Cuba sta attraversando una delle più gravi crisi economiche e umanitarie della sua storia recente, aggravata dal blocco petrolifero imposto d
agli Stati Uniti e dall’interruzione o drastica riduzione delle forniture di petrolio da Venezuela e Messico.
In un videoreportage in esclusiva per QualEnergia.it, Max Civili, giornalista indipendente, racconta le conseguenze della grave carenza di carburanti e della crisi del sistema elettrico cubano, alle prese con blackout prolungati e ripetuti collassi della rete.
Una situazione disperata che compromette il funzionamento di trasporti, scuole, ospedali e attività produttive, aggravata dalle condizioni delle vecchie centrali termoelettriche alimentate a olio combustibile, sulle quali è complesso intervenire in caso di ripetuti guasti.
Alla crisi energetica si accompagnano una forte inflazione e crescenti difficoltà igienico-sanitarie, dall’accumulo di rifiuti nelle strade alla scarsità di acqua potabile e medicinali.
Anche il turismo, settore fondamentale per l’economia dell’isola, è in fortissima difficoltà, penalizzato dalla crisi economica ed energetica, dalle sanzioni statunitensi e dalle restrizioni ai viaggi.
Per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili importati, Cuba sta accelerando lo sviluppo delle fonti rinnovabili, soprattutto del fotovoltaico, grazie anche al sostegno tecnologico e finanziario della Cina (vedi anche A Cuba la rivoluzione solare che sfida il cappio dei fossili).
Il Paese punta a produrre il 100% dell’elettricità da fonti rinnovabili entro il 2050, ma il raggiungimento di questo obiettivo dipenderà dalla disponibilità di risorse economiche, dagli investimenti e dall’ammodernamento delle infrastrutture elettriche.




























