulo dell’energia elettrica prodotta
  • interventi di elettrificazione dei consumi di energia termica non rinnovabile dell’edificio o relativa pertinenza dove è realizzato l’impianto
  • colonnine di ricarica elettrica per uso prevalente di veicoli di proprietà dei soggetti proponenti o per veicoli associati a servizi pubblici.

Le proposte dovranno includere anche un’attività di promozione e informazione dei progetti stessi nei confronti della collettività.

I costi ammissibili riguardano: opere murarie; nuovi impianti e attrezzature; progettazione di impianti e opere da realizzare, direzione dei lavori, collaudi e oneri di sicurezza.

L’agevolazione viene erogata in conto capitale e può arrivare fino all’80% delle spese sostenute.

I progetti dovranno essere avviati dopo la data di presentazione della domanda di agevolazione ed essere ultimati entro 36 mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni.

Il decreto stabilisce che, tramite un avviso pubblico, le Regioni dovranno definire le modalità operative per l’attuazione e l’agevolazione dei progetti esemplari.

L’assegnazione delle agevolazioni ai soggetti beneficiari da parte delle Regioni deve avvenire entro 12 mesi dalla sottoscrizione dell’accordo (allegato 1 nel bando) tra il Mase e le singole Regioni.

Questo accordo disciplina: gli impegni reciproci delle parti, le modalità di monitoraggio e attuazione dei progetti esemplari, e le procedure per il trasferimento e la rendicontazione delle risorse dal Mase alle Regioni.

Le agevolazioni concesse dalle Regioni possono essere cumulate con altre agevolazioni che non rientrano nel campo d’applicazione della normativa in materia di aiuti di Stato a condizione che tale cumulo non porti al superamento dell’intero costo ammissibile alle agevolazioni.

Per informazioni: Mase

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