Dopo Arera, anche l’Ispra cambia vertice. E con una novità importante. Per la prima volta infatti una figura espressamente politica prende la presidenza dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.
Le commissioni Ambiente di Camera e Senato hanno dato parere favorevole alla nomina di Alessandra Gallone, ex senatrice di Forza Italia, con un passato anche in FdI, An e Msi. Attualmente è responsabile nazionale del dipartimento “Ambiente” di FI.
La designazione è stata proposta dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin (proposta di nomina n. 113), dato che l’istituto è sottoposto alla vigilanza del Mase. E proprio per il Mase Gallone aveva di recente svolto ruoli di consulenza su innovazione, sostenibilità e politiche ambientali.
Il nome di Gallone è stato approvato il 27 dicembre a Palazzo Madama con 11 voti favorevoli e 7 contrari e il giorno dopo a Montecitorio con 17 sì e 7 no.
Chi è Alessandra Gallone
Maria Alessandra Gallone ha una lunga esperienza politica alle spalle, sia a livello locale sia nazionale (cv allegato in basso).
Eletta consigliera comunale a Bergamo negli anni Novanta, è stata assessora alla pubblica istruzione con An e, dal 2008, senatrice della Repubblica per due legislature: la XVI (che ha visto succedersi il quarto governo Berlusconi e il governo Monti) nelle liste del Popolo delle Libertà e la XVIII (Governi Conte I e II e Draghi) nelle file di Forza Italia.
Gallone è stata componente di diverse commissioni parlamentari, tra cui Giustizia, Bilancio e Ambiente (di quest’ultima è stata capogruppo e segretaria). Tra gli incarichi anche quello di consigliera della ministra dell’Università e della ricerca Anna Maria Bernini.
All’Ispra prenderà il posto di Stefano Laporta, avvocato e viceprefetto, che ha guidato l’istituto per due mandati quadriennali, di cui l’ultimo si è concluso il 12 dicembre (era in carica dal 2017).
Le polemiche sulla nomina
“Ambiente e sviluppo non sono antagonisti, sono alleati”, ha detto Gallone in audizione il 28 dicembre. “Intendo interpretare la presidenza di Ispra per ciò che dev’essere: una funzione di garanzia, di responsabilità, di terzietà”.
Ma la sua nomina ha destato diverse polemiche dall’opposizione. Proprio sul concetto di terzietà si sono concentrate le critiche, con il deputato Avs Angelo Bonelli che si è fatto portavoce di coloro che hanno visto questa mossa come un tentativo di rafforzare il collegamento tra indirizzo politico e attività tecnico-scientifica dell’istituto.
Gallone ha riferito che lascerà il ruolo di responsabile nazionale del dipartimento ambiente di FI. “Ne deduco che si dimetterà anche da Forza Italia”, ha replicato Bonelli.
Sul punto è intervenuta in audizione anche la capogruppo Pd alla Camera Chiara Braga: “Questa nomina rompe l’approccio con cui si è scelto nei precedenti mandati la figura del presidente Ispra, cioè una figura terza dalla politica”.
Bonelli ha anche citato i finanziamenti all’Istituto: “Gli intenti che lei (Gallone, ndr) ha posto potranno difficilmente essere attuati, considerato che in questa manovra sono stati realizzati 13 milioni di euro di tagli lineari sull’Ispra”.
Intenti, quelli espressi da Gallone in audizione, che includono tra l’altro “rafforzare il sistema a rete per la protezione dell’ambiente” e porre “la prevenzione e il monitoraggio come asse centrale”.
Incassati i pareri del Parlamento, ora il prossimo passo formale è la pubblicazione del Dpcm finale di nomina.
Cosa fa l’Ispra
Pochi giorni ancora, dunque, e l’Ispra avrà un nuovo vertice. L’Istituto, ricordiamo, rappresenta un ente pubblico di ricerca vigilato dal ministero dell’Ambiente, con compiti istituzionali di monitoraggio, ricerca scientifica, controllo e supporto alle politiche ambientali nazionali.
Tra le sue funzioni rientrano la difesa dell’ambiente atmosferico e del suolo, la tutela della biodiversità e delle acque, nonché l’assistenza tecnica alle agenzie regionali per la protezione dell’ambiente nell’ambito del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa).
Il presidente ha un ruolo chiave nel coordinare tutte queste attività e nel tradurle in consulenze tecnico-scientifiche al servizio delle istituzioni. Si tratta dunque di un incarico molto influente, cruciale per la gestione della transizione in Italia.


























