Le misure per il caro energia secondo il Pd

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Nel giorno in cui la presidente Meloni parla di lavori in corso su “soluzioni concrete”, i democratici propongono alcuni interventi per Cer, Ppa, fotovoltaico e reti.

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La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta con un videomessaggio all’assemblea nazionale Cna del 4 dicembre, spiegando che il costo dell’energia è “una questione cruciale che sta molto a cuore a tutto il Governo e sulla quale stiamo lavorando per offrire soluzioni concrete”.

A fare da contraltare a queste parole ci sono quelle scritte lo stesso giorno dal Pd in un’analisi che vede l’energia come “linea del fronte”, secondo il responsabile Economia del partito, Antonio Misiani, in un’Italia che rischia la “deindustrializzazione silenziosa”.

Allarme ribadito, sempre il 4 dicembre, ma dall’Università di Modena e Reggio Emilia, dal presidente di Confindustria, Emanuele Orsini: “Oggi l’energia è la parola chiave per essere competitivi. Troppe aziende stanno scappando dal nostro Paese per il suo costo, andando in altri paesi”.

Al tal riguardo Viale dell’Astronomia attende con impazienza il decreto Energia più volte annunciato dal Mase, mentre sul piano europeo spinge per il mercato unico dell’energia.

Al posto di quel decreto, sottolinea Misiani, è invece arrivato il decreto-legge n. 175, “un provvedimento parziale e confuso che restringe le aree idonee per gli impianti rinnovabili, propone semplificazioni che rischiano di rimanere sulla carta e introduce norme ambigue sull’agrivoltaico” (il provvedimento è all’esame del Sento per la conversione, dove è stato pubblicato un dossier il 4 dicembre).

Più in generale, si denuncia una politica energetica e industriale del Governo fatta di “inerzia e contraddizioni”, ad esempio per la “disastrosa” gestione della Transizione 5.0, per i ritardi dell’Energy Release 2.0 e per la mancanza di un piano sulle reti.

Senza dimenticare che “l’ultima seduta del Consiglio dei ministri in cui sono stati effettivamente sbloccati progetti Fer risale a luglio 2025. Nel frattempo, il sostegno previsto dal Pnrr per le comunità energetiche rinnovabili è stato drasticamente ridotto da 2,2 miliardi di euro a 795 milioni di euro; un taglio del 64%, proprio mentre le domande arrivate superano già 1,4 mld €. Risultato: progetti che rischiano di non partire o di bloccarsi a metà” (si veda Taglio fondi alle Cer, il Mase si difende dalle critiche degli operatori).

Le proposte Pd e le richieste Cna sui costi dell’energia

Per invertire la rotta i democratici propongono una serie di misure, a partire dalla Cer, a cui garantire l’integrale copertura finanziaria delle richieste presentate.

Inoltre, si chiede l’eliminazione dalle bollette del canone straordinario per la proroga delle concessioni di distribuzione elettrica, da destinare integralmente alla riduzione dei costi dell’energia per le famiglie e le imprese.

Sul punto si segnala che il Consiglio dei ministri ha approvato il 4 dicembre un D.lgs recante norme di attuazione dello Statuto speciale per la Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol, consentendo anche nelle Province autonome di Trento e Bolzano di superare il termine di scadenza delle concessioni per la distribuzione elettrica, fissato al 31 dicembre 2030, a fronte dell’approvazione di un piano di investimenti al massimo ventennale, in coerenza con quanto previsto a livello nazionale.

Tornando alle proposte del Pd contenute nell’analisi a firma Misiani, si chiede di intervenire in modo diretto sui meccanismi di formazione dei prezzi e sui costi dell’energia per le imprese.

In particolare, due emendamenti al Ddl Bilancio 2026 presentati e segnalati dal gruppo Pd vertono su questa materia (Il disegno di legge è attualmente al vaglio della V commissione del Senato). Il n. 94.0.41:

  • rafforza il ruolo del Gme per la diffusione dei contratti Ppa;
  • introduce un indice nazionale di disaccoppiamento elettrico per aumentare la trasparenza dei mercati;
  • destina integralmente alla riduzione dei costi dell’energia i canoni straordinari per la proroga delle concessioni per la distribuzione elettrica;
  • sopprime la norma della legge di Bilancio 2025 che carica sulle bollette i canoni straordinari per la proroga.

Il secondo emendamento, n. 95.0.37, punta invece a un credito d’imposta alle piccole e medie imprese per l’installazione di impianti fotovoltaici (80% fino a 50 kW, 65% da 51 a 100 kW, 50% da 101 a 200 kW), riducendo gli oneri di sistema a carico delle Pmi.

Sugli oneri di sistema, infine, è intervenuto anche il presidente Cna Dario Costantini, confermato nel ruolo durante l’assemblea del 4 dicembre. “Il prezzo all’ingrosso è tornato ai livelli pre-crisi, ma le nostre imprese pagano l’energia il 50% in più di quattro anni fa. Dobbiamo agire su due fronti: riformare la struttura della bolletta perché gli oneri generali di sistema sono il doppio della media europea e occorre più concorrenza tra gli operatori energetici che hanno realizzato 70 miliardi di profitti dal 2021 a oggi”.

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