Carbone, in Polonia la protesta Greenpeace blocca gli approvigionamenti

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Gli attivisti manifestano nel porto di Danzica da oltre 48 ore.

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Continua la protesta di Greenpeace nel porto di Danzica dove, da oltre 48 ore, gli attivisti sono in azione contro la dipendenza del governo polacco dal carbone.

Il 10 settembre scorso – informa una nota stampa dell’organizzazione – la nave Rainbow Warrior è stata allontanata dal porto dalle autorità polacche, e uomini della Guardia di Frontiera, armati e col volto coperto, hanno fatto irruzione di notte nell’imbarcazione, spaccando i vetri con delle mazze.

Ciononostante, la mattina dell’11 settembre ha visto una nuova azione di protesta (vedi foto in alto): un gruppo di attivisti di Greenpeace provenienti da sette Paesi diversi, si è arrampicato sulle gru del porto, impedendo nuovamente lo scarico del carbone proveniente dal Mozambico.

“Ci resta poco tempo per evitare un disastro climatico, e la dipendenza del governo polacco dal carbone, oltre ad inquinare l’aria che tutti noi respiriamo, sta mettendo a rischio le nostre speranze per un futuro sicuro e rinnovabile – dichiara Luca Iacoboni (neretti nostri), responsabile della campagna clima Greenpeace Italia – ecco perché gli attivisti sono costretti ad agire”.

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