La società svizzera Energy Vault ha iniziato a realizzare il primo di cinque impianti di accumulo gravitazionale per complessivi 2 GWh in Cina.

Ad annunciarlo è la stessa azienda in una nota sul suo sito web, spiegando che gli impianti saranno installati nei nuovi parchi industriali “zero carbon” (a zero emissioni di CO2) che Pechino intende sviluppare nei prossimi anni, nel quadro della sua politica per raggiungere il picco delle emissioni nel 2030 e la neutralità climatica entro il 2060.

Si punta infatti a costruire diversi complessi di industrie alimentate con fonti rinnovabili (eolico e fotovoltaico innanzi tutto), integrando queste infrastrutture con nuovi sistemi per accumulare la produzione energetica eccedente e-o per trasformarla in idrogeno verde.

Si fa riferimento in particolare ai piani cinesi di realizzare centinaia di nuovi GW di grandi parchi eolici e solari nei deserti, partendo dal deserto del Gobi.

Gli impianti gravitazionali, spiega la società svizzera, saranno sviluppati in partnership con Atlas Renewable, China Tianying, una organizzazione non governativa (EIPC) parte della Investment Association of China e una serie di autorità locali e provinciali.

La nota poi ricorda che lo scorso febbraio 2022, Energy Vault e Atlas Renewable hanno siglato un accordo di licenza e royalty per implementare la tecnologia di accumulo energetico gravitazionale in Cina, avviando la costruzione di un primo sistema da 25 MW e 100 MWh presso Shanghai, nella provincia di Rudong.

Accumulare energia con sistemi gravitazionali è una soluzione che però deve ancora decollare sul mercato.

In che cosa consiste la tecnologia proposta da Energy Vault?

In estrema sintesi, la piattaforma battezzata EVx segue lo stesso principio di funzionamento del primo impianto dimostrativo in Svizzera: una torre-gru a sei bracci con motori elettrici che fa salire/scendere grandi blocchi di cemento.

Quando l’offerta istantanea di energia supera la domanda, le gru sfruttano il surplus elettrico e sollevano i blocchi, quando invece la domanda di energia supera l’offerta istantanea, la torre scarica a terra i blocchi, trasformando così l’energia gravitazionale in energia cinetica, capace di produrre elettricità.

Tra i vantaggi sottolineati da Energy Vault per la sua tecnologia, non ci sarebbe alcuna degradazione nella capacità di stoccaggio dei blocchi, che possono rimanere in posizione sollevata per periodi di tempo illimitati; inoltre, i blocchi sono fatti con materiali locali, altrimenti destinati alle discariche o agli inceneritori, tra cui cenere di carbone riciclata, residui di operazioni minerarie e pale eoliche.

Il sistema gravitazionale, secondo i suoi ideatori, ha un’efficienza complessiva molto alta (80-85%) e una vita tecnica di oltre 35 anni, con un design modulare scalabile fino a più GWh di capacità di stoccaggio.

La tecnologia è economicamente sostenibile sia per applicazioni di maggiore potenza e breve durata, con servizi ausiliari da 2 a 4 ore, sia per durate più lunghe, da 5 a 24 ore o anche più, evidenziano i dati aziendali.

Tuttavia, diversi dubbi sono stati sollevati da alcuni esperti sul funzionamento del sistema, in particolare per quanto riguarda usura dei componenti, vita utile ed efficienza, come spiegato qui: Accumulo gravitazionale, vera soluzione o vana speranza?

Non resta che vedere se le caratteristiche promosse dalla società svizzera reggeranno alla prova di una realizzazione su più grande scala.