Intelligenza artificiale ed energia: qualche esempio applicativo

Dalla gestione degli utenti alla prevenzione dei blackout, alcuni casi citati in un webinar del Centro Studi Ircaf. Intanto l'Ue prepara un pacchetto di misure per migliorare il risparmio energetico dei data center.

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Quali applicazioni può avere l’intelligenza artificiale nella regolazione del mercato energetico?

Se n’è parlato nel corso di un webinar organizzato dal Centro Studi Ircaf, nel corso del quale Rosita Carnevalini, responsabile della direzione “Consumatori e utenti” di Arera ha spiegato due concrete applicazioni AI messe in campo dall’Autorità.

AI nei call center

La prima riguarda la sperimentazione avviata il 1° luglio 2024 nel call center dello Sportello per il consumatore gestito da Acquirente Unico, che gestisce più di 1 milione di chiamate all’anno.

Gli utenti che telefonano possono formulare vocalmente una domanda allo sportello senza selezionare una voce dall’albero fonico: il sistema consulta una banca dati informativa in continuo aggiornamento per fornire la migliore risposta nel minor tempo possibile, ma in ogni caso la chiamata può essere reindirizzata a un operatore umano.

Questa “garanzia di contatto” con un dipendente dell’Autorità consente anche ai clienti più vulnerabili, che spesso hanno difficoltà a sciogliere digitalmente i propri dubbi, di riuscire comunque ad ottenere la risposta che cercano.

Venendo poi al ruolo di regolatore dell’Autorità, un’altra applicazione riguarda la proposta di introdurre obblighi per i venditori di energia elettrica e gas di criteri minimi da rispettare in caso di ricorso all’AI per i propri servizi di assistenza ai clienti finali.

A questo scopo Arera ha anche pubblicato un documento, il 205/2025/R/com (pdf), attualmente in consultazione (termine per le osservazioni il 20 giugno).

Tra le altre cose, ha spiegato Carnevalini, vengono proposti obblighi minimi per la risposta alle richieste telefoniche a garanzia della possibilità di parlare con un operatore umano, dell’informazione preventiva al cliente sulla scelta di un’opzione, della possibilità in qualunque momento della conversazione con un operatore virtuale di parlare con un operatore umano e del trasferimento automatico a un operatore umano se l’operatore virtuale non è in grado di comprendere o soddisfare la richiesta.

Intelligenza predittiva e data center

All’intervento dell’esponente Arera ha fatto seguito una tavola rotonda con gli operatori energetici nel corso della quale sono stati toccati altri due argomenti molto attuali: la prevenzione dei blackout e gli elevati consumi energetici dei data center.

Sui blackout, Gian Fausto Navoni, Head of AI Strategy and development di A2A, ha spiegato il funzionamento del sistema di intelligenza artificiale dell’azienda, che utilizza “sofisticati algoritmi di forecasting” capaci di predire i carichi di rete. In questo modo le centrali elettriche possono produrre in maniera più efficace e coordinata, evitando sovraccarichi, mentre nei casi di blackout il software è in grado di escludere alcune zone per evitare che l’interruzione si estenda.

Per quanto riguarda invece i data center, Navoni ha ricordato che le richieste pervenute a Terna con orizzonte 2030 ammontano a 4 GW, concentrati prevalentemente in Lombardia. Questo impone un’azione rapida ed efficace per contrastarne l’impatto ambientale, e una strada potrebbe essere quella del recupero del calore.

A2A ad esempio ha avviato un progetto che vedrà la luce entro la fine del mese per recuperare il calore dei data center per immetterlo nelle reti di teleriscaldamento, servendo così decine di migliaia di famiglie tra Milano e Brescia. “In tal modo, ha spiegato Navoni, i data center benché energivori possono diventare più sostenibili”.

In Italia c’è già stato un annuncio simile lo scorso marzo, quando Tim e Getec hanno fatto sapere di aver avviato un’iniziativa a Rozzano (MI) per riscaldare oltre 5mila abitazioni nel quartiere Aler.

Nello specifico, l’energia termica generata dal centro dati di Tim Enterprise viene catturata e reindirizzata, attraverso l’uso di scambiatori e pompe di calore, sotto forma di acqua riscaldata alla rete di teleriscaldamento locale di Getec, che con un sistema di tubi interrati arriva fino agli edifici serviti. Il calore distribuito lungo la rete viene fornito ai residenti per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria.

Un piano europeo per i data center

È inoltre notizia di ieri che l’Unione europea sta preparando un pacchetto di misure per migliorare il risparmio energetico dei data center. Ne ha annunciato la pubblicazione a breve il commissario europeo per l’energia Dan Jorgensen durante una conferenza a Bruxelles.

Attualmente i data center rappresentano il 3% della domanda di elettricità dell’Ue, ma si prevede che il loro consumo aumenterà rapidamente nel prossimo decennio proprio a causa dell’espansione dell’intelligenza artificiale, dai 68 TWh del 2024 a 113 TWh nel 2030.

Secondo il recente rapporto “Greening Digital Companies 2025” prodotto dall’Unione internazionale delle telecomunicazioni (Uit) e dalla World benchmarking alliance (Wba) il consumo di elettricità di queste infrastrutture, in particolare a causa dell’implementazione delle AI, è aumentato del 12% ogni anno dal 2017 al 2023, cioè a un ritmo quattro volte superiore rispetto all’aumento complessivo del consumo di energia elettrica globale.

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