La Sicilia ha aggiornato il proprio Piano energetico ambientale regionale (Pears), contenente la strategia dell’isola per raggiungere gli obiettivi di riduzione dei gas serra.
Si tratta di un aggiornamento tecnico, per adeguare il Piano alle raccomandazioni del Consiglio di giustizia amministrativa che aveva annullato la precedente versione approvata nel 2022.
Lo scorso 1 aprile infatti il Consiglio aveva rigettato l’appello proposto dalla Regione contro una sentenza del Tar (n. 3729/2023) che aveva annullato il Pears 2030 nella parte in cui si impediva di operare il repowering di 14 impianti eolici e ne imponeva la dismissione entro la fine del decennio. Questo passaggio è stato infatti rimosso dal Pears.
La vicenda giudiziaria
La società Minerva Messina, titolare di quattro impianti eolici ubicati in un’area qualificata non idonea dal D.P.R.S. n. 26/2017 e, secondo quanto stabilito nel Pears, obbligata a chiuderli una volta cessata la loro funzionalità, aveva presentato ricorso al Tar, vincendolo.
Secondo il Consiglio di giustizia amministrativa, nella sentenza n. 00218/2025, la disciplina introdotta dalla Regione Siciliana determina “una lesione sicuramente personale e diretta” poiché “limita le possibilità di utilizzo dell’impianto nel senso di precludere sin da subito sia il ricondizionamento che il ripotenziamento”.
Secondo i giudici “l’Amministrazione Regionale era tenuta a motivare la decisione adottata, dando atto dell’esistenza di contingenti ragioni di interesse pubblico talmente preminenti da imporre la futura rimozione degli impianti”.
Il punto di vista dell’amministrazione era che l’azienda non avesse fornito “neanche un principio di prova in ordine alla sussistenza di un interesse attuale al mantenimento in esercizio degli impianti dopo l’indicativa data del 31 dicembre 2030”. La Regione aveva considerato che “i notevoli costi da sostenere per la produzione di energia elettrica oltre siffatta data potrebbero indurre la società stessa a ritenere non conveniente l’operazione economica”.
La decisione di precludere il repowering “appare in contrasto con la disciplina del Pears – scrivono i giudici – in linea generale preordinata a favorire il potenziamento della produzione di energia da fonti rinnovabili, come quella eolica, riducendo le emissioni per contrastare i cambiamenti climatici”.
Il mantenimento, così come il potenziamento o il ricondizionamento degli impianti eolici già autorizzati e in funzione “dovrebbe costituire la regola, se non una priorità, in ragione dell’avvenuto (almeno in linea di principio) impatto ambientale assorbito dal territorio”.
Più precisamente, si legge nella sentenza, “tra un impianto nuovo e un impianto già esistente e in esercizio sembrerebbe logico preferire il mantenimento di quest’ultimo in ragione della necessità di evitare un ulteriore trauma alla flora e alla fauna dipendenti dalla rimozione dell’impianto esistente e dalla realizzazione in altra zona di un nuovo impianto”.
Il nuovo Pears
Il provvedimento di aggiornamento del Pears è stato adottato attraverso una delibera di giunta, che non è stata ancora pubblicata. Se ne ha traccia da una nota apparsa sul sito della Regione.
Secondo quanto apprende QualEnergia.it, l’effettivo aggiornamento del Piano è attualmente “allo studio”.
Introdurrà alcune novità per adeguarlo al nuovo burden sharing, la ripartizione fra le Regioni e le Province autonome dell’obiettivo nazionale al 2030 di aggiungere 80 GW da fonti rinnovabili rispetto al 31 dicembre 2020, necessaria per raggiungere i target Pniec e rispondere ai nuovi obiettivi derivanti dall’attuazione del pacchetto “Fit for 55”.
Alla Sicilia, ricordiamo, viene richiesto il contributo maggiore di Fer in Italia, con 10.485 GW, cioè la potenza rinnovabile considerata installata dal 1° gennaio 2021.
Al momento risultano operativi (al 30/9/2025): 2.954 MW fotovoltaici, 2.484 MW eolici, 156 MW idroelettrici e 104 MW di impianti di bioenergie, per un totale di 5.698 MW, di cui solo circa un terzo installato dal 2021.


























