Lo sviluppo dei grandi impianti fotovoltaici in Italia sta attraversando una fase di cambiamento. Da un lato cresce l’interesse degli investitori e aumenta la pipeline di nuovi progetti; dall’altro, il quadro normativo e autorizzativo continua a presentare elementi di incertezza che rendono più complessa la pianificazione.
Ne parliamo in questa video-intervista con Valentino Vivo, amministratore delegato di Greenergy, azienda italiana che nel 2026 festeggia 20 anni di attività nel settore delle rinnovabili e che ha oltre 80 MW di nuovi cantieri previsti nel corso del 2026.
Parrtiamo dalle aree idonee, introdotte con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo degli impianti ma che, nella pratica, stanno generando una stratificazione normativa e interpretativa tra livelli istituzionali diversi. Per gli operatori questo significa muoversi in un contesto dove la programmazione richiede una conoscenza approfondita delle norme e un dialogo costante con territori ed enti locali.
L’incertezza regolatoria può tradursi in modifiche progettuali anche in corso d’opera, con inevitabili allungamenti dei tempi di sviluppo degli impianti utility scale.
Un altro nodo riguarda le connessioni alla rete, in un sistema dove la capacità disponibile è spesso limitata e dove molti punti risultano occupati da progetti che poi non arrivano alla realizzazione. Le nuove regole per liberare capacità e migliorare l’utilizzo della rete sono viste positivamente dagli operatori, ma restano ancora alcuni aspetti da chiarire, soprattutto per i progetti già in fase avanzata.
Nel video, con con l’Ad di Greenergy, parliamo anche di revamping e repowering degli impianti, un mercato che potrebbe crescere nei prossimi anni grazie all’evoluzione tecnologica. Secondo Vivo, le nuove soluzioni consentono di migliorare le prestazioni degli impianti esistenti e di prolungarne la vita operativa anche oltre la durata degli incentivi.
Infine, uno sguardo alla finanza, che continua a guardare con interesse al settore delle rinnovabili. Nonostante il quadro geopolitico e le possibili ricadute su costi di costruzione e catene di approvvigionamento, il project financing rimane lo strumento più utilizzato per sostenere la realizzazione di grandi impianti FV.



























