Non solo Cina: anche negli altri Paesi cosiddetti Brics il fotovoltaico è in continua ascesa.
Tre delle prime cinque Nazioni al mondo quanto a generazione elettrica solare appartengono ora ai Brics; quest’ultimo, ricordiamo, è l’acronimo di un gruppo di economie emergenti che dalla formazione originaria (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica) si è allargato a dieci membri con le aggiunte di Egitto, Emirati Arabi, Etiopia, Iran, Indonesia.
L’ultima analisi del think tank energetico Ember si è concentrata su questi Paesi, che stanno trainando le installazioni globali di impianti fotovoltaici.
La Cina primeggia e questa non è una novità; nel 2024, ha generato 834 TWh da fonte solare, il 39% del totale mondiale, quasi il triplo degli Stati Uniti (303 TWh) in seconda posizione nella graduatoria delle singole Nazioni.
Da notare però che sommando i contributi degli altri Paesi Brics, si arriva collettivamente al 51% dell’energia elettrica prodotta con il fotovoltaico lo scorso anno su scala globale, rispetto al 15% di dieci anni fa (grafico sotto).
Come detto, la Cina ha il primato, seguita dagli Usa, poi troviamo India, Giappone e Brasile, che ha scalzato per un soffio la Germania al quinto posto con 75 TWh, quattro terawattora in più dei tedeschi.
L’India, come emerge dal prossimo grafico, ha quadruplicato la sua generazione da fotovoltaico in cinque anni, raggiungendo 133 TWh nel 2024, che le valgono la terza posizione nel ranking.
Altra tendenza rilevante è che tra gennaio e aprile 2025 i cinque Paesi Brics del gruppo iniziale – come detto Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica – hanno incrementato complessivamente del 39% la loro produzione fotovoltaica, rispetto allo stesso periodo del 2024, superando 400 TWh.
La Cina in particolare ha prodotto più di 300 TWh con il solare nei primi quattro mesi dell’anno, 98 TWh in più in confronto a gennaio-aprile 2024 (+42%). Per dare un’idea solo questo incremento in appena quattro mesi equivale alla domanda elettrica annuale dell’Italia nello stesso periodo.
Anche Brasile e India hanno registrato incrementi superiori al 30% nei quattro mesi iniziali del 2025, quanto all’elettricità generata con il fotovoltaico. Resta invece molto indietro la Russia, che non va oltre 0,5 TWh, confermando le sue difficoltà di sviluppare una transizione energetica pulita.
Grazie soprattutto a Cina, India e Brasile, il fotovoltaico ha contribuito per il 36% all’aumento della produzione di elettricità in tutti i membri Brics nel 2024, segnando “un balzo in avanti significativo rispetto ai decenni precedenti”.
Le altre energie rinnovabili e il nucleare hanno contribuito per un ulteriore 33% all’incremento della produzione elettrica lo scorso anno; l’apporto complessivo delle fonti “pulite” è quindi pari al 70% di tale incremento.
Questo rappresenta un cambiamento rilevante rispetto al periodo 2014-2023, quando questi fonti di energia avevano contribuito per il 50% all’aumento della produzione di elettricità, mentre il resto proveniva da combustibili fossili.
In definitiva, si spiega, “Cina, Brasile e India stanno già dimostrando che lo sviluppo economico e la crescita dell’elettricità pulita possono andare di pari passo. In questi paesi, l’energia solare è emersa come motore della transizione elettrica”.
Intanto, gli Emirati Arabi hanno recentemente iniziato a sviluppare il fotovoltaico su larga scala per soddisfare il loro crescente fabbisogno energetico. Oltre ai Brics, Paesi come il Pakistan hanno dimostrato che la rapida espansione del solare può trasformare i sistemi energetici nel volgere di mesi o anni, anziché decenni.




























