Rinnovabili al 43% della domanda: cresce il fotovoltaico, calano eolico e idroelettrico

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Nei primi nove mesi del 2025, con la domanda elettrica in lieve flessione, le rinnovabili coprono il 42,7% del fabbisogno nazionale. Il FV è l’unica fonte in forte crescita: +30,7% a settembre e +22,5% da inizio anno.

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A settembre la domanda di elettricità in Italia è stato pari a 25,7 TWh, l’1,2% in più di settembre 2024.

Le rinnovabili hanno coperto il 40,8% della richiesta del mese con 10,6 TWh; e anche questo mese il contributo maggiore arriva dal fotovoltaico (4,2 TWh, cioè il 39,6% delle rinnovabili), che ha generato il 30,7% in più di un anno fa.

In deciso calo la produzione di eolico e, sebbene in misura rispetto agli scorsi mesi, è in diminuzione anche quella da idroelettrico. Il termoelettrico nel mese ha prodotto il 2,6% inmeno di un anno fa.

Le rinnovabili a settembre hanno coperto il 47,1% della produzione elettrica interna.

Uno sguardo ai dati mensili e per i primi tre trimestri dell’anno (che vediamo più avanti) è presentato dalla tabella estratta dal rapporto di Terna (link in fondo all’articolo).

Dati del periodo gennaio-settembre 2025

Nei primi nove mesi del 2025 la domanda elettrica (233,3 TWh) nel nostro Paese risulta leggermente in diminuzione (-1,2%) rispetto allo stesso periodo del 2024 (ma in aumento dell’1,4% sul 2023).

Le rinnovabili elettriche hanno generato oltre 99,6 TWh, quasi 2 TWh in meno (-1,9%) rispetto allo stesso periodo 2024. Hanno soddisfatto il 42,7% della domanda di questi tre trimestri, una quota in leggera diminuzione rispetto allo scorso anno come si può vedere dal grafico.

La produzione di elettricità nazionale ha soddisfatto l’84,9% della domanda e il 49,6% è stato coperto da fonti rinnovabili.

In quest’altro grafico l’andamento dell’elettricità richiesta in Italia nel periodo gennaio-settembre dal 2014 al 2025 e la relativa produzione da fonti rinnovabili.

Il saldo con l’estero è in diminuzione (-8,9%) con un’importazione di energia elettrica dall’estero di 3,4 TWh in meno rispetto ai primi tre trimestri 2024 (l’import è finora il 16,7% sulla domanda).

Vediamo come stanno andando le diverse fonti rinnovabili. L’idroelettrico ha prodotto 8 TWh in meno rispetto ad un anno fa (-19,5%). Il fotovoltaico ha generato il 22,5% in più (+6,8 TW), mentre l’eolico è a -4%.

La geotermia ha perso lo 0,5% e le bioenergie hanno guadagnato lo 0,3%.

Nel grafico il contributo percentuale delle diverse fonti rinnovabili sul fabbisogno elettrico in Italia a fine settembre 2025. L’eolico ha coperto finora il 6,7% della domanda elettrica nazionale (era al 6,9% un anno fa). Il fotovoltaico ha soddisfatto il 15,8% (contro il 12,8% del 2024) e l’idroelettrico il 13,7% (al netto dell’apporto dei pompaggi) contro il 17,1% del 2024.

Andando ad analizzare il contributo delle due fonti “intermittenti”, fotovoltaico ed eolico, notiamo che entrambe hanno finora generato insieme 52,6 TWh (il 22,5% della domanda a fine settembre 2025). Come si vede dal grafico, dal 2014 il loro apporto è aumentato di 22,6 TWh, grazie soprattutto al contributo del FV che per questa differenza, in oltre un decennio, ha contributo per 18,3 TWh (produzione che è quasi raddoppiata dal 2014).

Nell’ambito delle sole fonti rinnovabili elettriche, dal grafico in basso notiamo che l’idroelettrico quota per 33,5% e il fotovoltaico il 37,1% di tutta la produzione da Fer elettriche. FV ed eolico costituiscono insieme il 52,8%.

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