Ddl nucleare, c’è il via libera definitivo dal Senato

CATEGORIE:

Il testo, identico a quello passato in prima lettura alla Camera a giugno, è stato approvato a Palazzo Madama. Per il ministro Gilberto Pichetto Fratin è una “giornata storica”. Si punta sulla tecnologia degli SMR, con tempistiche molto ambiziose.

ADV
image_pdfimage_print

È arrivato il via libera definitivo al disegno di legge delega sul nucleare: il Senato ha approvato ieri, 23 settembre, il testo con 81 voti favorevoli, 51 contrari e 7 astensioni, senza modifiche rispetto alla versione passata in prima lettura alla Camera il 4 giugno.

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha parlato di una “giornata storica” perché “l’approvazione della delega al governo sul nuovo nucleare sostenibile dà compimento a un percorso avviato tre anni fa, volto ad esplorare le potenzialità di questa tecnologia”.

Come noto, per nucleare “sostenibile” il governo fa riferimento soprattutto alla tecnologia Smr (Small Modular Reactor), ossia i piccoli reattori modulari che promettono tempi e costi di realizzazione inferiori rispetto al nucleare tradizionale.

Tuttavia, come abbiamo più volte riportato, diversi studi evidenziano che la soluzione Smr è costellata di incognite, per usare un eufemismo, ed è lontana da una maturità industriale e commerciale, con rinvii e sforamenti di budget dei pochissimi progetti finora avviati su scala globale.

Il disegno di legge approvato dai due rami del Parlamento, spiega una nota del ministero, conferisce al governo la delega per disciplinare in modo organico l’introduzione del nucleare sostenibile nel sistema energetico nazionale, adottando uno o più decreti attuativi entro dodici mesi dall’entrata in vigore del provvedimento.

La delega, in particolare, prevede l’elaborazione di un Programma nazionale finalizzato a sviluppare la produzione e l’utilizzo di energia da fonte nucleare sostenibile e da fusione, oltre a disciplinare sperimentazione, localizzazione, costruzione, installazione ed esercizio di nuovi impianti.

Rientrano nel perimetro della delega anche la disattivazione e lo smantellamento delle installazioni nucleari esistenti, la disciplina del combustibile nucleare, degli impianti di stoccaggio e lo smaltimento definitivo di rifiuti radioattivi e del combustibile esaurito.

Tra le finalità del provvedimento c’è anche il riordino della disciplina in materia di sicurezza, vigilanza e controllo, assieme alla governance e al potenziamento della ricerca scientifica e industriale.

Nelle prossime ore aggiorneremo la notizia con analisi e commenti, approfondendo anche l’aspetto giuridico e costituzionale di questa decisione, dopo i referendum abrogativi del 1987 e del 2011.

ADV
×
Privacy Policy Cookie Policy