Via libera dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti al decreto n. 10 del 22 gennaio 2026 che agevola l’elettrificazione delle banchine portuali e la fornitura di energia alle navi ormeggiate, agendo sugli oneri generali di sistema per questo servizio.
La tecnologia in questione è nota come “cold ironing” e consente di tagliare o annullare l’uso di generatori di bordo a fonte fossile attraverso le forniture elettriche da terraferma. In questo modo il Mit punta a “ridurre l’inquinamento nei porti e nelle città costiere, migliorando la qualità dell’aria e abbattendo le emissioni”, come si legge in una nota.
Questo nuovo bonus, dunque, arriverà direttamente ad armatori e operatori, “garantendo trasparenza e corretto utilizzo delle risorse pubbliche” (il testo del Dm deve essere ancora pubblicato dal Mit).
Il decreto interviene anche con una disciplina delle modalità di gestione del servizio, del meccanismo di riconoscimento degli sconti e del monitoraggio nel tempo sull’efficacia della misura.
Non un’iniziativa casuale, sottolinea il dicastero, ma il frutto di un lungo confronto con Autorità portuali e associazioni del settore.
Interessata al tema è ad esempio l’Autorità di sistema portuale del mar Tirreno centro settentrionale, che il 16 gennaio scorso ha presentato i dati sulle attività 2025, parlando anche di cold ironing.
“A Civitavecchia vogliamo un porto che respiri con la città”, spiega il presidente dell’Autorità, Raffaele Latrofa. “Le navi ferme spengono i motori e si collegano all’energia da terra: meno fumo, meno rumore e aria pulita”.
In quest’ottica “il progetto di cold ironing rappresenta un passaggio concreto verso un modello portuale più sostenibile, moderno e sempre più integrato con la città. Un investimento da 81 milioni di euro, finanziato dal Pnrr, che consentirà l’elettrificazione di nove accosti, riducendo in modo significativo emissioni e impatto acustico durante la sosta delle navi. È il primo tassello di una vera rivoluzione energetica nei nostri porti, frutto di una forte collaborazione istituzionale e di una visione condivisa di sviluppo, innovazione e competitività del sistema marittimo nazionale” (si veda anche Gioia Tauro, La Spezia e Civitavecchia elettrificano le banchine portuali).
Un impegno, quello per la transizione energetica, che si riscontra anche sul fronte opposto, ossia quello degli armatori.
Ad esempio, Intesa Sanpaolo ha concluso un finanziamento da 162,3 milioni di euro destinato a Grimaldi Euromed, società del Gruppo Grimaldi.
L’operazione è finalizzata all’acquisizione di tre navi “pure car & truck carrier” ad alta efficienza energetica, come spiegano i referenti del progetto, con consegna prevista nel corso del 2026.
Tra le caratteristiche tecniche si segnala proprio la predisposizione all’uso del cold ironig portuale, cui si aggiunge la presenza a bordo di batterie agli ioni di litio per una capacità di 5 MWh e 2.500 metri quadri di pannelli solari.



























