Le Hydrogen Valley accendono i motori a Bolzano e in Piemonte

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L’inaugurazione dei progetti Pnrr per le aree industriali dismesse e i rifornimenti alla mobilità pesante. Prossime tappe Civitavecchia e Porto Marghera.

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Hydrogen Valley del Nord-Ovest e Hydrogen Adige Valley sono le prime due iniziative a essere inaugurate nell’ambito dei progetti finanziati dal Pnrr con la missione 2, investimento 3.1 “aree industriali dismesse” (a cui fanno capo 54 soggetti selezionati per 500 mln € stanziati complessivamente).

Il 25 giugno a Bolzano, in particolare, si è tenuto un evento di presentazione della nuova società di scopo costituita per l’attuazione del progetto portato avanti dalle aziende in house della Provincia autonoma, Sasa (trasporti pubblici) e Alperia (energia).

Hydrogen Adige Valley ha previsto la realizzazione di un impianto per la produzione di idrogeno con una potenza di 2 MW a Bolzano sud, in grado di garantire la generazione di almeno 360 kg di idrogeno verde al giorno, utilizzati dalla flotta Sasa e da due stazioni di rifornimento alimentate con carri bombolai.

La società di trasporti oggi dispone di 370 bus, di cui 17 a idrogeno, 13 ibridi elettricità-idrogeno e 19 solo elettrici. L’obiettivo al 2030 è di arrivare ad almeno 150 mezzi a basse emissioni.

Il processo di elettrolisi per la generazione di H2, invece, è sostenuto da un parco fotovoltaico da 1,5 MW sopra un parcheggio di autobus.

L’investimento complessivo è stato di 35 milioni di euro, ma l’iniziativa potrebbe trovare ulteriore sviluppo quando si concretizzerà l’opportunità del Dm Tariffe, che destina 6 miliardi di euro al settore, anche se si attende ancora la pubblicazione definitiva del decreto e delle regole operative.

È del 19 giugno, invece, l’inaugurazione del progetto Hydrogen Valley del Nord-Ovest che ha visto la realizzazione di un elettrolizzatore da 4 MW presso la raffineria Sarpom di Trecate (Novara), per una generazione di 460 kg di H2 al giorno.

Ad alimentare il processo due impianti fotovoltaici da 6,7 MW complessivi.

L’iniziativa ha richiesto un investimento di 30 milioni complessivi, di cui 4 da bandi regionali, e prevede che la fornitura dell’idrogeno sia destinata sia al sito industriale sia al rifornimento stradale per la mobilità pesante attraverso due stazioni a Casale Monferrato (Alessandria) e Arluno (Milano).

Restando nell’ambito della missione 2, investimento 3.1, Pnrr, le prossime inaugurazioni progettuali previste riguardano la Hydrogen Valley dell’Interporto di Civitavecchia, che si terrà il 7 luglio, e l’Hydrogen Valley Sapio a Porto Marghera, il 16 luglio.

Sul piano tecnico, infine, è bene ricordare due report di recente pubblicazione.

In primis il Global Hydrogen Review 2026 dell’Agenzia internazionale dell’energia, pubblicato il 18 giugno. Il documento mostra che la produzione di idrogeno a basse emissioni di CO2 è ancora lontana da una scalabilità industriale e commerciale di ampia portata.

A rallentare la diffusione dell’idrogeno “pulito” su scala globale ci sono diversi ostacoli persistenti, tra cui costi elevati, domanda incerta, normative complesse e mancanza di infrastrutture.

Nel “Decarbonization Policy & Technology Report 2026” presentato il 10 giugno dall’Energy&Strategy – PoliMi School of Management, invece, sono contenute delle simulazioni che mostrano come “gli economics dei progetti rimangano complessi, soprattutto a causa degli elevati capex degli elettrolizzatori che non stanno registrando la riduzione attesa negli ultimi anni”.

Quello dell’idrogeno sostenibile è comunque un ambito che vede l’Europa primeggiare nel mondo, anche grazie alla presenza del 29% di startup del settore censite a livello globale (163).

Questo primato è figlio di una forte specializzazione nello sviluppo di elettrolizzatori e componenti, secondo il report, oltre al contesto strategico favorevole creato dalle politiche comunitarie.

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