Le proposte di Aiel per il nuovo Conto Termico 3.0

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Il ruolo del nuovo incentivo per il turnover tecnologico dei generatori a biomassa legnosa. Come potenziare il nuovo Conto Termico aiutando alcuni settori che non sono sostenuti dal precedente contributo.

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In occasione della consultazione pubblica (vedi QualEnergia.it, ndr) per l’aggiornamento della disciplina per l’incentivazione di interventi di piccole dimensioni per l’incremento dell’efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili, il cosiddetto Conto Termico 3.0, AIEL (Associazione italiana energie agroforestali) ha espresso alcune proposte sullo schema di Decreto.

Proposte che potranno essere importanti alla luce del contributo che questa tipologia incentivi potranno dare nel sostenere il turn-over tecnologico dei generatori a biomassa legnosa, fondamentale per migliorare la qualità dell’aria e incrementare la quota di energia termica rinnovabile.

Generatori ibridi e microcogeneratori

L’Associazione che rappresenta le imprese della filiera legno-energia condivide l’ammissibilità dei nuovi interventi previsti nella revisione, tuttavia, in relazione agli interventi di incremento dell’efficienza energetica, propone di modificare le condizioni di ammissibilità senza discriminare i “generatori ibridi” e i “microcogeneratori” come definiti nell’Allegato IV del D.Lgs. 199/2021.

Come potenziare il nuovo Conto Termico 3.0

Lo strumento CT 2.0 risulta ancora sottoutilizzato rispetto alle sue potenzialità: nell’ultimo anno sono stati impiegati infatti solo circa il 40% dei fondi disponibili per i privati.

Oltre a proporre modalità di semplificazione dell’iter di accesso all’incentivo, AIEL ritiene che nell’ottica di aumentare il ricorso all’incentivo per l’incremento dell’efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili, sia fondamentale anche superare alcuni dei limiti imposti alle biomasse, in particolare nel settore terziario e del calore di processo.

Sarebbe urgente, per il raggiungimento degli sfidanti obiettivi di decarbonizzazione, ampliare il CT 3.0 alla produzione di energia termica destinata ai processi produttivi e per l’alimentazione di reti di teleriscaldamento e teleraffrescamento.

Conto termico e settore alberghiero

Un esempio su tutti sono gli alberghi, in particolare quelli localizzati nelle aree montane, sempre più spesso dotati di piscine e aree Wellness.

Attualmente molti impianti obsoleti non vengono sostituiti negli alberghi poiché negli interventi 2.B non sono incentivate installazioni per la produzione di energia termica a servizio di processi produttivi, diversamente dagli interventi 2.C solare termico.

Questa disparità di incentivazione lede il principio della neutralità tecnologica e non risulta giustificabile sotto il profilo ambientale, considerato che si tratta di riqualificazioni di generatori esistenti, unitamente alle prestazioni ambientali già severamente disciplinate dal quadro normativo nazionale e regionale in relazione alle attuali tecnologie disponibili sul mercato che, grazie a ingenti investimenti in R&D, risultano compatibili con gli obiettivi di miglioramento della qualità dell’aria.

Conto termico e settore industriale-artigianale

Un altro target penalizzato sono le industrie e le imprese artigiane, in particolare quelle di lavorazione del legno (es. falegnamerie), che utilizzano tipicamente i propri sottoprodotti legnosi vergini o sottoprodotti conformi per alimentare caldaie a biomasse, sia per la climatizzazione degli ambienti sia per alimentare processi produttivi (es. presse, essiccatoi, ecc.).

In moltissimi casi la sostituzione di caldaie giunte a fine vita tecnica non può godere del CT per l’uso promiscuo del calore (climatizzazione e processi produttivi).

Conto termico e reti di teleriscaldamento-teleraffrescamento

Inoltre, anche la riqualificazione dei generatori a fonti rinnovabili a servizio delle reti di teleriscaldamento e teleraffrescamento è esclusa.

AIEL evidenzia da anni che molti impianti di teleriscaldamento sono alimentati da generatori vetusti, a fine vita tecnica, che necessitano di una riqualificazione che al momento non risulta contemplata né dal Conto Termico né da altri tipi di incentivo dell’Amministrazione centrale.

Inoltre, in particolare nelle aree montane, esiste ancora un notevole potenziale di realizzazione di moderni impianti di teleriscaldamento a biomasse, pubblici, privati e pubblico-privati, in sostituzione di generatori esistenti.

A tal proposito l’associazione evidenza che c’è una notevole richiesta di sostegno a investimenti di riqualificazione energetico-ambientale di questi impianti, per l’introduzione di limiti di emissione sempre più stringenti (aggiornamento del D.Lgs 152/2006 con il D.Lgs 183/2017).

“Il processo di revisione del Conto Termico è un’occasione importante per tutto il settore che AIEL rappresenta”, ha detto Valter Francescato, Direttore tecnico dell’Associazione.

“È l’occasione – continua – per consolidare a livello istituzionale la consapevolezza tecnica che le best available technologies a biomassa legnosa sono a emissioni di polveri e carbonio organico quasi zero e rappresentano un’opportunità reale, concreta e già disponibile per decarbonizzare sia la climatizzazione sia i processi produttivi a costi competitivi, a partire dalle aree montane e per settori energivori come gli alberghi o le piccole-medie industrie e le imprese artigiane”.

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