I sussidi ambientalmente dannosi scendono a 22,4 mld l’anno

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Pubblicato il catalogo 2026 Mase: i Sad calano di 1,3 miliardi tra 2024 e 2025, quelli ambientalmente favorevoli salgono di 11,9 mld €.

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Nel 2025 i sussidi ambientalmente dannosi (Sad) erogati in Italia hanno raggiunto quota 22.382,3 milioni di euro, tra diretti e indiretti, in discesa rispetto ai 23.776,8 mln € del 2024.

L’indicazione arriva dall’ultima edizione del Catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi e dei sussidi ambientalmente favorevoli (Saf), pubblicata il 16 luglio 2026 dal Mase.

Positiva la variazione dei Saf, che passano da 70.528,4 mln € nel 2024 a 82.499,1 mln € nel 2025.

Infine i sussidi ambientalmente incerti (Sai), per i quali non è possibile esprimersi univocamente sugli effetti, passati dai 25.732,1 mln € del 2024 a 22.088,2 mln € dello scorso anno.

Nel complesso, il 2025 ha fatto registrare un totale di sussidi pari a 126.969,6 milioni di euro.

Il catalogo spacchetta questa cifra per categoria, evidenziando come lo scorso anno sia stata l’energia a raccogliere il maggior numero di Sad con 11.606,6 mln €.

Seguono l’Iva agevolata con 9.556,1 mln €, i trasporti con 1.086,5 mln € e il raggruppamento eterogeneo “altri sussidi” a 132,7 mln €, in cui sono compresi edilizia e beni strumentali. Infine, agricoltura e pesca con 0,5 mln €.

Diversa la situazione dei Saf, dove primeggia la categoria “altri sussidi” con 64.377,7 mln €, seguita dall’energia a 9.474,8 mln €, agricoltura/pesca a 7.817,2 mln €, i trasporti a 789,8 mln € e l’Iva agevolata a 39,6 mln €.

Infine i Sai, dove l’Iva agevolata si trova al primo posto con 9.809,2 mln €. Poi “altri sussidi” con 7.124,5 mln €, energia con 3.834,3 mln €, agricoltura/pesca con 764,2 mln € e trasporti con 556 mln €.

Guardando allo specifico del settore energia, il catalogo evidenzia come il riallineamento tra le accise benzina-diesel abbia fatto risparmiare circa 600 milioni di euro sui Sad.

L’esenzione dall’accisa sui prodotti energetici impiegati come carburanti per la navigazione aerea in Italia segna invece -119,8 mln €.

Di contro, sempre nell’ambito dei Sad per il settore energia, l’esenzione dall’accisa sui prodotti energetici impiegati come carburanti per la navigazione aerea in ambito Ue registra il maggior aumento 2024/2025, pari a +172,8 mln €.

Segue l’esenzione dall’accisa sui prodotti energetici impiegati come carburanti per la navigazione marittima nazionale: +43,6 mln €.

Il catalogo 2026 è accompagnato dalla relazione alle Camere, in cui il ministro Gilberto Pichetto Fratin parla di obiettivi per l’immediato futuro: “La riforma dei sussidi a impatto ambientale e della fiscalità ambientale sarà strategica anche rispetto alla graduale eliminazione o riforma dei sussidi dannosi alla biodiversità, in coerenza con la Strategia nazionale per la biodiversità al 2030 e con i prossimi impegni connessi al Piano nazionale di ripristino e sottoscritti nell’ambito del Quadro globale per la biodiversità Onu di Kunming-Montreal”.

Analoga rilevanza assume “la revisione dell’imposta sul valore aggiunto su beni e servizi non sostenibili, in attuazione della direttiva Ue 2022/542, nonché il contributo degli strumenti economici e fiscali alla transizione verso modelli di produzione e consumo più circolari”.

Infine, “il Pacchetto di primavera del Semestre europeo 2026 conferma l’esigenza di proseguire nella revisione delle spese fiscali e degli strumenti di sostegno, in coerenza con la sostenibilità della finanza pubblica, la competitività e la transizione energetica del Paese. In tale quadro, eventuali misure connesse ai prezzi dell’energia dovrebbero restare temporanee, mirate e compatibili con il quadro di bilancio, preservando al contempo gli incentivi al risparmio energetico e alla decarbonizzazione”.

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