Fotovoltaico da balcone: in Germania primo standard per questo prodotto

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Dal 1° dicembre in vigore lo standard per il FV plug-in: si possono collegare impianti fino a 960 watt alla rete semplicemente tramite una spina Schuko. Prossimo passo: la standardizzazione per i piccolissimi sistemi di accumulo.

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In Germania il 1° dicembre è entrato in vigore il primo standard di prodotto al mondo per dispositivi solari a spina.

Lo ha pubblicato l’Associazione per le tecnologie elettriche, elettroniche e dell’informazione (VDE). Prevede che le piccole centrali elettriche da balcone con una potenza di picco fino a 960 watt (tipicamente 2 moduli FV) possono essere alimentate utilizzando una normale spina Schuko domestica, impiegata anche in Italia.

Per gli impianti con una potenza di picco fino a 2000 watt, sarà comunque necessaria una spina di alimentazione speciale.

Si tratta di uno standard che consente ad inquilini e proprietari di case di avere un’ulteriore certezza giuridica e facilitare così l’accesso delle famiglie private all’energia solare.

Riporta Solarserver.de le dichiarazioni di Barbara Metz, Direttrice Generale Federale del DUH (Aiuto Ambientale Tedesco): “sebbene le norme siano importanti principalmente per produttori e rivenditori, questa norma, attesa da tempo, per gli impianti da balcone dà notevoli vantaggi ai consumatori”.

“Con il chiarimento relativo alla spina Schuko e l’obbligo di certificazione dei sistemi di montaggio – spiega – inquilini e proprietari di case hanno finalmente una base chiara per installare le loro mini centrali elettriche da balcone e difendersi da requisiti eccessivi. Ci rivolgiamo in particolare al settore immobiliare affinché ponga fine a richieste infondate, come è spesso accaduto finora”.

Il DUH si è mosso infatti in questi mesi con azioni legali per dimostrare che molti dei requisiti imposti erano ingiustificati.

Il prossimo passo riguarda il processo di standardizzazione in corso per i sistemi di accumulo  di piccole dimensioni, per stabilire norme chiare adeguate al loro funzionamento in combinazione agli impianti FV da balcone.

Il fotovoltaico da balcone o plug-in sta avendo notevole interesse in Europa come soluzione accessibile a tutti per l’autoproduzione di elettricità solare, soprattutto dove solitamente è più difficile installare un impianto solare, cioè negli edifici condominiali.

Questi sistemi, composti solitamente da uno o due moduli fotovoltaici, con potenze medie complessive di circa 400-800 Wp, come abbiamo visto, si collegano direttamente a una presa di corrente domestica dedicata, riducendo i costi di installazione, “democratizzando” l’accesso all’energia rinnovabile.

In alcuni paesi europei un sistema di questo tipo può coprire fino al 20-25% del fabbisogno elettrico annuale di una famiglia, con un tempo di ritorno dell’investimento tra 2 e 6 anni, a seconda del suo costo, delle dimensioni del sistema, dell’irraggiamento locale e dell’efficienza del sistema.

La Germania ha la maggiore diffusione di questi impianti con oltre 780mila sistemi plug-in registrati a fine 2024, ma visto che molto impianti non sono registrati le stime parlano di circa 4 milioni di sistemi in uso.

Dal gennaio 2023, in Germania gli impianti fotovoltaici da balcone sono esenti dall’imposta sul valore aggiunto (Iva) e alcuni comuni hanno introdotto programmi di sovvenzioni per incentivarne ulteriormente l’adozione.

In verità non tutti questi piccoli sistemi sono appoggiati su ringhiere o ai parapetti dei balconi. Uno studio dell’HTW Berlin ha rilevato che il 44% viene posizionato su tetti inclinati, il 22% in giardini o terrazze e il 5% sulle facciate degli edifici.

Su aspetti normativi, benefici e vantaggi di questi impianti, che potrebbero avvicinare i cittadini alle rinnovabili, rimandiamo ai nostri articoli sull’argomento elencati a destra di questa pagina.

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