Finora l’esecutivo Meloni ha adottato il 63,6% dei provvedimenti attuativi (tra cui soprattutto decreti ministeriali) previsti dagli atti legislativi di iniziativa governativa, ossia 862 su 1.355.
Circa un terzo (33,5%) degli atti ha completato l’iter di adozione con tutti i relativi decreti attuativi.
Tra i ministeri più in ritardo figura proprio il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, che deve ancora emanare 42 provvedimenti, al quarto posto assoluto dietro ai seguenti dicasteri (tra parentesi i numeri dei decreti mancanti): Economia e Finanze (95); Salute (51); Infrastrutture e Trasporti (49).
Questi i dati principali aggiornati al 31 marzo 2026 nella quattordicesima Relazione sul monitoraggio dei provvedimenti legislativi e attuativi del governo Meloni (link in basso).
Nel complesso, il governo in carica ha smaltito 1.156 provvedimenti di attuazione tra quelli di sua diretta competenza e quelli “ereditati” dai governi della precedente legislatura (294), con un tasso di adozione pari al 66,7% in leggera flessione rispetto a dicembre 2025.
In particolare, dall’analisi dei punti del programma governativo, la maggior parte dei provvedimenti attuativi previsti (12,3% per 167 decreti) riguarda la “Difesa del lavoro, dell’impresa e dell’economia”.
Il punto di programma “Per un fisco equo” registra numeri simili (165 decreti, 12,2% del totale), mentre “L’Ambiente, una priorità” annovera 121 provvedimenti (8,9%) e la voce “Infrastrutture strategiche e utilizzo efficiente delle risorse europee” conta 117 atti (8,6%).
Risultati sotto la media per il Mase
Andando più in dettaglio sulle materie energetiche, risulta che il Mase ha complessivamente smaltito 43 provvedimenti su 85 previsti, con un tasso di adozione del 50,6% quindi ben sotto la media del governo Meloni che è pari, come detto, al 63,6%.
Dei 42 decreti non adottati, ben 13 hanno il termine scaduto.
Quanto ai punti specifici di programma, “La sfida dell’autosufficienza energetica” vede 25 decreti smaltiti (tra quelli adottati e abrogati) su 49, con un tasso di adozione del 51% e 12 provvedimenti scaduti.
Invece “L’Ambiente, una priorità” conta 71 decreti smaltiti su 121, con un tasso di adozione del 58,7% e 13 atti con termine scaduto.
Il tema dell’autosufficienza energetica dunque registra particolari criticità, con una performance di adozione dei decreti attuativi decisamente inferiore alla media generale del governo Meloni.
Peraltro, i provvedimenti con termine scaduto (8 su 12) riguardano in buona parte alcuni atti legislativi di particolare rilevanza per la transizione energetica: D.lgs. 190/2024 sui Regimi amministrativi per le fonti rinnovabili, dl 84/2024 sulle Materie prime critiche, dl 181/2023 sulla Sicurezza energetica e le fonti rinnovabili e dl 21/2026 sulla Riduzione dei costi energetici.
Guardando ancora al Mase, tra gli atti legislativi con decreti in maggiore ritardo (scaduti), oltre a quelli citati sopra, da segnalare:
- dl 19/2025 “Agevolazioni tariffarie per l’energia” (2);
- dl 176/2022 “Sostegno al settore energetico-Aiuti quater (1).
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