L’articolo 94 della bozza della Manovra 2026 (vedi QualEnergia.it) rischia di escludere la maggior parte dei produttori europei di moduli fotovoltaici dal nuovo schema di incentivi fiscali, limitando l’ammissibilità a determinate categorie del registro Enea.
Una scelta che, nella formulazione attuale della norma, avrebbe l’effetto di restringere fortemente l’accesso agli incentivi per gli investimenti nel solare FV.
Su questo impianto normativo c’è una forte preoccupazione da parte di Bisol Group, produttore europeo di moduli fotovoltaici per le principali utility del settore, i distributori e i partner industriali.
Secondo l’azienda, la misura escluderebbe di fatto quasi tutti i produttori europei di fotovoltaico registrati nella sezione “a” del registro Enea dalla possibilità di partecipare al programma di incentivi agli investimenti.
La conseguenza sarebbe una chiusura del mercato che, sempre secondo Bisol, finirebbe per favorire un solo produttore nazionale, escludendo il più ampio comparto industriale europeo e minando i principi di concorrenza leale all’interno del mercato unico dell’Unione Europea.
Un simile approccio sarebbe in chiaro contrasto con gli obiettivi strategici dell’Ue, orientati alla ricostruzione e al rafforzamento della propria base manifatturiera nel settore delle energie rinnovabili.
La norma, così come formulata, comporterebbe il rischio di ridurre la scelta per i clienti, aumentare i costi dei progetti, rallentare la diffusione dell’energia solare e alterare le dinamiche concorrenziali, proprio in una fase in cui l’Europa è chiamata ad accelerare sulla sicurezza energetica e sulla resilienza industriale.
In qualità di produttore europeo, Bisol invita a una revisione della normativa, affinché garantisca un accesso equo, aperto e tecnologicamente neutrale agli incentivi pubblici. Il percorso verso la sicurezza energetica, sottolinea l’azienda, deve restare aperto a tutte le imprese che rispettano rigorosi standard di qualità, efficienza e tracciabilità, senza essere riservato a un solo modello industriale o a una specifica struttura proprietaria.
“L’Europa deve evitare di sostituire la dipendenza tecnologica con una centralizzazione industriale. Innovazione, competitività ed equilibrio regionale sono essenziali per il nostro futuro energetico condiviso”, ha dichiarato Uroš Merc, cofondatore e presidente di Bisol Group.
Bisol invita quindi il governo italiano a:
- garantire parità di trattamento a tutti i produttori europei registrati presso l’Enea;
- allineare le misure nazionali allo spirito del Net Zero Industry Act e del futuro quadro normativo Made in EU;
- salvaguardare trasparenza, concorrenza aperta e neutralità tecnologica negli schemi di incentivazione nazionale.


























