Il governo britannico punta a raddoppiare le fonti rinnovabili supportate con gli incentivi, nella quarta tornata di aste per le tecnologie pulite, rispetto alla tornata precedente che si era svolta nel 2019.

Parliamo dei cosiddetti “contratti per differenza”, CfD (Contracts for Difference), di cui è previsto un nuovo round nel 2021 per assegnare fino a 12 GW di capacità di generazione elettrica da risorse rinnovabili, il doppio di quanto assegnato nel terzo round (5,8 GW), grazie all’espansione delle tecnologie incentivate con questo meccanismo.

Potranno competere, infatti: eolico offshore, eolico a terra, fotovoltaico, eolico offshore galleggiante, energie marine (ad esempio gli impianti per produrre energia da onde e maree).

La nuova tornata di gare, spiega una nota del governo britannico, sarà divisa in tre gruppi, di cui il primo riservato alle tecnologie più consolidate come l’eolico a terra e il fotovoltaico, il secondo dedicato alle tecnologie meno mature come l’eolico marino su piattaforme galleggianti e gli impianti che sfruttano le maree, mentre il terzo gruppo vedrà partecipare esclusivamente i progetti di eolico offshore.

I contratti CfD, ricorda la nota, sono contratti di 15 anni stipulati fra i produttori di energia elettrica rinnovabile e una società statale che li gestisce.

Sono assegnati tramite aste competitive e servono, da un lato, a garantire un flusso stabile di ricavi ai produttori di energia, dall’altro, a ridurre i costi in bolletta per i consumatori finali.

Nei giorni scorsi, il premier inglese Boris Johnson ha annunciato un piano di “rivoluzione industriale verde” in dieci punti, che prevede investimenti pubblici per 12 miliardi di sterline al 2030.

Tra gli obiettivi del piano c’è l’aumento della potenza totale installata nell’eolico offshore fino a 40 GW tra dieci anni (oggi: circa 10 GW).