Tecnologie pulite, via libera dell’Ue a 1,5 mld € di aiuti di Stato italiani

I finanziamenti, in forma di sovvenzioni e prestiti agevolati, potranno essere concessi fino a tutto il 2030 per supportare la filiera produttiva "cleantech" nel nostro Paese.

ADV
image_pdfimage_print

La Commissione europea ha approvato ieri (9 dicembre) un regime di aiuti di Stato italiani da 1,5 miliardi di euro a sostegno di investimenti strategici che incrementino la capacità produttiva di tecnologie pulite (cleantech).

La richiesta è stata accolta nell’ambito del Clean industrial deal state aid framework o Cisaf, adottato dalla Commissione lo scorso giugno. L’Italia aveva notificato all’Esecutivo comunitario il provvedimento chiedendo di poter supportare investimenti nelle tecnologie elencate nell’Allegato II del Cisaf. Tra queste figurano tutte le rinnovabili tradizionali, oltre a elettrolizzatori, forni ad arco per l’acciaio, infrastrutture di rete, batterie e pompe di calore, ma anche Ccs (si veda Ccs in stallo globale: il caso Gorgon e i limiti strutturali della tecnologia).

Tutti questi ambiti potranno dunque godere degli aiuti italiani, che assumeranno la forma di sovvenzioni, prestiti agevolati o una combinazione di entrambi. La misura sarà aperta alle imprese in tutto il territorio nazionale, con la possibilità di avvalersene fino al 31 dicembre 2030.

Dopo aver svolto le proprie indagini la Commissione ha verificato che il regime italiano fosse in linea con le condizioni stabilite, giudicandolo “necessario, appropriato e proporzionato” per accelerare la transizione verso un’economia a zero emissioni nette.

Come funziona il Cisaf

Il 25 giugno 2025 la Commissione ha adottato il Clean industrial deal state aid framework per promuovere misure di sostegno nei settori fondamentali per la transizione energetica. Il meccanismo consente i seguenti tipi di aiuti:

  • misure volte ad accelerare la diffusione delle energie rinnovabili e dei combustibili a basse emissioni di carbonio (sezioni 4.1 e 4.2), ad esempio istituendo programmi di investimento in tutte le Fer e nello storage, con procedure di gara semplificate;
  • provvedimenti che consentano una riduzione temporanea del prezzo dell’elettricità per gli utenti ad alto consumo energetico, per evitare che le attività industriali si trasferiscano in luoghi in cui le normative ambientali sono assenti o meno ambiziose;
  • disposizioni che facilitano la decarbonizzazione dei processi industriali (sezione 5), come l’elettrificazione, l’efficienza energetica e il passaggio all’uso di idrogeno rinnovabile;
  • misure volte a garantire una capacità produttiva sufficiente di tecnologie pulite (sezione 6, il caso specifico dell’Italia), con le quali i Paesi membri possono sostenere investimenti in batterie, pannelli solari, turbine eoliche, pompe di calore, elettrolizzatori e sistemi Ccs, compresi i principali componenti specifici e includendo anche la produzione e il riciclaggio delle relative materie prime critiche;
  • norme per ridurre il rischio degli investimenti privati necessari per la diffusione di energia pulita, la decarbonizzazione industriale, la produzione di tecnologie pulite, determinati progetti di infrastrutture energetiche e iniziative a sostegno dell’economia circolare (sezione 8).
ADV
×
Privacy Policy Cookie Policy