Le donne nel settore energetico: dati, sfide e nuove leadership

Tra divari di genere e nuove opportunità, qual è il ruolo delle donne nella trasformazione del settore energetico? Alcuni dati nella formazione, nel mercato del lavoro e un’esperienza aziendale virtuosa, quella di Ingeteam Italia.

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Il settore energetico, e delle rinnovabili in particolare, è oggi uno dei principali ambiti di trasformazione industriale e occupazionale del Paese.

Ma insieme alla crescita delle tecnologie e dei nuovi modelli di business c’è da fare una riflessione sulla composizione delle imprese, sui ruoli professionali e sul livello di inclusione.

Sotto questo aspetto, la presenza femminile è ancora una componente che fatica a consolidarsi, soprattutto nelle professioni tecnico-scientifiche legate all’energia.

I dati relativi alla formazione e al mondo del lavoro mostrano infatti un divario di genere ancora significativo, che limita il pieno sviluppo del potenziale di competenze necessario alla transizione energetica.

Il divario è già nella formazione

Un primo indicatore arriva dai percorsi formativi. Un recente monitoraggio sugli iscritti agli ITS dedicati all’Efficienza Energetica evidenzia un forte squilibrio di genere: su 885 studenti iscritti, 794 sono uomini e soltanto 91 donne, pari a circa il 10%.

Si tratta di un dato che riflette la persistente sottorappresentazione femminile nei percorsi tecnico-scientifici e nelle professioni STEM, in particolare nei settori legati all’energia, all’impiantistica e all’ingegneria applicata (vedi anche: Formazione su efficienza energetica. Dagli ITS più studenti e occupazione).

Il tema non riguarda soltanto l’equità di accesso alle opportunità formative e professionali. Ampliare la partecipazione femminile significherebbe infatti aumentare la disponibilità di competenze in un ambito strategico per la transizione energetica e per lo sviluppo sostenibile del sistema industriale.

Una fotografia dentro le aziende: i dati di Italia Solare

Il divario osservato nei percorsi di formazione si riflette inevitabilmente anche nel mondo del lavoro.

A confermarlo sono i dati presentati da Italia Solare in occasione del recente evento KEY – The Energy Transition Expo, dove è stato illustrato un sondaggio dedicato alla presenza femminile nel settore energetico. L’indagine aveva l’obiettivo di fotografare la composizione delle aziende e il ruolo delle donne all’interno delle organizzazioni.

Dai risultati emerge innanzitutto che la presenza femminile nelle imprese dell’energia è ancora minoritaria, soprattutto nelle funzioni tecniche e operative.

Le donne risultano più rappresentate nelle aree amministrative, nella comunicazione e nelle risorse umane, mentre solo il 28% delle professioniste coinvolte nel sondaggio lavora in ambiti tecnici.

Anche nelle posizioni decisionali la partecipazione femminile resta più contenuta rispetto a quella maschile: un’azienda su tre non ha donne in ruoli apicali. Nonostante questo scenario, la percezione del valore della leadership femminile è ampiamente condivisa.

L’83% dei partecipanti al sondaggio (uomini e donne) ritiene che la leadership femminile porti valore aggiunto e favorisca modelli organizzativi più inclusivi. Allo stesso tempo, però, permangono alcune resistenze culturali: una donna su quattro ritiene che una leader donna venga percepita come meno credibile rispetto a un uomo.

Il sondaggio evidenzia inoltre che molte aziende del settore – il 78% di quelle considerate dai partecipanti – adottano politiche di conciliazione tra vita privata e lavoro. Tuttavia una donna su cinque ritiene che l’utilizzo di questi strumenti possa comportare penalizzazioni nella crescita professionale.

Gli episodi di discriminazione segnalati riguardano soprattutto forme di delegittimazione professionale e tecnica, come:

  • presunzione di minore competenza tecnica;
  • appellativi che sminuiscono il titolo professionale;
  • opinioni ignorate nei contesti decisionali;
  • associazione automatica a mansioni di supporto o amministrative, anziché a ruoli tecnici.

In questo quadro, alcune aziende stanno però avviando percorsi di cambiamento che dimostrano come l’evoluzione culturale e organizzativa sia possibile.

In Ingeteam sempre più spazio alla leadership femminile

Dentro questa trasformazione culturale si sente particolarmente coinvolta la società Ingeteam, multinazionale spagnola con sede nel nord della Spagna e oltre 80 anni di storia nello sviluppo di tecnologie per l’elettrificazione e le macchine di potenza.

Il gruppo conta quasi 4000 dipendenti nel mondo ed è attivo a livello internazionale nei sistemi di conversione dell’energia, nelle soluzioni per le energie rinnovabili, nell’elettrificazione industriale e nei sistemi di trazione elettrica.

All’interno di questo contesto globale opera anche Ingeteam Italia, la filiale italiana del gruppo (nella foto in alto la rappresentenza femminile). La sede di Castel Bolognese è stata aperta e si è sviluppata nel tempo sotto la guida di Stefano Domenicali, che ne è tuttora alla direzione, accompagnando la crescita dell’azienda nel mercato italiano e consolidandone il ruolo nei progetti di elettrificazione industriale e nelle tecnologie per la transizione energetica.

Nel corso degli anni la filiale italiana è diventata un punto di riferimento per la progettazione, realizzazione e gestione di sistemi elettrici e di conversione dell’energia destinati a diversi settori industriali e infrastrutturali.

Anche il tema della presenza femminile nelle professioni tecniche ha assunto un ruolo sempre più centrale. Nella sede italiana, infatti, le donne ricoprono posizioni di responsabilità non solo nelle funzioni tecniche e operative, ma anche in ambiti manageriali strategici.

A raccontare questo cambiamento sono anche le storie di due professioniste di generazioni diverse, che mostrano quanto sia evoluto nel tempo il percorso delle donne nelle discipline tecniche.

Valeria Montanari, nata negli anni ’70, si è laureata in ingegneria elettrica in un’epoca in cui le donne nel suo corso rappresentavano appena il 3%. L’ingresso nel mondo del lavoro, nel settore Oil & Gas, è avvenuto in un contesto fortemente maschile, dove spesso era l’unica ingegnera presente.

“Non ricordo quante volte ho dovuto spiegare al telefono che non ero la segretaria dell’ingegner Montanari, ma l’ingegnera stessa”, racconta. Episodi che oggi appaiono lontani ma che raccontano bene le difficoltà incontrate dalle prime generazioni di donne ingegnere.

Il vero punto di svolta arriva con l’ingresso in Ingeteam Italia, scelto anche per la volontà di lavorare in un settore più vicino ai propri valori e in un ambiente aperto alla crescita professionale delle donne. Nel giro di tre anni il suo percorso evolve rapidamente: da project manager diventa responsabile dell’intero team di progetto, fino ad assumere la responsabilità della Supply Chain.

Oggi coordina un’area strategica dell’organizzazione italiana che comprende acquisti, logistica e magazzino, oltre alla supervisione dei project manager. Il suo compito è garantire l’integrazione tra tutte le fasi operative dei progetti: dalla pianificazione tecnica alla gestione dei fornitori, fino alla consegna finale.

In un settore complesso come quello dell’elettrificazione industriale, questo significa assicurare efficienza dei processi, qualità delle forniture e rispetto delle tempistiche. Insomma, il suo ruolo contribuisce direttamente alla competitività dell’azienda, ma il suo contributo non è solo organizzativo: la sua presenza ai vertici è anche un punto di riferimento per le giovani professioniste che oggi entrano in azienda.

Se il percorso di Valeria racconta la determinazione delle pioniere che hanno dovuto conquistare spazio in ambienti quasi esclusivamente maschili, l’esperienza di Paola Barnabè rappresenta invece il volto di una generazione più giovane, che si affaccia al mondo del lavoro con prospettive diverse.lavo

Entrata in Ingeteam Italia in un contesto già più sensibile ai temi della diversità e dell’inclusione, Paola ha potuto costruire il proprio percorso professionale in un ambiente dove la presenza femminile è più diffusa e riconosciuta.

Il confronto tra le due generazioni di Valeria e Paola è significativo: per chi ha iniziato la carriera negli anni ’90, la sfida era dimostrare di poter occupare uno spazio tradizionalmente maschile, mentre per le professioniste più giovani il tema è sempre meno quello della legittimazione e sempre più quello dello sviluppo delle competenze e della crescita professionale.

La presenza di donne in ruoli di responsabilità rende questo percorso di cambiamento più naturale e visibile.

In Ingeteam sempre più figure femminili occupano posizioni chiave all’interno dell’organizzazione e, accanto alle posizioni tecniche e operative, responsabilità strategiche sono affidate a figure femminili nel marketing, nelle risorse umane e nell’area amministrativa e finanziaria. Questa presenza trasversale dimostra come la leadership femminile contribuisca alla gestione complessiva dell’azienda.

Un cambiamento che guarda al futuro

Il confronto tra le storie di Valeria Montanari e Paola Barnabè racconta l’evoluzione delle donne nelle professioni tecniche.

Per la generazione di Valeria la sfida era aprire la strada e superare stereotipi radicati. Per quella di Paola l’obiettivo è crescere professionalmente in un contesto che riconosce sempre più il valore della diversità.

In aziende come Ingeteam il cambiamento è già in atto: non solo perché aumenta la presenza femminile, ma perché le donne partecipano sempre più alle decisioni strategiche e alla guida delle organizzazioni.

Un segnale importante per tutto il settore industriale: l’innovazione nasce anche dalla pluralità degli sguardi. E il futuro delle STEM, sempre più, sarà costruito da team dove competenze e talento contano più del genere.

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