Eolico, la cinese Goldwind nel mirino dell’Ue

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Sospetti sussidi illegittimi, la Commissione europea avvia un'indagine approfondita sul colosso di Pechino.

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Goldwind finisce nel mirino della Commissione europea per presunti finanziamenti esteri illegittimi.

Il colosso cinese, tra i maggiori produttori di turbine eoliche al mondo, tra i “top player” insieme a aziende come Vestas, Siemens Gamesa e GE, è infatti da oggi oggetto di una “indagine approfondita” condotta da Bruxelles per valutare le sue attività ai sensi del Regolamento europeo sulle sovvenzioni estere (“Fsr”), l’insieme di norme che controllano le sovvenzioni extra-Ue capaci potenzialmente di falsare la concorrenza nel mercato interno.

La Commissione aveva avviato nell’aprile 2024 un’indagine preliminare inviando richieste di informazioni a diverse società attive nel settore, tra cui appunto Goldwind. Sulla base degli esiti ottenuti, l’esecutivo comunitario ritiene ora che l’azienda possa aver ricevuto sovvenzioni dirette, misure fiscali e finanziamenti agevolati.

Nell’indagine approfondita verrà valutato se le conclusioni preliminari sono veritiere. Al termine la Commissione ha tre opzioni:

  • accettare gli impegni proposti dall’impresa se pongono rimedio in modo completo ed efficace alla distorsione;
  • imporre misure correttive;
  • emettere una decisione di non obiezione.

Da parte sua il governo cinese ha sempre criticato indagini simili sostenendo che che si basino su “pratiche irragionevoli” che violano i principi dell’Organizzazione mondiale del commercio. Pechino ha spesso criticato il fatto che i criteri utilizzati per valutare i sussidi esteri siano vaghi e che concetti chiave, come la distorsione del mercato, siano definiti in modo “soggettivo e arbitrario”.

I produttori cinesi avanzano

L’indagine è particolarmente rilevante perché pone sotto la lente quella che è stata indicata da diversi osservatori come la principale azienda produttrice di apparecchiature originali (“Oem” – original equipment manufacturers) per aerogeneratori a livello globale.

Le ultime classifiche in merito, riferite al 2024, arrivano da WoodMackenzie e Bnef. Entrambe pongono Goldwind al primo posto sulla base del fatturato e degli ordini. In generale si evidenzia come le aziende cinesi abbiano il predominio, con anche Envision e MingYang a completare il podio.

Goldwind ha mantenuto la sua leadership per il terzo anno consecutivo, installando 20 GW, con un aumento di oltre il 20% rispetto al 2023 e di oltre il 60% sul 2022. Si attendono i dati relativi al 2025 per un confronto. Oltre a Vestas, che è andata sopra i 10 GW, risultati considerevoli sono arrivati da Siemens Gamesa e Nordex.

Nel 2024, mentre il mercato eolico cinese è cresciuto di quasi il 12% su base annua, raggiungendo il record di oltre 80 GW installati, le installazioni eoliche al di fuori della Cina sono diminuite del 9% su base annua.

Secondo Endri Lico, analista di Wood Mackenzie, gli Oem occidentali si stanno adattando alle attuali difficili condizioni di mercato con alcuni accorgimenti, ad esempio concentrandosi sui propri mercati principali, ristrutturando l’impronta manifatturiera, aumentando l’outsourcing dall’Est, disinvestendo dalle attività non principali e semplificando i portafogli di prodotti.

Lo stato degli operatori europei

Un altro fenomeno da osservare è l’avvicinamento, anche geografico, di alcuni Oem cinesi all’Europa. Ne è un esempio la società Aeolon Technology di Shanghai, specializzata nella produzione di pale, che ha inaugurato lo scorso giugno il suo primo stabilimento estero nella città portuale marocchina di Nador, con l’obiettivo di servire Africa, Europa e Medio Oriente.

Nonostante le pressioni competitive del gigante asiatico, l’industria europea resta però ampiamente dominante nella fornitura di turbine in Europa. Gli ultimi dati disponibili, forniti da Gwec e relativi al 2024, indicano che i fornitori europei danesi, tedeschi e spagnoli detengono un market share del 92% nel Vecchio Continente, in crescita del 4% su base annua.

Sul finire del 2025 però due importanti Oem comunitari, Siemens Gamesa e Vestas, hanno annunciato la sospensione di importanti progetti di produzione offshore in Danimarca e Polonia.

Siemens Gamesa ha interrotto i piani per lo sviluppo della sua fabbrica di navicelle per turbine eoliche offshore presso il porto danese di Esbjerg, adducendo come motivazione “l’impossibilità di prendere una decisione di investimento nelle attuali condizioni di mercato”.

Vestas ha annunciato invece la sospensione di un’attesa fabbrica di pale in Polonia, uno stabilimento che avrebbe dovuto creare oltre mille posti di lavoro e avviare la produzione entro il 2026. L’azienda ha citato come cause della decisione “una domanda di energia eolica offshore inferiore alle previsioni in Europa” e il difficile clima economico, con elevati costi di finanziamento e materiali che stanno erodendo la redditività dei progetti.

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