La temuta eclissi sta impattando sul nostro sistema elettrico, che conta su di una quota rilevante di fotovoltaico: circa 19,7 GW di potenza. A dire il vero l’impatto che si sta verificando non dipende direttamente dal fenomeno naturale, ne è problematico per la stabilità della rete: quel che sta succedendo è che la decisione di Terna di far fermare una quota rilevante di impianti FV durante l’eclissi, assieme alla limitazione delle interconessioni con l’estero, ha fatto schizzare verso l’alto i prezzi dell’elettricità all’ingrosso proprio negli orari del fermo.

Lo osserviamo chiaramente analizzando gli esiti del Mercato del Giorno Prima (MGP) per l’energia da fornire oggi e mettendoli a confronto con quelli dei giorni precedenti. L’eclissi, o meglio il fermo disposto da Terna di 4.400 MW di fotovoltaico in media tensione dalle 7 alle 14 di oggi e la limitazione degli scambi con l’estero, hanno fatto salire la media del PUN, il prezzo unico nazionale sul MGP, di circa 11,5 euro rispetto ai giorni precedenti, di 12,5 euro rispetto alla media dei due venerdì precedenti e di circa 11 euro rispetto alla media del mese in corso (vedi grafico e qui tabella).

Al fenomeno, che è stato più accentuato nella zona Nord, come detto, hanno contribuito anche le limitazioni alle interconnessioni con l’estero, ma i rialzi maggiori si sono avuti nelle ore in cui (in giorni normali) c’è la più alta produzione da fotovoltaico. Nel picco diurno il PUN in una giornata di tempo discreto, come ieri, era a circa 50 euro/MWh, 40 euro più basso rispetto ad oggi, quando, con un meteo in parte coperto e 4 GW di FV in arresto forzato, è schizzato a quasi 90 euro/MWh (88,16 euro).

Se moltiplichiamo lo scostamento del PUN di ieri dalla media di marzo per la quantità di energia scambiata sul MGP (839.139 MWh), risulta che il fermo parziale del fotovoltaico e le limitazioni alle interconnessioni ci hanno fatto pagare circa 9,2 milioni di euro in più.

Qui gli esiti MGP per oggi, 20 marzo, giorno dell’eclissi:

Gli esiti per ieri, giovedì 19 marzo:

L’effetto calmierante che fotovoltaico ed eolico producono con costi marginali pressoché nulli, hanno sui prezzi del MGP è noto e studiato da tempo. Un recente studio di Assorinnovabili stima che solo grazie al Merit Order Effect delle nuove rinnovabili in 3 anni abbiamo risparmiato 7,3 miliardi di euro, dei quali 1,8 nel 2014.

L’effetto rincaro che si manifesta sul MGP per oggi, ovviamente, sarebbe stato ancora più rilevante se Terna avesse confermato le intenzioni manifestate in un primo momento, di far staccare circa 7.300 MW di impianti fotovoltaici e 200 MW di impianti eolici  e per 24 ore. Una disposizione controversa che come detto è stata poi rivista dal Gestore mercoledì, anche in considerazione delle previsioni meteo, riducendo sia la potenza da sconnettere che l’orario.

Il modo in cui Terna ha scelto di affrontare la prova dell’eclissi ha suscitato fin troppe perplessità: ne abbiamo parlato qui.