Rinnovabili, reti, sicurezza: quanto investono le utility italiane

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Investimenti e principali dinamiche nel settore delle utility italiane nel 2025. Dati e tendenze nel rapporto presentato da Agici, in collaborazione con Accenture e Intesa Sanpaolo.

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Sicurezza delle forniture energetiche, flessibilità operativa (ad esempio con la diffusione delle batterie utility scale), resilienza delle infrastrutture anche per aumentare la protezione dagli attacchi informatici: queste esigenze, combinate con la transizione verso le fonti rinnovabili, hanno plasmato una fase di consolidamento per il settore delle utility italiane nel 2025.

Queste le principali dinamiche riscontrate nel rapporto Utilities 2026 presentato il 28 gennaio a Milano.

Il documento, realizzato da Agici in collaborazione con Accenture e Intesa Sanpaolo, analizza le strategie di investimento e le performance di un campione di 16 operatori attivi lungo la filiera Gas&Power in Italia, suddivisi in tre gruppi: multi utility, gruppi energetici e operatori di rete indipendenti.

Nel 2025, emerge dal rapporto, le multi utility hanno investito complessivamente circa 5 miliardi di euro, in calo del 14% rispetto al 2024.

Se si considerano, però, esclusivamente gli investimenti organici (ossia senza alcune operazioni “straordinarie” del 2024 che avevano alzato il livello dei flussi investiti), il quadro cambia, con una crescita del 10% nel 2025 rispetto all’anno precedente considerando tutti i settori, dalle rinnovabili alle reti, passando per i servizi idrici e ambientali.

Nel medio periodo, le multi utility prevedono di investire complessivamente 25 miliardi di euro nel 2026-2030, di cui circa 18 miliardi nel triennio 2026-2028 e 6,7 miliardi tra 2029 e 2030, con una destinazione prevalente alle reti (32%), seguite da generazione (20%), idrico (18%) e ambiente (15%).

Guardando ai gruppi energetici, gli investimenti totali nel 2025 ammontano a circa 7,8 miliardi di euro, segnando un +16% in confronto al 2024. Le reti hanno assorbito la maggior parte delle risorse (67%) mentre alle fonti rinnovabili è andato il 18% del budget investito, che ha consentito di incrementare di 2,3 GW la capacità installata.

Il documento segnala che sta crescendo l’attenzione verso sistemi di accumulo e soluzioni funzionali alla flessibilità del sistema.

Più in dettaglio, Dolomiti Energia ha avviato cantieri per nuovi impianti eolici e fotovoltaici per oltre 156 MW complessivi. Edison ha in corso 400 MW di cantieri su tutto il territorio nazionale per la costruzione di nuovi impianti fotovoltaici e idroelettrici, oltre alle integrali ricostruzioni di parchi eolici con aerogeneratori di ultima generazione.

Infine, Enel sta sviluppando 500 nuovi MW di fotovoltaico e altrettanti di batterie.

Quanto alle reti, i gruppi energetici hanno concentrato le risorse su:

  • espansione del teleriscaldamento;
  • manutenzione e potenziamento delle reti di distribuzione e rafforzamento delle infrastrutture esistenti;
  • iniziative di digitalizzazione, con l’installazione di contatori e sensori intelligenti, finalizzate a migliorare la continuità, la sicurezza e la resilienza del servizio, anche in risposta all’aumento degli eventi meteorologici estremi e per ampliare l’accesso alle infrastrutture energetiche nelle aree non ancora servite.

Il gruppo più dinamico, quanto a investimenti, è quello degli operatori di rete, che include Terna, Snam, Ascpiave, Italgas: circa 7,9 miliardi di euro stimati nel 2025, in crescita del 21% rispetto ai 6,5 miliardi del 2024.

L’incremento, si spiega, è riconducibile anche a fusioni e acquisizioni che hanno ampliato in modo rilevante il perimetro di attività di alcuni operatori, oltre al rafforzamento delle infrastrutture esistenti.

Nel triennio 2026-2028 gli operatori di rete hanno programmato investimenti per circa 27 miliardi di euro, che diventano 37 miliardi considerando gli impegni di spesa estesi fino al 2031.

Allargando lo sguardo a livello europeo, i principali gruppi integrati – 13 operatori attivi lungo l’intera filiera Gas&Power tra cui le italiane Enel ed Eni – nel 2025 hanno investito 94,9 miliardi di euro, in lieve aumento (+0,5%) rispetto al 2024.

Nel periodo 2026-2030, si prevede che tali gruppi investiranno 188,7 miliardi di euro, con una forte concentrazione sulle reti (61%), seguite dalle fonti rinnovabili (21%) e dalla generazione convenzionale (14%).

Riguardo alle rinnovabili, Iberdrola, EDP ed Enel coprono oltre il 70% degli investimenti previsti complessivi, confermando un ruolo trainante nella transizione energetica.

Come ha commentato Marco Carta, amministratore delegato di Agici, il 2026 presumibilmente vedrà “una sempre crescente centralità della capacità di esecuzione: l’elemento discriminante potrebbe legarsi, dunque, non tanto alla quantità di investimenti annunciati, quanto alla loro effettiva realizzazione, con in primo piano l’integrazione delle fonti rinnovabili e delle soluzioni di flessibilità”.

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