Un totale di tre ore al giorno di energia solare gratuita per tutte le abitazioni, indipendentemente dal fatto che dispongano o meno di pannelli fotovoltaici sul tetto.
È in sintesi il contenuto dell’ultima iniziativa lanciata ieri, 4 novembre, dal governo australiano per le famiglie di tre Stati: Nuovo Galles del Sud, Australia Meridionale e Queensland sudorientale.
Nell’ambito delle riforme del mercato energetico al dettaglio del Paese, infatti, l’anno prossimo verrà introdotta una nuova offerta elettrica regolamentata, chiamata “Solar Sharer”, tramite la Default Market Offer, che richiederà ai rivenditori di destinare energia gratuita alle famiglie per almeno tre ore a metà giornata, quando la produzione fotovoltaica raggiunge il picco.
L’iniziativa sarà disponibile soltanto per le case dotate di contatori intelligenti a partire da luglio 2026, con la possibilità di estenderla anche ad altre aree nel 2027.
Durante quelle tre ore i soggetti coinvolti potranno programmare l’accensione di elettrodomestici come lavatrici, lavastoviglie o condizionatori e ricaricare veicoli elettrici e batterie domestiche.
Il programma di condivisione dell’energia solare verrebbe implementato modificando l’offerta di mercato predefinita (Default Market Offer), che stabilisce il prezzo massimo che i rivenditori possono applicare ai clienti per l’elettricità in alcune aree del Paese.
Per ottenere le ore gratuite, gli utenti dovranno selezionare esplicitamente l’offerta del proprio fornitore di energia che include l’opzione Solar Sharer; l’offerta non verrà infatti applicata automaticamente.
Il ministro dell’Energia australiano, Chris Bowen, ha affermato che il programma garantirebbe che “ogni ultimo raggio di sole alimenti le nostre case”, riducendo così gli sprechi di energia prodotta.
Benefici diretti e il precedente olandese
L’Australia ha una potenza cumulativa di fotovoltaico su tetto superiore a quella dell’intero parco di centrali elettriche a carbone rimaste nel Paese. Questa abbondanza di energia rende i prezzi all’ingrosso diurni molto bassi, se non addirittura negativi, e fa sì che il mercato energetico disponga spesso di più elettricità a metà giornata di quanta ne venga consumata.
Il programma Solar Sharer affronta questo problema incoraggiando i consumatori a spostare la domanda di elettricità dalle ore di punta, in particolare la sera presto, a quelle più soleggiate.
Ciò contribuirebbe, secondo il governo australiano, a ridurre al minimo sia i picchi di prezzo dell’elettricità sia gli interventi sulla rete necessari per garantire stabilità. Bowen ha affermato che la nuova offerta sarà “la prova che ciò che fa bene al pianeta fa bene anche al portafogli”.
“Chi riuscirà a spostare l’uso dell’elettricità nel periodo di energia a costo zero – ha aggiunto – ne trarrà un beneficio diretto, indipendentemente dal fatto che possegga o meno pannelli fotovoltaici, che ne sia proprietario o in affitto. E più persone accettano l’offerta e spostano il loro consumo, maggiori saranno i benefici per il sistema, ovvero costi più bassi per tutti gli utenti elettrici”.
Il programma australiano ricorda quello che abbiamo recentemente documentato in Olanda, denominato “HappyPower”, per il quale nella provincia di Zeeland, nel nord del Paese, nelle ore in cui la produzione da fotovoltaico è alta e la domanda è bassa, gli utenti non pagheranno l’elettricità, ma solo gli oneri fiscali (nella proposta australiana non è specificato se nelle tre ore giornaliere questi ultimi saranno azzerati al pari del costo dell’energia oppure no).
Anche il piano olandese ha tra gli obiettivi quello di ridurre la congestione della rete e promuovere un bilanciamento più intelligente tra domanda e offerta. Il programma prevede circa 20 “finestre di test” della durata variabile, da una a cinque ore, durante le quali i clienti potranno consumare gratuitamente fino a 15 kWh ogni ora (si veda Bollette, in Olanda kWh gratis quando c’è troppa energia solare).
La direttiva sul Market design
Restando in tema di demand response, tiene banco in Italia e in Europa il recepimento della direttiva Market design, che nel nostro Paese sta muovendo i primi passi con l’approvazione in Consiglio dei ministri, un mese fa, del decreto legislativo di attuazione.
La riforma del market design trasforma la demand response da elemento opzionale a risorsa di sistema riconosciuta e valorizzata, obbligando gli Stati membri a rimuovere le barriere e a integrarla pienamente nei mercati elettrici. Rappresenta dunque il quadro che rende possibili o incoraggia iniziative come Solar Sharer o altre forme di condivisione e flessibilità nei consumi.
Le nuove regole introducono inoltre il concetto di “active customer”, in cui il cliente può gestire la propria domanda, autoprodurre energia e vendere o condividere flessibilità attraverso piattaforme digitali, e impongono agli Stati membri di favorire strumenti come tariffe dinamiche, smart meter e contratti di flessibilità locale per consentire ai consumatori di reagire ai segnali di prezzo.


























