Nel mercato europeo dei veicoli pesanti su strada il 2025 segna una fase di rallentamento delle immatricolazioni complessive, mentre continua gradualmente la diffusione delle tecnologie a zero emissioni.
Anche l’Italia segue questo andamento: le vendite totali di camion e autobus risultano in calo rispetto all’anno precedente, ma cresce la presenza di mezzi elettrici, soprattutto in alcuni segmenti.
È quanto emerge dall’ultimo aggiornamento trimestrale dell’International Council on Clean Transportation (Icct) sull’evoluzione del mercato europeo dei veicoli pesanti (report in fondo), che evidenzia come la transizione verso le tecnologie a zero emissioni (ZE) stia procedendo con velocità molto diverse a seconda del tipo di veicolo e dei singoli mercati nazionali.
Vediamo alcuni dati del mercato europeo dei mezzi pesanti, per poi fare un approfondimento su quello italiano.
Dati del mercato europeo
Secondo il report dell’Icct, nel 2025 in Europa sono stati immatricolati oltre 23.700 veicoli pesanti a zero emissioni (ZE-HDV).
Nel segmento dei veicoli commerciali sopra le 3,5 tonnellate la quota di mercato dei mezzi a zero emissioni ha raggiunto il 4,5%, in crescita rispetto al 2,5% del 2024.
Molto più elevata la diffusione tra autobus e pullman, dove la quota di vendita è salita al 24,8%, contro il 18,5% dell’anno precedente.
La crescita più rapida si ha nel comparto dei veicoli commerciali medi (3,5-12 tonnellate) dove la quota di mezzi a zero emissioni è raddoppiata, passando dal 10,4% del 2024 al 21% nel 2025.
Anche nel trasporto passeggeri il mercato continua a espandersi, ma con dinamiche differenti:
- autobus urbani: la quota ZE passa dal 45% al 58% su nuove immatricolazioni;
- autobus e pullman interurbani: la quota è stabile intorno al 4%.
Furgoni e camion medi a zero emissioni in Italia
Nel nostro Paese la diffusione dei camion elettrici resta limitata ma mostra segnali di crescita nei segmenti più leggeri, tra 3,5 e 12 tonnellate.
Nel primo trimestre 2025 i veicoli a zero emissioni in questa fascia hanno raggiunto circa il 16% delle nuove immatricolazioni, contro circa il 5% nello stesso periodo del 2024 (vedi tabella – clicca per ingrandire).
Si tratta di un segmento in cui l’elettrificazione è più semplice dal punto di vista tecnico e dove le applicazioni urbane e regionali favoriscono l’adozione di mezzi a batteria.
Nonostante la crescita, l’Italia rimane sotto la media europea: nel complesso dell’UE27 nel 2025 i veicoli a zero emissioni rappresentano circa il 21% delle vendite, contro il 15,7% italiano.
Il divario è ancora più evidente rispetto ai paesi del Nord Europa. Nei Paesi Bassi la quota supera il 70%, mentre in Svezia e Danimarca si colloca rispettivamente oltre il 60% e intorno al 62%.
Camion pesanti: qui c’è il vero ritardo italiano
Molto diverso il quadro nel comparto dei camion oltre le 12 tonnellate, che rappresentano la parte principale del trasporto merci a lunga distanza.
Secondo il report, in tutta Europa la diffusione dei veicoli a zero emissioni in questo segmento è ancora limitata e si aggira al di sotto del 2% delle nuove immatricolazioni.
Anche in Italia il mercato procede lentamente, frenato da diversi fattori: costi ancora elevati dei mezzi, autonomia limitata per i trasporti a lunga distanza e carenza di infrastrutture di ricarica dedicate al trasporto pesante.
Nel 2025 in Italia sono stati immatricolati 80 camion pesanti a zero emissioni, pari a solo lo 0,
3% delle vendite del segmento.
Si tratta comunque di un aumento rispetto al 2024, quando le immatricolazioni erano state 29 unità (0,1%), ma i numeri restano molto contenuti.
Guardando al solo quarto trimestre, emerge però un segnale di accelerazione: si passa da 2 veicoli nel Q4 2024 a 38 nel Q4 2025, con una quota dello 0,6%.
Questo andamento suggerisce che il mercato stia iniziando a muoversi soprattutto nella seconda metà del 2025, probabilmente anche in relazione all’entrata in vigore degli standard europei più stringenti sulle emissioni dei camion.
Nonostante questo progresso, l’Italia resta molto indietro rispetto alla media europea. Nel 2025 nell’UE-27 i camion pesanti a zero emissioni rappresentano l’1,9% delle vendite, oltre sei volte la quota italiana. Anche i principali mercati europei mostrano livelli più elevati: Germania: 2,6%; Francia: 2,1%.
Ancora più avanzati alcuni paesi del Nord Europa: Paesi Bassi: 9,3%; Svezia: 7,3%; Danimarca: 7,5%.
Autobus elettrici: Italia in linea con l’Europa
Nel trasporto passeggeri il quadro è decisamente più positivo.
Tra 2024 e 2025 il mercato italiano degli autobus a zero emissioni registra una crescita sia nei volumi che nella quota di mercato.
Le vendite passano da 1.047 unità nel 2024 a 1.217 nel 2025, mentre la percentuale sul totale delle immatricolazioni sale dal 17,1% al 24,5%. In pratica quasi un autobus su quattro venduto nel 2025 in Italia è a zero emissioni, un valore molto vicino alla media europea del 24,9%.
In termini assoluti, l’Italia si conferma tra i mercati più importanti in Europa: con 1.217 autobus venduti nel 2025 è seconda solo a Germania (1.859) e Romania (1.288).
La crescita è sostenuta soprattutto dal rinnovo delle flotte urbane e dagli investimenti per la decarbonizzazione del trasporto pubblico locale. Nonostante ciò, alcuni paesi europei hanno già raggiunto livelli di diffusione molto più importanti. Un esempio è quello dei Paesi Bassi con 784 autobus elettrici, pari al 71,9% delle nuove immatricolazioni.
I marchi più attivi
Secondo un recente elenco pubblicato da Acea, attualmente in Europa sono disponibili circa 40 modelli di camion elettrici e meno di dieci a idrogeno, a dimostrazione che l’offerta è articolata e riesce a coprire tutte le esigenze: distribuzione urbana, consegne regionali, trasporti a lungo raggio e mezzi per cantieri (vedi anche “Camion elettrici: una tecnologia pronta che aspetta la spinta della domanda“).
Ma tra i costruttori, ci informa il report dell’Icct, il 2025 è stato un anno particolarmente positivo per Mercedes nel segmento dei camion pesanti (oltre 12 tonnellate) a zero emissioni. Le vendite del modello eActros sono cresciute rapidamente nel terzo e quarto trimestre del 2025, probabilmente anche grazie all’entrata in vigore dal 1° luglio del nuovo obiettivo europeo di riduzione delle emissioni di CO₂ del 15% per i camion.
Solo nella seconda metà del 2025 l’azienda ha venduto 1.400 camion pesanti a zero emissioni, circa tre volte le vendite dell’intero 2024.
Mercato in crescita, ma lontano dalla maturità. Cosa servirebbe?
Il quadro complessivo delineato dal rapporto Icct mostra quindi un mercato in trasformazione, ma ancora lontano da una diffusione su larga scala dei veicoli pesanti a zero emissioni.
Il rapporto evidenzia inoltre come l’Europa nel suo complesso sia ancora indietro rispetto ad altri mercati globali, in particolare la Cina. Nel 2025 nel mercato cinese oltre il 25% dei veicoli pesanti venduti è a zero emissioni, con più di 450.000 unità, mentre nell’Unione europea la quota complessiva rimane intorno al 4%.
Secondo un recente confronto di Transport & Environment (T&E) sulle politiche nazionali per accelerare l’adozione dei camion elettrici, l’Europa presenta un quadro molto eterogeneo e l’Italia risulta tra i paesi meno avanzati su diversi strumenti chiave (report allegato in basso).
Sul fronte degli incentivi all’acquisto, alcuni paesi hanno schemi piuttosto consistenti: nei Paesi Bassi i contributi arrivano fino a 115.200 euro per veicolo, in Francia fino a 53.000 euro, in Polonia possono raggiungere 750.000 zloty (circa 178.000 euro). In Svezia il sostegno copre fino al 25% del prezzo e in Danimarca fino al 50% del costo aggiuntivo rispetto a un camion diesel. In Italia, invece, secondo T&E il sistema di incentivi è ancora in discussione, quindi manca uno schema strutturato paragonabile a quelli già attivi in diversi paesi europei.
Anche sul fronte delle infrastrutture di ricarica nei depositi delle flotte emergono differenze marcate. Paesi come Svezia e Danimarca coprono, rispettivamente, fino al 50% e al 40% dei costi di investimento, mentre in Francia sono previsti contributi fino a 15.000 euro per punto di ricarica e fino a 960.000 euro per grandi hub logistici. Nei Paesi Bassi il sostegno varia da 400 a 88.000 euro per unità. In Italia, invece, non esistono al momento incentivi specifici per la ricarica nei depositi, una delle infrastrutture considerate cruciali per la diffusione dei camion elettrici.
Un altro strumento importante è la differenziazione dei pedaggi stradali in base alle emissioni di CO₂, prevista dalla direttiva europea Eurovignette. Diversi paesi hanno già introdotto forti sconti per i camion a zero emissioni: la Germania, ad esempio, applica uno sconto del 100% sui pedaggi fino al 2031, mentre Danimarca, Svezia e Paesi Bassi prevedono riduzioni tra circa il 75% e oltre l’85%. In Italia, invece, non è previsto alcuno sconto specifico per i camion elettrici.
Sul piano normativo, il nostro Paese ha avviato la trasposizione della nuova direttiva europea sulle rinnovabili (Renewable Energy Directive III), che introduce sistemi di crediti energetici per chi utilizza elettricità rinnovabile nei trasporti. Tuttavia, secondo T&E il meccanismo per la ricarica dei camion sarà applicato solo dal 2027, mentre in altri paesi è già operativo o lo sarà prima di questa data.
L’Italia ha invece già previsto l’adozione del nuovo mercato del carbonio europeo per edifici e trasporti, EU Emissions Trading System 2 (ETS2), che entrerà in vigore nel 2028 e dovrebbe, il condizionale è d’obbligo, far aumentare il costo dei carburanti fossili nel trasporto su strada.
Infine, un ulteriore strumento analizzato da T&E riguarda le zone a zero emissioni per il trasporto merci nelle città. In questo caso l’Italia non ha ancora iniziative specifiche, mentre, ad esempio, i Paesi Bassi hanno già 19 zone operative dedicate alla logistica a emissioni zero.
- Report ICCT (pdf)
- Report T&E (pdf)




























