Eolico, da Madrid un “invito all’azione” contro la crisi energetica

CATEGORIE:

L'elettrificazione come priorità strategica Ue: le richieste di Wind Europe all'apertura dell'evento annuale in Spagna. Intanto nel 2025 nuovo installato record a 164 GW nel mondo (dati Gwec).

ADV
image_pdfimage_print

Velocizzare le autorizzazioni considerando l’eolico un interesse pubblico prioritario, sfruttare meglio le aste aggiudicando almeno l’80% dei volumi, puntare sul repowering degli impianti esistenti.

Sono alcuni dei dieci punti della “Madrid call to action” presentata oggi, 21 aprile, nella capitale spagnola durante l’evento annuale di WindEurope in corso fino a giovedì 23 aprile.

L’associazione europea dell’eolico invita a considerare l’elettrificazione dei consumi finali una “priorità strategica”, in modo da allentare la dipendenza del nostro continente dalle importazioni di combustibili fossili. L’elettricità oggi rappresenta meno del 25% di tutta l’energia utilizzata in Europa, mentre la guerra in Medio Oriente sta esponendo i Paesi Ue a crescenti rischi per le forniture di gas e petrolio.

WindEurope chiede anche di eliminare l’Iva per pompe di calore e veicoli elettrici, ridurre in modo permanente la tassazione sull’elettricità, semplificare gli aiuti di Stato per le industrie che passano alle energie rinnovabili tramite PPA (Power Purchase Agreement).

Più in generale, scrive l’analista della Ieefa (Institute for Energy Economics and Financial Analysis) Jonathan Bruegel in un post del 20 aprile, i prezzi elettrici in Europa restano spesso agganciati al gas, rendendo la geopolitica “una vulnerabilità strutturale”.

Anche se le centrali a gas fissano il prezzo marginale solo per un numero limitato di ore all’anno, “le fluttuazioni del mercato del gas continuino a influenzare i prezzi medi annuali dell’elettricità”, spiega Bruegel.

Per ridurre questa dipendenza occorre “un maggiore utilizzo delle energie rinnovabili e la risoluzione dei vincoli di sistema” attraverso l’espansione della rete e una maggiore flessibilità, ad esempio tramite le tecnologie per la gestione della domanda e gli accumuli (batterie e pompaggi idroelettrici).

Reti, flessibilità, accumuli

L’eolico dunque può contribuire a questa spinta per elettrificare i consumi finali di energia, evidenziano gli analisti di WindEurope, ricordando che nel 2025 il settore ha investito circa 45 miliardi di euro in nuovi progetti da realizzare nei prossimi anni.

Anche il Global Wind Report 2026 pubblicato ieri (20 aprile) dal Gwec (Global Wind Energy Council) sottolinea l’importanza di investire in reti, interconnessioni e flessibilità.

La flessibilità, si legge nel documento, “è l’insieme delle capacità tecniche, operative e di mercato che consentono ai sistemi energetici di scalare l’energia eolica mantenendo al contempo la fornitura di elettricità affidabile e a prezzi accessibili”.

Difatti, data la variabilità della generazione eolica, servono meccanismi per bilanciare continuamente la produzione e il consumo senza sprecare energia né fare affidamento sulla capacità di riserva derivante dai combustibili fossili.

La flessibilità diventa “decisiva”, grazie allo stoccaggio (batterie, pompaggi, accumuli termici…) e alle soluzioni per gestire la domanda, come tariffe dinamiche e spostamenti automatici dei carichi elettrici, in modo da attenuare i picchi di consumo e le limitazioni delle reti.

Dati 2025 e previsioni

Intanto nel 2025 le nuove installazioni eoliche hanno raggiunto 165 GW tra impianti sulla terraferma (155 GW) e offshore (oltre 9 GW), il massimo di sempre, con una crescita del 40% rispetto al 2024. La capacità cumulativa si attestava alla fine dello scorso anno a quasi 1.300 GW.

La Cina da sola ha fatto il 73% del totale installato. In Europa la nuova potenza eolica realizzata lo scorso anno ammonta a 19 GW (15 GW nell’Ue-27), in crescita del 16% sul 2024, trainata da Germania e Turchia. L’Italia, ricordiamo, ha sviluppato 579 MW di nuovi parchi eolici a terra lo scorso anno, in calo del 15% in confronto ai dodici mesi precedenti (si vedano i dati completi pubblicati da Wind Europe a febbraio).

Quanto all’evoluzione del mercato, il Gwec si aspetta una crescita media annua della nuova capacità installata pari al 5,2% fino al 2030.

Nel 2028-2029 i nuovi impianti sfioreranno 200 GW su scala mondiale per poi superare questa soglia l’anno successivo.

ADV
×
Privacy Policy Cookie Policy