Domanda elettrica e rinnovabili, i valori più bassi nei primi trimestri degli ultimi 10 anni

La domanda di energia elettrica nel primo trimestre 2023 è la più bassa dal 2014, così come la generazione da fonti rinnovabili, che nel periodo gennaio-marzo 2023 copre il 29,8% della richiesta del paese.

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Lo scorso mese di marzo la domanda elettrica è stata del 5% più bassa dello stesso mese del 2022.

Grazie ad una leggera ripresa dell’idroelettrico (+13,6% su marzo 2022) e dei buoni contributi di eolico e fotovoltaico, le fonti rinnovabili (8,7 TWh) nel corso del mese hanno coperto il 33,5% della domanda elettrica del mese (39,5% sulla produzione interna), contro il 28,4% di un anno fa.

In calo di quasi il 18% la generazione termoelettrica. Nel corso di marzo abbiamo avuto delle punte massime di copertura della domanda con le rinnovabili in questo scorcio del 2023: per i giorni festivi il record si è avuto lunedì 10 aprile (Pasquetta) con il 54,9% e per i giorni feriali lunedì 3 aprile con un 44,6%.

Nella tabella, tratta dal rapporto mensile di Terna (allegato in basso), sono sintetizzati alcuni dati.

Dati per il primo trimestre 2023

Nel primo trimestre del 2023 la domanda di energia elettrica ha registrato un calo del 4% sul primo trimestre 2022 (il dato rettificato dà una diminuzione del 3,6%): la richiesta di elettricità è la più bassa da dieci anni.

Le rinnovabili hanno coperto il 29,8% della domanda, quindi in risalita rispetto alla quota del 29% del primo trimestre 2022, ma si tratta di una percentuale ancora troppo bassa se paragonata con i primi trimestri dal 2014 in poi, come si può vedere dal grafico, e soprattutto lontana dagli obiettivi da raggiungere a fine decennio.

In particolare, va notato che la generazione da rinnovabili elettriche nel periodo gennaio-marzo 2023 in termini assoluti è la più bassa dal 2014, nonostante la leggera ripresa di marzo: tutte le rinnovabili hanno prodotto circa 23 TWh (inclusa quota per pompaggio), circa 300 GWh in meno sullo stesso trimestre 2022.

Sulla produzione nazionale la loro quota è del 35,9% contro il 32,6% di un anno fa.

La generazione idroelettrica nel periodo gennaio-marzo 2022 si assesta sui livelli dello stesso periodo 2022, sebbene del 40-45% in meno della media degli anni dal 2014 al 2021: si pensi che nel 2021 l’idroelettrico aveva messo in rete nel primo trimestre circa 10 TWh rispetto i 5,3 del 2023.

Eolico e fotovoltaico, insieme, danno una produzione identica al 2022: 12,1 TWh. Tuttavia, l’eolico registra un decremento del 3,1% e il FV un aumento del 4%.

Mentre il solare FV ha finora soddisfatto il 7,1% della domanda e l’eolico l’8,6%, la generazione di idroelettrico nel primo trimestre ha coperto solo il 6,3% della richiesta (contro, ad esempio, il 12,2% del 2021); le bioenergie sono al 5,6% e la geotermia stabile all’1,7%.

A fine marzo eolico e fotovoltaico rappresentano il 52,5% di tutte le fonti rinnovabili elettriche; l’idroelettrico appena il 23,1%, quando solitamente nell’arco degli ultimi 10 anni contribuiva mediamente per un terzo al peso di tutte le rinnovabili elettriche.

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