Nei primi cinque anni di attività del Tesoro come emittente di titoli di Stato verdi, dal 2021 al 2025, le emissioni di Btp Green hanno raggiunto complessivamente i 60,05 miliardi di euro, distribuiti fra cinque titoli, uno nuovo lanciato in ciascun anno, e collocati sul mercato attraverso diverse tranche.
L’ultima fotografia è contenuta nel “Rapporto di Allocazione e Impatto – Btp Green 2026”, pubblicato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (link in basso), che rendiconta in particolare l’utilizzo delle risorse raccolte con le emissioni effettuate nel corso del 2025: circa 13,6 miliardi di euro destinati a spese del bilancio dello Stato con ricadute ambientali positive.
Le risorse sono state allocate su interventi realizzati nel quadriennio 2022-2025 e ricondotti alle sei categorie previste dal “Quadro di riferimento per l’emissione di titoli di Stato green” del 2021:
- produzione di energia elettrica e termica da fonti rinnovabili
- efficienza energetica
- trasporti sostenibili
- prevenzione e controllo dell’inquinamento ed economia circolare
- tutela dell’ambiente e della biodiversità
- ricerca in materia di sostenibilità ambientale.
La gran parte dei proventi è stata assorbita da due voci. La categoria più rilevante è quella degli interventi di efficientamento energetico, che vale il 45,2% dell’allocazione complessiva, per un ammontare di 6,17 miliardi di euro. Al secondo posto ci sono i trasporti, con oltre 4,7 miliardi, pari al 34,7% del totale. Insieme, queste due sole categorie assorbono quindi circa l’80% delle risorse raccolte con i Btp Green 2025.
Seguono la tutela dell’ambiente e della biodiversità, con quasi 1,3 miliardi, pari al 9,4%, la prevenzione e il controllo dell’inquinamento, con 805 milioni, cioè il 5,9%, e la ricerca ambientale, con 516 milioni, pari al 3,8%. Alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e autoconsumata va invece appena l’1,1% del totale, poco meno di 150 milioni di euro.
I Btp Green dal lato degli acquirenti
Dal lato degli investitori, i Btp Green sono obbligazioni statali a medio-lungo termine con cedole fisse semestrali: il loro funzionamento finanziario è quindi analogo a quello dei Btp ordinari, mentre la differenza riguarda la destinazione dei proventi, vincolati a spese dello Stato con impatto ambientale positivo.
Sul mercato telematico “Mot” di Borsa Italiana sono negoziabili con lotto minimo di 1.000 euro.
Le scadenze attualmente quotate coprono orizzonti lunghi, dal Btp Green con scadenza a ottobre 2031 fino al titolo con scadenza ad aprile 2046, passando per aprile 2035, ottobre 2037 e aprile 2045.
Le cedole annuali vanno dall’1,5% del primo Btp Green con scadenza 2045 al 4% dei titoli 2031 e 2035, al 4,05% del 2037 e al 4,10% del 2046.
Ovviamente chi detiene l’obbligazione dalla sua emissione alla scadenza vedrà rimborsato interamente il capitale investito.
Il rendimento per chi compra sul mercato secondario, come ogni BTP, non coinciderà invece con la cedola, ma dipenderà dal prezzo del titolo al momento dell’acquisto che potrà variare sul mercato in base al tassso di interesse (ad esempio, in base alle quotazioni di Borsa Italiana del 24 giugno 2026, il rendimento effettivo lordo a scadenza era pari al 3,05% per il Btp Green 2031; al 3,48% per il 2035; al 3,71% per il 2037; al 4,18% per il 2045; al 4,21% per il 2046).
Rinnovabili ed efficienza energetica
Tornando al dettaglio del report Mef, per quanto riguarda le rinnovabili, le emissioni 2025 dei Btp Green finanziano per 135,4 milioni di euro i regimi di esclusione e di esenzione dall’accisa applicati in Italia ai volumi di energia elettrica prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili e autoconsumata.
Si tratta, rispettivamente, degli impianti fino a 20 kW e di quelli di potenza superiore. Il contributo complessivo dei Btp Green a questi regimi, considerando l’intero periodo 2021-2025, si attesta a circa 650 milioni di euro.
Accanto a queste misure, il rapporto segnala una novità: per la prima volta le emissioni 2025 finanziano anche contributi specifici, per 12,6 milioni di euro, destinati alla realizzazione di impianti rinnovabili nei territori montani. Gli interventi comprendono, in particolare, impianti fotovoltaici, soluzioni di smart grid, configurazioni di autoconsumo collettivo e comunità energetiche rinnovabili, nell’ambito del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane.
Anche in questo caso, però, si tratta di un importo limitato, soprattutto se confrontato con le dimensioni delle altre categorie.
Secondo le stime del rapporto, la produzione rinnovabile sostenuta dalla misura di esenzione fiscale consente di evitare 71 ktCO2 all’anno, con un’intensità di riduzione pari a 481 tonnellate di CO2 per milione di euro investito. L’impatto economico associato alla categoria viene quantificato in circa 99 milioni di euro l’anno di Pil e in 958 posti di lavoro creati o mantenuti.
Molto diversa è la scala dell’efficienza energetica, che invece domina l’allocazione dei proventi. Dei 6,17 miliardi destinati a questa categoria, 6,09 miliardi finanziano il Superbonus 110%, con riferimento agli interventi conclusi nel 2023.
Il rapporto precisa inoltre che la quota qui considerata riguarda esclusivamente interventi finanziati tramite i proventi delle emissioni di Btp Green, integralmente a carico del bilancio dello Stato e non assistiti da contributi europei, pur essendo il Superbonus stato finanziato anche con risorse afferenti al Pnrr. La parte residua della categoria, pari a circa 81 milioni di euro, riguarda invece interventi di riqualificazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica nell’ambito del programma “Sicuro, verde e sociale”, distribuiti negli anni 2024 e 2025.
Le allocazioni per i trasporti
La seconda grande voce dell’allocazione è rappresentata dai trasporti. Alla categoria è destinato il 34,7% delle risorse, per oltre 4,7 miliardi di euro. Il rapporto include in questa voce il potenziamento delle infrastrutture ferroviarie, attraverso interventi di manutenzione, elettrificazione delle linee esistenti e costruzione di nuove tratte ad alta velocità e alta capacità.
A questi investimenti si aggiungono misure per il trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano, a cui sono destinati circa 475 milioni di euro, con l’obiettivo di ridurre il ricorso ai mezzi individuali e contribuire al contenimento delle emissioni inquinanti, soprattutto nelle aree urbane.
Nella stessa categoria rientrano anche gli investimenti per l’acquisto di mezzi di trasporto pubblico elettrici, gli incentivi per il rinnovo del parco veicolare di famiglie e imprese e le misure a sostegno del riequilibrio modale del trasporto merci verso il vettore ferroviario.
Al rinnovo sostenibile del parco veicolare sono destinati 348 milioni di euro. Fra le iniziative considerate figurano l’Ecobonus automotive e l’Ecobonus veicoli, promossi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con l’obiettivo di incentivare l’acquisto di mezzi a emissioni basse o nulle.
Tutela dell’ambiente e ricerca
Un’altra quota significativa delle risorse provenienti dai presti obbligazionari è destinata alla tutela dell’ambiente e della biodiversità. La categoria vale complessivamente 1,28 miliardi di euro e la parte prevalente, circa il 41% della categoria, pari a 526 milioni, finanzia interventi di difesa del suolo e mitigazione del rischio idrogeologico.
Si tratta di opere finalizzate al contrasto di frane, erosione del suolo e alterazioni del regime idrologico, attraverso consolidamento dei versanti, sistemazione idraulica, manutenzione e ripristino della funzionalità dei corsi d’acqua, oltre a misure di prevenzione e adattamento per ridurre la vulnerabilità del territorio agli eventi climatici estremi.
Un’altra quota, pari a circa 226 milioni, è destinata al potenziamento e alla resilienza delle infrastrutture idriche, sia per il trasporto di acqua potabile sia per l’approvvigionamento irriguo. Al sistema nazionale delle aree protette, alla tutela ambientale e alla conservazione della biodiversità vanno invece circa 231 milioni.
A questa area si affianca la categoria della prevenzione e del controllo dell’inquinamento, che assorbe 805 milioni di euro, pari al 5,9% delle risorse. Le misure riguardano il controllo dell’inquinamento atmosferico, del suolo e delle acque interne e marine, oltre a interventi di recupero ambientale e gestione integrata dei rifiuti.
Infine, 516 milioni di euro, pari al 3,8% dell’allocazione complessiva, sono destinati alla ricerca in materia di sostenibilità ambientale. Le risorse finanziano, in continuità con le precedenti allocazioni, enti come Enea, Crea e Ispra, prevalentemente per spese sostenute nel 2025.
Sono inoltre previsti contributi alla partecipazione italiana a programmi internazionali di ricerca, fra cui il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici e il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine. Prosegue anche il sostegno alla ricerca italiana nelle basi in Antartide, rilevante per lo studio delle dinamiche climatiche di lungo periodo.
I benefici dei Btp Green
Nel complesso, il Mef stima che gli interventi finanziati attraverso le emissioni 2025 dei Btp Green producano una riduzione complessiva delle emissioni di CO2 pari a circa 38 milioni di tonnellate.
Il rapporto quantifica anche le ricadute socio-economiche: nel breve-medio periodo, cioè nell’arco di 5-6 anni, l’impatto sul prodotto interno lordo è stimato in circa 20 miliardi di euro, quasi lo 0,9% del Pil 2025, con una ricaduta occupazionale di circa 318mila unità di lavoro.
A regime, nei dieci anni successivi alla realizzazione degli interventi, il Pil aggiuntivo viene stimato in ulteriori 13 miliardi di euro.
Il rapporto dedica infine un passaggio all’allineamento alla Tassonomia europea. Secondo l’analisi del Mef, l’insieme delle spese finanziate rispetta le salvaguardie sociali minime previste dal regolamento Ue. L’82% delle risorse è destinato ad attività conformi ai criteri di contributo sostanziale ad almeno uno dei sei obiettivi ambientali europei, mentre circa il 69% risulta conforme anche al principio del “Do No Significant Harm”, cioè l’obbligo di non arrecare danno significativo agli altri obiettivi ambientali.
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