Seduti in un sole splendente a godersi una birra fresca e, sullo sfondo, i bellissimi panorami del mare greco. Sembra si parli di uno spot che promuove le ultime opportunità vacanziere ma siamo, invece, ancora sul tema dell’energia, nonostante i punti essenziali restino comunque il sole e la birra.
Un percorso complesso ma necessario
I consumi energetici nel comparto industriale restano un punto dolente sia per la decarbonizzazione nel suo complesso, vista l’ingente domanda da parte di queste utenze, sia per le singole industrie, per le quali i costi associati rappresentano una percentuale considerevole nel costo finale dei prodotti sviluppati.
Molte sono le tecnologie che gli stabilimenti possono mettere in campo per affrontare queste sfide, sempre ricordando il mantra della energy efficiency first, cioè di lavorare prima sull’efficientamento dei processi dal punto di vista energetico (riduzione degli sprechi, recupero e riutilizzo del calore residuo, ecc.), e solo successivamente su un massiccio impiego di fonti energetiche rinnovabili per coprire il consumo già ottimizzato.
Per implementare il loro percorso di transizione energetica, le imprese devono focalizzarsi non solo sul fabbisogno elettrico ma anche su quello termico che, sebbene spesso trascurato, influenza in modo determinante l’ammontare totale delle bollette.
Acquistare calore pulito
Per coprire, anche solo in parte, la domanda di calore di processo in uno stabilimento industriale, il solare termico si presenta come una tecnologia senza dubbio interessante, soprattutto dove la risorsa energetica proveniente dal sole è disponibile in grandi quantità.
L’esempio di questa storia, infatti, viene dalla Grecia e l’attrice protagonista è l’industria Athenian Brewery S.A. (ΑΘΗΝΑΪΚΗ ΖΥΘΟΠΟΙΙΑ Α.Ε.) che ha firmato un accordo di acquisto di energia termica (TPA, Thermal Purchase Agreement) della durata di 15 anni con la società Elpedison S.A per il consumo del vapore prodotto da un sistema solare termico. Elpedison, che ha recentemente assunto il nuovo nome di Enerwave, è membro di HelleniQ Energy ed è un’impresa attiva nel campo delle forniture di energia.
Athenian Brewery è il più grande produttore e importatore di birra in Grecia, con oltre 60 anni di presenza sul mercato. Fondata originariamente nel 1963 da un team di tre imprenditori greci, l’azienda fa ora parte del gruppo Heineken e possiede tre stabilimenti ad Atene, Salonicco e Patrasso, oltre a 2 malterie private a Salonicco e Patrasso.
I prodotti dell’azienda seguono un percorso al 100% greco, utilizzando materie prime prodotte localmente e orzo coltivato da 2.000 agricoltori greci che partecipano al suo programma di approvvigionamento locale.
Vapore solare
L’impianto solare termico (nella foto) grazie a una potenza installata di 5,75 MW termici, fornisce una produzione di vapore stabile e senza emissioni, per un totale di quasi 9.500 MWh di calore ogni anno, contribuendo in modo significativo al raggiungimento degli obiettivi strategici dell’azienda in materia di miglioramento dell’impronta ambientale, attraverso la riduzione delle emissioni di CO2 del 25%, corrispondente a 2.192 tonnellate all’anno.
L’impianto è completato, inoltre, da 15,5 MWh di accumulo termico che consentono di gestire gli sfasamenti tra la disponibilità di energia solare e la domanda energetica dello stabilimento.
Il sistema, quindi, è costituito da collettori solari a concentrazione parabolica, un circuito ad olio diatermico ad alta efficienza e un accumulatore di vapore.
Nessun investimento diretto per l’azienda
Come sottolineato in apertura, oltre al contenimento dell’impronta ambientale, uno degli obiettivi primari del progetto è quello di contenere i costi energetici dell’impianto di produzione industriale compresa l’esposizione alle fluttuazioni dei costi dei combustibili.
Il costo dell’investimento è stato coperto per il 40% da Elpedison, che rientrerà delle spese attraverso il già citato accordo di TPA, e, per il restante 60%, grazie a una sovvenzione di 4,47 milioni di euro erogata dal Fondo per l’Innovazione (Innovation Fund) dell’Unione Europea attraverso la partecipazione dell’azienda al progetto SUNbrewed.
L’accordo di TPA è essenzialmente un modello ESCo che viene spesso indicato come heat-as-a-service: l’azienda fornitrice non vende la tecnologia ma direttamente l’energia che questa tecnologia produce, scaricando il cliente dagli oneri connessi all’investimento iniziale, alla manutenzione e all’ottimizzazione della fase operativa dell’impianto.
Resta comunque la possibilità per l’utente finale, alla fine del periodo previsto per il TPA, di acquistare l’impianto installato.
Il progetto sta inoltre rafforzando l’economia locale della città di Patrasso, creando 29 posti di lavoro, 25 dei quali nella fase di costruzione e 4 durante il funzionamento.


























