Svizzera, boom delle batterie: 4,2 GWh in arrivo entro il 2030

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Crescono fino a quasi raddoppiare i dispositivi behind-the-meter, mentre la pipeline dei grandi impianti prevede un enorme salto a fine decennio. Le stime di Swissolar.

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In Svizzera le batterie stanno rapidamente diventando una componente centrale del sistema energetico, affermandosi come infrastruttura strategica per gestire la crescente variabilità della produzione rinnovabile.

È il quadro che emerge dal “Batteriemonitor Schweiz 2026” dell’associazione Swissolar, che documenta una crescita accelerata del mercato e un’evoluzione significativa dei modelli di utilizzo.

Per comprendere questa dinamica bisogna partire dall’ascesa del fotovoltaico, che nel 2025 ha prodotto circa 8,2 TWh di elettricità, pari al 14% del consumo finale. Si tratta di un sistema fortemente decentralizzato, in cui il 98% degli impianti è installato su tetto.

Nonostante ciò, solo una quota limitata dell’energia viene consumata direttamente sul posto: appena il 3,8% del consumo finale elettrico è coperto localmente senza passare dalla rete. Questo squilibrio tra produzione distribuita e utilizzo in loco è uno dei principali fattori che spingono la diffusione delle batterie, chiamate a migliorare l’autoconsumo e a ridurre i flussi in rete.

Tornando dunque agli accumuli, i numeri mostrano una crescita molto rapida. Nel 2025 la Svizzera disponeva di circa 1,5 GWh di capacità installata behind-the-meter, cioè sistemi collocati presso utenti finali come abitazioni, imprese e aziende agricole. Le prospettive di sviluppo sono particolarmente dinamiche: Swissolar segnala tassi di crescita molto elevati per le nuove installazioni, con quasi 2,5 GWh attesi nel 2026.

Parallelamente si sta sviluppando anche il segmento dei grandi impianti collegati direttamente alla rete. Attualmente sono operativi circa 129 MW di potenza e 135 MWh di capacità nei sistemi front-of-the-meter, ma i progetti in pipeline portano a un salto dimensionale significativo, con 4,2 GWh attesi entro il 2030 (un aumento di oltre trenta volte).

Ciò significherebbe passare da circa 34 GWh annui a un potenziale di circa 1 TWh all’anno quando questi progetti entreranno in funzione.

Come cambia la struttura di mercato

Anche la struttura del mercato sta cambiando. Se fino a pochi anni fa le batterie erano quasi esclusivamente appannaggio delle abitazioni unifamiliari, oggi si osserva una crescente diffusione nei settori industriale, commerciale e agricolo.

Nel 2023 quasi il 90% delle installazioni riguardava il residenziale, mentre nel 2024 la quota è diminuita, con un aumento del peso degli altri segmenti.

Un cambiamento è stato osservato anche nelle dimensioni degli impianti: nel comparto C&I, ad esempio, la capacità media è passata da circa 37,5 kWh nel 2023 a 96,5 kWh nel 2024, quasi triplicando.

L’autoconsumo resta il principale driver delle installazioni, con il 95% delle nuove aggiunte motivate dall’aumento dell’uso diretto dell’energia prodotta (dato che scende all’80% nel settore industriale e commerciale e al 70% in agricoltura).

Tuttavia, stanno emergendo nuove logiche economiche. La riduzione delle tariffe di ritiro dell’energia immessa in rete, l’introduzione di tariffe elettriche dinamiche e la crescente volatilità dei prezzi stanno rendendo più conveniente immagazzinare l’energia piuttosto che venderla. Per le imprese, in particolare, assume un ruolo sempre più importante la possibilità di ridurre i picchi di potenza e quindi i costi associati alla capacità impegnata.

A rendere più accessibile questa tecnologia contribuisce anche il calo dei prezzi. Nel 2025 un sistema domestico da 15 kWh aveva, secondo gli analisti di Swissolar, un costo medio di circa 8.800 franchi svizzeri (quasi 9.570 euro al cambio attuale), circa un quarto inferiore rispetto al 2024.

Questa riduzione, unita alle nuove opportunità di ottimizzazione energetica, sta migliorando la redditività degli investimenti in accumulo.

Criticità e proposte

Nonostante queste prospettive positive, il mercato presenta ancora alcune criticità. L’arbitraggio energetico, cioè l’acquisto e la vendita di energia in funzione dei prezzi, è ancora “poco sviluppato” e non sempre economicamente conveniente.

Inoltre, persistono vincoli legati alla capacità delle reti locali, procedure autorizzative complesse e differenze regolatorie tra cantoni. Un altro elemento rilevante è la mancanza di una piena valorizzazione economica dei servizi sistemici forniti dalle batterie, come il contributo alla stabilità della rete.

Per superare questi limiti, Swissolar propone una serie di interventi mirati. Il report sottolinea innanzitutto la necessità di definire una strategia nazionale per l’accumulo, con obiettivi chiari e una pianificazione di lungo periodo (2035-2050). Viene poi evidenziata l’importanza di diffondere tariffe di rete dinamiche, in grado di riflettere le condizioni reali del sistema e incentivare comportamenti più efficienti.

Un altro punto cruciale riguarda la revisione degli oneri di rete, prevedendo un’esenzione più ampia per l’energia immagazzinata e reimmessa, evitando penalizzazioni economiche.

Allo stesso tempo, secondo gli analisti è necessario facilitare l’integrazione delle batterie nei diversi mercati energetici, permettendo loro di operare contemporaneamente a livello di rete, sistema e mercato.

Infine, il report richiama l’attenzione sulla necessità di semplificare le procedure autorizzative e di definire standard tecnici comuni per garantire interoperabilità tra sistemi.

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